prova Bright Star: film

Bright Star

Bright Star
Titolo originale: Bright Star
Produzione: Regno Unito, Australia, Francia, U.S.A.
Durata: 120'
Genere: Drammatico, Romantico
Regia: Jane Campion
Uscita: 2010-02-05
Attori principali: Abbie Cornish, Thomas Sangster, Paul Schneider, Ben Whishaw, Kerry Fox, Samuel Barnett, Roger Ashton-Griffiths, Samuel Roukin, Antonia Campbell-Hughes, Sebastian Armesto
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Trama:
Londra: tra il ventitreenne poeta John Keats e la sua vicina di casa, la studentessa di moda Fanny Brawne, nasce una relazione segreta. Si tratta di una strana coppia, visto che inizialmente lui la ritiene una superficiale e lei rimane indifferente non solo alla sua poesia ma alla letteratura in generale. Ma quando Fanny scopre che John accudisce il fratello malato e si offre di aiutarlo, Keats ne rimane colpito. Quando lei gli chiede di insegnargli qualcosa sulla poesia lui accetta, e le loro lezioni finiranno col farli innamorare appassionatamente.
Recensione:
Il film ha partecipato al 62° Festival di Cannes nel maggio 2009 ma arriva sugli schermi solo un anno dopo. Il titolo è tratto da un sonetto di Keats dal titolo "Bright star, would I were steadfast as thou art", che il poeta scrisse durante la sua relazione con Fanny, giovanissima fanciulla che dimorava vicino a lui e di cui lui si innamorò follemente. Per capire la storia è bene dare qualche cenno sulla vita di questo giovane sfortunato poeta inglese, uno dei principali esponenti del Romanticismo. Nel corso della sua breve vita, le sue opere furono bersaglio di una costante critica politica. Fu solo successivamente, con l'importanza del mutamento culturale promosso anche dalla sua opera, che il suo lavoro fu pienamente riconosciuto. La poesia di Keats è caratterizzata da un esuberante amore per la lingua e per l'immaginazione, mitigato dalla malinconia. Solo verso la fine della sua vita Keats fu in grado di produrre però le sue poesie più originali. Nasce il 31 ottobre del 1795 nello Swan and Hoop Inn a Moorgate, sobborgo londinese primo di 5 figli (morti tutti tranne uno in eta precoce). A soli 8 anni, cominciano le sue sventure con la morte del padre. La madre e i piccoli si trasferiscono dai nonni. Lì Keats frequenta la scuola che per la prima volta gli instilla l'amore per la letteratura. Nel 1810 sua madre muore di tubercolosi e lo lascia 15enne con i suoi fratelli in custodia alla nonna. Questa incarica due tutori di prendersi cura dei ragazzi. Stringe amicizia con Leigh Hunt, poeta ed editore che gli pubblica un poema nel 1816. Nel 1817 Keats 22enne pubblica il suo primo volume di poesie, intitolato semplicemente “Poems”, che non riscuote particolare successo. Nell'estate del 1817 gli viene affidato suo fratello Thomas che soffre di tubercolosi. Terminato il suo poema epico “Endymion” prova a sottoporlo alla critica ma al pari di “Poems” viene stroncato. Intanto alla fine del 1818, Tom Keats muore di tubercolosi e John si trasferisce nella casa dove vive l’editore Brown a Londra. Inizia a mostrare anche lui i primi segni della malattia. Là incontra Fanny Brawne, che affittava insieme alla madre il fratellino e la sorellina una casa nella stessa tenuta dove viveva anche affittava Charles Brown e se ne innamora follemente iniziando a scrivere febbrilmente lettere d’amore e poesie di grande spessore emotivo. La pubblicazione postuma della loro corrispondenza scandalizzerà la società vittoriana. La relazione tra i due giovani viene troncata quando nel 1820 la salute di Keats peggiora. Su suggerimento dei suoi medici si lascia alle spalle la fredda aria di Londra e si trasferisce in Italia, invitato da Percy Shelley. Per un anno le sue condizioni sembrano migliorare, ma la sua salute alla fine peggiora e il giovane poeta muore all’età di venticinque anni, a Roma, nel febbraio del 1821. Viene sepolto nel cimitero acattolico di Roma. La più valida produzione poetica di Keats si situa tra la primavera e l'estate del e il 1820 proprio quando conosce l’amore: solo negli ultimi tre anni della sua breve vita riuscì a liberarsi dal manierismo ellenico riuscendo a raggiungere alte vette artistiche. Il contrasto tra la "felicità deliberata" della poesia di Keats e la tristezza che caratterizzò la sua vita è ciò che maggiormente colpisce e che ha fatto sì che la Campion si interessasse della storia della sua vita, restando affascinata dalla storia d'amore tra Keats e Fanny, una storia impossibile ma vissuta in pieno anticonformismo rispetto all'epoca in cui prese forma. Campion è una delle registe cinematografiche neo-zelandesi più note a livello internazionale. E’ una regista di grande individualità formale e i suoi film sono ricchi di riferimenti colti alla letteratura, alla musica e al cinema. Bright Star basato sugli ultimi tre anni di vita del poeta John Keats racchiude in se tutte le caratteristiche dello stile della Campion sia a livello stilistico, che di contenuto. Siamo di fronte infatti, ad una storia singolare per l'anticonformismo di tutti i suoi personaggi considerando l'epoca in cui essi vivono. Contemporaneamente siamo di fronte ad un prodotto in linea con la tendenza all'estetizzazione estrema della cifra stilistica. Anche qui la regista sembra privilegiare la forma e le riprese liriche più che la materia. Si tratta ovviamente di un'estetica complessa, raffinatissima, molto connotata e personale, ma che come al solito imbriglia tutto il contenuto. Anche qui come in “Lezioni di Piano”, il romanticismo ottocentesco viene visto nel suo lato di ribellione e sensualità. Le tematiche di fondo, una donna in anticipo sui suoi tempi come Fanny che da scandalo con i suoi abiti che crea da sola, la potenza dirompente dell'amore su tutto e la ribellione della creatività, rendono il film interessante nei suoi presupposti. Alcune scene possiedono gran lirismo e bellezza figurativi (il prato di lavanda, la camera piena di farfalle), l'ambientazione è perfetta, la fotografia ipnotica e gli attori si muovono tutti con deliziosa grazia. D'altro canto anche in questo film, come in quasi tutti quelli precedenti di questa regista, l'elemento estetico prevale, è preminente rispetto il vero contenuto del film. La storia di questo amore, pur nella sua dirompente unicità e anticonformismo è utilizzato quasi come strumento, e la fotografia e il lirismo formale sembrano essere il vero contenuto del film. Come dire sembra esserci sempre la sensazione di una prevalenza della forma (per quanto bellissima e perfetta) sul contenuto (per quanto sempre scelto con grande cura). E questo il limite del film, che pur restando un’ opera interessante e gradevole, colpisce gli occhi, affascina per la storia vera, ma non emoziona davvero.
Voto: 7
Stefania Muzio

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