prova Gli amori folli: film

Gli amori folli

Gli amori folli
Titolo originale: Les Herbes Folles
Produzione: Francia, Italia
Durata: 104'
Genere: Drammatico
Regia: Alain Resnais
Uscita: 2010-04-30
Attori principali: André Dussollier, Sabine Azéma, Emmanuelle Devos, Mathieu Amalric, Michel Vuillermoz, Anne Consigny, Edouard Baer, Jean-Noël Brouté, Cédéric Deruytère, Emilie Jeauffroy, Patrick Mimoun
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Trama:
Film tratto dal romanzo “L’incident” di Christian Gailly
Marguerite, da poco uscita dal supermercato, viene rapinata da uno scippatore il quale dopo aver preso quello che cercava butta il resto del contenuto della borsa nel parcheggio.
Lo raccoglierà Georges. Dopo aver guardato i documenti contenuti all'interno del portafoglio, Georges lo riconsegna alla polizia, ma non riuscirà a non pensarci più. Né sarà facile per Marguerite resistere alla tentazione di sapere chi sia l'uomo che lo ha ritrovato.
Attraverso i rituali di ringraziamento previsti dal protocollo sociale, si incontrano, le loro tranquille esistenze saranno messe in subbuglio.
Recensione:
Alain Resnais è regista che ha vissuto l’intera storia del cinema da protagonista e ancora adesso, alla soglia dei novant’anni, riesce con straordinaria efficacia a dirci con Les Herbes Folles che il cinema è sempre vivo e che se un motivo c’è è che esso può ancora stupire.... Les Herbes Folles è un film straordinario di forte impatto visivo e che stupisce appunto, cosa che non è una novità quando si assiste ad un film di questo bizzarro e acutissimo regista. Un portafoglio perso e poi ritrovato apre la porta – ma solo di uno spiraglio – a un’avventura romantica tra Georges e Marguerite. Dopo aver guardato i documenti contenuti all’interno di un portafoglio smarrito, Georges non riuscirà a riconsegnarlo alla polizia e a non pensarci più. Né sarà facile per Marguerite resistere alla tentazione di sapere chi sia l’uomo che lo ha ritrovato. Attraverso i rituali di ringraziamento previsti dal protocollo sociale, le loro tranquille esistenze saranno investite da una turbolenza. Il titolo originale “Les herbes folles”, fa riferimento all’erba selvatica che cresce ovunque, anche dove meno ci si aspetterebbe, come ad esempio sull’asfalto o nelle crepe dei muri: allo stesso modo nasce e si sviluppa la passione descritta nel film. Numerosi sono i riferimenti metacinematografici e letterari inseriti da Resnais, come la discussione su I ponti di Toko-Ri di Mark Robson, tra i due protagonisti. Il regista, in un’ intervista, a chi gli chiede quale sia il messaggio del suo stralunato film, risponde con disarmante candore di fare “particolarmente attenzione al finale anticipato del film rispetto a quello reale e definitivo e alla citazione tratta da “L’educazione sentimentale” di Gustave Flaubert: “N’importe, nous nous serons bien aimés“, nonché al pensiero di George appena uscito dal cinema...E’ tutta li l’essenza del mio film.... Anche in questo film Resnais rimette in causa i codici della narrazione cinematografica tradizionale, abolisce le soluzione narrative classiche e si concentra sulle realtà aleatorie e soprattutto non lineari. La peculiare costruzione narrativa fa così incrociare i diversi personaggi, tanto bizzarri quanto però paradossalmente autentici. La costruzione libera e quasi artificiale del film permette al regista di indagare nei dettagli la condizione umana dei suoi due personaggi protagonisti, George interpretato da un irresistibile André Dussollier e Margherite, interpretata da una intensa e sempre deliziosa Sabine Azéma che vengono studiati come animali in gabbia e mostrati nei loro lati più nascosti, folli, ma forse i più autentici. Tutto questo permette a Resnais di illustrare il caos della loro esistenza interiore, fatte di immagini contraddittorie, frammenti di ricordi, avvenimenti vissuti o immaginati, uniti in modo lontano dall'ordine e dalla regolarità della narrazione classica. Come al solito Resnais gioca a destabilizzare lo spettatore con situazioni e ragionamenti ai limiti del paradossale, eppure molto coerenti con la base e gli intenti del suo racconto... Alla fine del film quasi spiace non poter vedere più questi personaggi così deliziosi nella loro follia. E proprio come ricorda la voce fuoricampo del film, quando uscirete dal cinema niente vi sorprenderà, tutto vi sembrerà naturale ...ovviamente se siete già avvezzi alla visione di film di Resnais. Diversamente, sbarrerete gli occhi e qualche quesito ve lo porrete, soprattutto se non avrete avuto l’accortezza di lasciare a casa la razionalità. Infatti, da una parte smontando ogni convenzione e mettendo gli spettatori di fronte ad un film che spacca completamente la realtà, muovendo tutto all’insegna della sorpresa e dell’imprevedibilità, si partecipa ad un’esperienza fantastica in cui man mano questa continua sorpresa diventa un vero piacere. Dall’altra questo moltiplicare in continuazione fino all’infinito gli interrogativi, ribaltare sempre e comunque le situazioni e non offrire nessuno appiglio a chi cerca di stare dietro alla trama, può disorientare ed innescare la sensazione di non riuscire a capire il messaggio fondamentale.
Voto: 7,5
Stefania Muzio

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