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Die Hard - Vivere o morire: trama e recensione

Die Hard - Vivere o morire
Titolo originale: Live Free or Die Hard
Produzione: Usa
Durata:
Genere: Azione/Avventura
Regia: Len Wiseman
Uscita: 2007-10-26
Attori principali: Bruce Willis, Timothy Olyphant, Edoardo Costa, Justin Long, Mary Elizabeth Winstead, Jeffrey Wright, Maggie Q
Scheda di Opinioni
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- Voto: 8.0/10 (47 voti)

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Trama:
Ennesima avventura per l'agente McClane (Bruce Willis) che in questo capitolo affronterà dei pirati informatici(Timothy Olyphant, Maggie Q) decisi a far crollare il sistema informatico americano. Per contrastarli chiederà aiuto ad un hacker (Justin Long)di indubbia fama...
Recensione:
Quarto capitolo della famosa saga “Duri a Morire” il protagonista di sempre John McClane in questo nuovo episodio si troverà coinvolto in un attacco informatico globale alla nazione statunitense, che dovrà debellare per salvare nuovamente il mondo da cattivi organizzati. E’ un nuovo mondo quello in cui si imbatte l’impavido McClane, che non è più alla sua portata, una realtà che ormai dialoga con un linguaggio superiore, quello informatico, che lo rende impotente. Chi meglio di un hacker, uno dei più famosi, può svelargli le oscure trame dietro le macchinazioni criminali dei terroristi del nuovo millennio? Matthew Farrell (Justin Long) è infatti in pericolo di vita, per aver creato a sua insaputa un algoritmo che sta per essere usato contro tutte le risorse energetiche conosciute dal genio ex “impiegato” del governo Thomas Gabriel (Timothy Olyphant), che medita vendetta dopo essere stato cacciato, inascoltato, dal suo vecchio posto di lavoro. Insoddisfazione e ignoranza rendono l’uomo buono vittima dunque, e Gabriel tenta di ritorcere contro i suoi ormai acerrimi nemici ciò che hanno tentato di ignorare. Come se non bastasse il cicatrizzassimo Willis dovrà affrontare anche problemi familiari con la figlia Lucy (Mary Elizabeth Winstead) e un divorzio recente alle spalle. Promise cicatrici e fiamme nelle interviste il caro vecchio Bruce Willis e infatti non c’è tempo per la delusione per i fan dei capitoli precedenti. La canottiera bianca è sparita, gli spazi si sono dilatati, niente più ambienti chiusi come nei primi due Die Hard, e le rughe si sono moltiplicate, ma lo spirito del poliziotto di ferro ancora anima il personaggio, che non si risparmia nel lanciare veicoli contro elicotteri, nell’appendersi a funi in ascensori traballanti o a insultare con ironia chi c’è dall’altra parte della radio. Con molto passato doloroso e molti ricordi, McClane ancora non rinuncia alla sua vita, sebbene quella personale sia andata in pezzi, poiché rimane il solo a poterla sopportare. Anche un supereroe urbano ha bisogno di aiuto, ed è questo che rispetto ad altri nuovi sequel di già troppi film d’azione, rende godibile la pellicola. Adattata ai tempi, ai luoghi, ma sempre intrisa dello spirito goliardico, la regia di Len Wiseman è veloce e precisa come una lama affilata ed è capace di far sorridere e pensare. Oltre ogni cosa “ Vivere o Morire” è un film d’azione, con scene di lotta interessanti, divertente quella con Maggie Q, sparatorie inusuali, ma con una marcia in più, quella giovanile, data dal cameo entusiasmante del regista Kevin Smith che sa affascinare e coinvolgere anche il pubblico più scettico. Unica nota stridente con la fluidità della trama, la volontà quasi maniacale di inserire attori italiani dove sarebbe il caso di non farlo. Si noterà la presenza di Edoardo Costa nei panni di uno scagnozzo del cattivo, doppiato purtroppo da se stesso nella versione italiana, che sembra recitare fuori contesto, in un luogo parallelo a quello delle riprese, e con dialoghi quasi inesistenti o imbarazzanti. Quando viene proposto un copione del genere sarebbe meglio rifiutare, diversamente almeno evitare prove di dubbio gusto, per fare in modo che il baluardo del nostro cinema rimanga intatto oltreoceano. Se comunque si decide di vivere o morire, il modo migliore è farlo con la bravura di Willis e del suo seguito.
Voto: 7
Ambra Zamuner

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