prova Il nastro bianco: film

Il nastro bianco

Il nastro bianco
Titolo originale: Das weisse Band
Produzione: Austria, Francia, Germania
Durata: 144
Genere: Drammmatico/Guerra
Regia: Michael Haneke
Uscita: 2009-10-30
Attori principali: Ulrich Tukur, Susanne Lothar, Burghart Klau?ner, Josef Bierbichler, Michael Kranz, Marisa Growaldt, Michael Schenk, Jadea Mercedes Diaz
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- Voto: 7.2/10 (5 voti)

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Trama:
Germania del Nord, siamo vicini alla vigilia della prima guerra mondiale. Strani eventi sconvolgono una comunità di un villaggio apparentemente tranquilla. Un cavo invisibile provoca una caduta da cavallo del medico condotto. Il figlio del Barone viene barbaramente picchiato a sangue da ignoti. Un neonato rischia di morire congelato, un bambino down è reso quasi cieco da sevizie. Chi sono i responsabili? qualcuno cerca risposte,
altri si sforzano di restaurare il silenzio dei timorati di Dio per il quieto vivere cercando di far finta che nulla sia successo.
Recensione:
"Il Nastro Bianco" che ha ottenuto la Palma d'Oro al Festival di Cannes, è un film fortemente metaforico. Sembra seguire il filo interrotto del precedente film dello stesso regista il controverso e difficile "Il tempo dei Lupi". Occorre partire dalle intenzioni del regista che vuole in qualche modo mettere in evidenza e spiegare come in un determinato contesto possano nascere, crescere e svilupparsi rigogliosi e indisturbati i fiori del male. I semi della Germania nazista sono germogliati in un contesto storico precedente, per fiorire e infierire poi in seguito, quasi indisturbati. Il film nonostante il tema tetro ha una poetica del fuori campo notevolmente raffinata. Un film affascinante, decisamente complesso. Ogni singolo personaggio rappresenta metaforicamente un personaggio o un potere della storia della Germania e andrebbe quindi analizzato nel dettaglio. La fotografia straordinaria, in bianco e nero, mette in risalto, anzi esaspera volutamente i negativi e i positivi e diventa elemento portante indispensabile alla drammaticità del film. Il Nastro Bianco è un'opera coraggiosa per scelta stilistica e soluzione narrativa. Un cinema controcorrente, una cifra stilistica splendida ma anacronistica eppure straordinariamente efficace e coerente con la scelta della soluzione narrativa adottata L'io narrante è il maestro del villaggio, l'unico a capire che all'interno della comunità stanno germogliando piccoli fiori velenosi ed anche l'unico che tenta di fare invano qualcosa costretto poi a piegarsi e forse a rinunciare. Si scontra con i poteri del villaggio, la chiesa, le istituzioni, i detentori del potere economico e politico, così come nella storia coloro che capirono e che ebbero la lucidità di realizzare che si stava andando verso un'era di follia si scontrarono con le istituzioni, senza ottenere ascolto. Haneke tenta di spiegare la storia, un pezzetto di storia con un'operazione difficile che potrebbe anche apparire didascalica, semplicistica e supponente. Eppure il suo film è affascinante, riuscito nella sua potenza corrosiva e fa riflettere. Nonostante l'apparente freddezza diventa implacabilmente doloroso e realistico. Perfetti i dialoghi. Alcuni rasentano il grottesco ma mai sono stati così veri e credibili nella loro crudeltà: si pensi alla storia, ai discorsi deliranti di certi personaggi storici. I primi piani e certe riprese raffinatissime ricordano molto Bergman. Straordinari tutti gli attori, straordinaria l'ambientazione curata al minimo dettaglio. Il finale è la nota dolente. Sospeso. Angosciante ma non risolutorio. Forse necessario.
Voto: 8
Stefania Muzio

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