prova Amabili resti: film

Amabili resti

Amabili resti
Titolo originale: The Lovely Bones
Produzione: U.S.A., Regno Unito, Nuova Zelanda
Durata: 139'
Genere: Thriller, Drammatico, Fantastico
Regia: Peter Jackson
Uscita: 2010-02-12
Attori principali: Mark Wahlberg, Rachel Weisz, Susan Sarandon, Saoirse Ronan, Thomas McCarthy, Stanley Tucci, Michael Imperioli, Jake Abel, Amanda Michalka, Reece Ritchie, Nikki SooHoo
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Trama:
Susie Salmon è stata brutalmente assassinata all'età  di 14 anni, mentre tornava da scuola. Da allora il suo spirito vaga nella casa assieme alla famiglia, in un'indecisione tra sete di vendetta per l'omicida ancora a piede libero e il desiderio di far guarire i suoi cari..
Recensione:
Una ragazzina brutalmente assassinata alla tenera età di 14 anni che, attraverso realtà oniriche parallele, non riesce a staccarsi dalla terra e continua a vigilare sui suoi cari. Trama se non avvincente, quanto meno ad una prima lettura accattivante: è questo infatti l'unico merito attribuibile a Peter Jackson, il conduttore di una pellicola fuori dal comune sia per la bontà delle idee, che per la pessima realizzazione. Il lentissimo ritmo narrativo evince sin dalle prime scene, dove vi è un excursus storico della vita della ragazzina, coadiuvato da una fotografia color seppia e dai toni più da Alice nel paese delle meraviglie che da un thriller degno di essere definito tale. La storia macina lenta i suoi fotogrammi, e ogni speranza di cogliere una svolta nel fluire della trama è presto spenta: Peter Jackson ha l'assurda pretesa di costruire un thriller senza la caratteristica fondamentale, ossia la suspence, i ritmi serrati e l'adrenalina conseguente. I centoventi minuti sembrano non terminare mai mentre la ragazzina uccisa resta sospesa nel limbo, a metà tra paradiso - rappresentato come un mondo di giochi dove incontra le altre bambine uccise dall'omicida - e la vita che ha appena lasciato. Peter Jackson ingrandisce la lente sull'elaborazione del lutto da parte della famiglia, afflitta dal dolore e dal desiderio di vendetta nei confronti di un uomo ancora a piede libero. Tra mille lacrime, slow motion e tempi morti si arriva al tanto atteso finale, senza colpi di scena che possano salvare un plot piatto e inespressivo. E come se non bastasse, un tocco di grottesco con la frase finale della ragazzina: "Vi auguro di passare una vita felice e serena". Più che thriller, pare un sermone. Amen.
Voto: 4
Paola Priola

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