prova I Fiumi di Porpora: film

I Fiumi di Porpora

I Fiumi di Porpora
Titolo originale: Les rivieres pourpres
Produzione:
Durata:
Genere: Thriller
Regia: Mathieu Kassowitz
Uscita: 0000-00-00
Attori principali: Jean Reno, Vincent Cassel, Nadija Fare&?;, Dominique Sanda, Karim Belkandra
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- Voto: 5.7/10 (3 voti)

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Trama:
Il commissario Pierre Niemais (Jean Reno) arriva a
Guernon, un paese vicino a Grenoble nell’Alta Savoia, per
indagare su un misterioso delitto. Il cadavere di uno
studente Ŕ stato ritrovato nel bosco con le mani tagliate,
gli occhi strappati e congelato in posizione fetale.
Niemais comincia la sua indagine partendo proprio
dall’universitÓ e scopre una realtÓ alquanto bizzarra: la
direzione dell’universitÓ Ŕ tramandata di padre in figlio
da generazioni, cosa di cui i membri sono orgogliosi.
Inoltre l’universitÓ detiene il controllo sull’ospedale
della zona.

Intanto a Sarzac, un paese qualche km pi¨ in lÓ, il
tenente Max Kerkerian (Vincent Cassel) indaga sul furto in
una scuola elementare e sulla profanazione di una tomba.
Kerkerian scopre che la tomba profanata Ŕ quella di Judith
Herault, una bambina morta nel 1982, e che nella scuola Ŕ
stata rubata proprio la sua scheda personale. Dopo avere
interrogato un vecchio meccanico che gli racconta la
storia di Judith, investita da un camion, Kerkerian
raggiunge la madre della piccola in un convento di suore.
La suora, che da 18 anni vive nel “voto delle tenebre”,
rivela al poliziotto che sono stati i “demoni” a portarle
via la piccola e che questi “demoni” risiedono a Guernon.
Intanto a Guernon Niemais conosce Cherneze, una
studentessa appassionata di “free climbing“ che detesta
l’ambiente elitario dell’universitÓ. Il commissario chiede
a Cherneze di accompagnarlo sul luogo in cui Ŕ stato
ritrovato il corpo per delle ricerche. Durante la scalata
di un costone i 2 scoprono il cadavere di un altro
studente ibernato e mutilato come il precedente. Niemais
decide di interrogare il medico locale. A casa del medico
scopre il tenente Kerkerian che tenta di forzare la
serratura della porta. Dopo un breve diverbio i 2 entrano
in casa del medico, ma non trovano nessuno. Niemais e
Kerkerian decidono di unire le loro scoperte per risolvere
un enigma che sembra sempre pi¨ complicato. Niemais
intuisce che l’assassino, facendogli ritrovare i corpi,
gli sta indicando qualcosa. Una notte i 2 tornano a casa
del medico e lo trovano appeso alla parete e orrendamente
mutilato. Nella casa s’imbattono anche in una figura
incappucciata che sta per sparare a Kerkerian, ma poi lo
risparmia e scappa. Kerkerian lo insegue sotto la pioggia,
ma il misterioso assassino Ŕ pi¨ veloce e riesce a
sfuggire. Ora le indagini si concentrano sull’ambiente
universitario, ma i sospetti cadono anche su Cherneze.
Mentre Kerkerian, tornato a Sarzac per fare aprire la
tomba di Judith, ha scoperto che la bara della bambina Ŕ
vuota, Niemais scopre che il 1┬░ studente morto stava
lavorando a una tesi sulla perfezione del corpo umano,
sulla purezza del sangue e sull’eugenetica, intitolata
appunto “I fiumi di porpora“ (un riferimento alle vene).
Niemais Ŕ sempre pi¨ convinto che Cherneze sia legata agli
omicidi e decide di farle visita. Sulla strada rivela a
Kerkerian la sua scoperta: l’universitÓ Ŕ il laboratorio
di un progetto mostruoso. Tramite la “nursery“
dell’ospedale i dirigenti dell’universitÓ sostituiscono i
figli dei montanari, considerati sani e puri, con i loro
che, dopo anni di incroci tra consanguinei “eletti”,
nascono malati e “imperfetti”. Arrivati a casa di Cherneze
non trovano nessuno, ma nella cantina scoprono un vero e
proprio museo degli orrori: provette con organi umani e
membra sezionate. Niemais, anche se controvoglia, deve
credere che l’assassina Ŕ proprio Cherneze. Il giorno dopo
Kerkerian e Niemais la raggiungono sulla cima di una
montagna per arrestarla e assistono all’ennesimo colpo di
scena: Cherneze ha una sorella gemella. L’assassina Ŕ
proprio lei, cioŔ Judith la bambina creduta morta 18 anni
prima, che, vivendo nascosta e protetta da Cherneze,
uccideva i membri dell’universitÓ per fermare i “demoni”
di un progetto mostruoso. Judith ferisce Kerkerian, ma
l’eco degli spari provoca una valanga che sommerge i 4. Il
film finisce con i soccorsi che tirano fuori dalla neve
Kerkerian, Niemais e Cherneze.
Recensione:
I films di Mathieu Kassowitz sono come un crescendo imprevedibile. Ho visto “L’odio“ (1995) e “Amen“ (2002) e posso dire che questa particolaritÓ Ŕ la carta vincente di Kassowitz. Anche nei “Fiumi di porpora“ si pu├▓ riscontrare questo stile inconfondibile. Di per s├ę la trama Ŕ banale, ma ci├▓ che la rende unica Ŕ la struttura su cui Ŕ basata. Un thriller che cresce continuamente e s’intreccia a forma di DNA. I colpi di scena non permettono allo spettatore di prevedere il resto del film. Al contrario, questi danno un’ulteriore spinta al crescendo della trama.

Ottima la scenografia, sia gli interni che gli esterni, che si sposta dalla montagna coperta di neve alla biblioteca universitaria, dall’obitorio agli spazi aperti senza “inciampare” in contrasti particolarmente marcati. Personalmente preferisco le inquadrature esterne, come quando il commissario Niemais e Cherneze si arrampicano sulla parete coperta di neve, dove il regista fa una bella panoramica della vallata sottostante. Buono anche l’effetto delle luci nelle scene notturne. Per├▓ ci sono delle piccole incoerenze. Queste si notano in certi dettagli. Ad esempio, perch├ę i cadaveri sono mutilati? Qui Kassowitz non ha pensato che i dettagli non sfuggono allo spettatore attento e alla fine del film resta il senso di qualcosa di “insoluto”. Forse questi dettagli sono tornati in mente a Kassowitz pi¨ tardi e li ha buttati (sommariamente) nella scena in cui Kerkerian e Niemais scoprono la strana “collezione” in casa di Cherneze.

Per me la pecca pi¨ evidente Ŕ il contrasto tra i 2 detectives. Kassowitz ha messo a fianco di un Jean Reno tipicamente “sonnolento” un troppo irascibile Vincent Cassel. La notevole (e costante) differenza dei protagonisti si nota fin dall’inizio, anche prima che i 2 s’incontrino. Se devo dire la veritÓ, anche il finale Ŕ un po’ scontato (se vogliamo, anche banale) per un film che fin dall’inizio punta in alto.

I fiumi di porpora“ resta comunque un ottimo thriller. Oltre alla scenografia, il film ha una struttura che regge nonostante le piccole incoerenze. Che sia dovuto a un qualche talento naturale francese?

Il film ha giÓ un seguito in attesa di essere distribuito, “Les rivieres pourpres 2: Les anges de l’apocalypse” (2003), tra l’altro interpretato ancora da Jean Reno. Non ho idea di come sia il seguito, ma posso dire una cosa? Per me “I fiumi di porpora“ Ŕ un film a cui non serviva il seguito. Recensione di Gik25
La regia Ŕ molto buona, ma Ŕ la sceneggiatura e la trama il vero punto di forza del film. Il film infatti Ŕ un vero e proprio giallo che piacerÓ moltissimo agli amanti dei thriller gotici e dei romanzi gialli classici pi¨ rinomati.

Il montaggio seppur lineare (rispetta l’ordine temporale) Ŕ particolare e rende il film leggermente difficile da seguire in alcuni punti (occorre prestare una buona dose di attenzione), ma al contempo lo rende anche pi¨ interessante e fascinoso.

Lo stile del regista e del film stesso Ŕ molto particolare ed Ŕ rispettato anche nel secondo episodio (“I fiumi di porpora 2”) che per├▓ Ŕ meno valido di questo per via di una trama in apparenza pi¨ assurda…

I protagonisti della vicenda sono molto particolari, hanno un carisma tutto loro, e danno al film un certo grado di alternativitÓ rispetto ai thriller classici.

In ogni caso, un film splendido, uno dei migliori thriller degli ultimi tempi, veramente da non perdere!

Voto: 9,0

Voto: 10,0
Stefaan-OI

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