prova La nostra vita: film

La nostra vita

La nostra vita
Titolo originale: La nostra vita
Produzione: Italia
Durata: 95'
Genere: Drammatico
Regia: Daniele Luchetti
Uscita: 2010-05-21
Attori principali: Elio Germano, Raoul Bova, Isabella Ragonese, Luca Zingaretti, Stefania Montorsi, Giorgio Colangeli, Alina Berzunteanu, Marius Ignat
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Trama:
Claudio è un operaio edile di trent’anni che lavora in uno dei tanti cantieri della periferia romana. E' sposato, ha due figli ed è in attesa del terzo. Il rapporto con sua moglie Elena è fatto di grande complicità, vitalità, sensualità. All'improvviso, però, questa esistenza felice viene sconvolta: Elena muore e Claudio non è preparato a vivere da solo. Rimuove il dolore e sposta il suo lutto nella direzione sbagliata: pensa solo a sfidare il destino e a dare ai figli e a se stesso quello che non hanno avuto finora: il benessere, i soldi, i capricci, le vacanze, in una parola le "cose". Per risarcire la sua famiglia, si caccia in un affare più grosso di lui e quando capisce che da solo non può farcela, si vede costretto a rivolgersi agli unici di cui si fida: la sorella troppo materna, il fratello timido e imbranato, il pusher vicino di casa.
Recensione:
Il film offre uno spaccato interessante ma estremamente riduttivo del proletariato romano. E' ben interpretato e curato nella ricostruzione d'ambiente. Per tema e ambientazione sembra un Loach italiano. Solo che Loach è bravo a scrivere sceneggiature, mentre, come dice Marshall, Luchetti e i suoi sceneggiatori (i soliti tanto per cambiare! perchè anche qui c’è la casta!) sono cosi’ innamorati dei loro personaggi da dimenticarsi di costruir loro intorno una storia e soprattutto, sembra vogliano edulcorare alcune drammatiche situazioni (soprattutto l'insostenibile e incredibile finale). Credo si debba portare rispetto a chi il coraggio di affrontare certe situazioni l'ha a suo tempo avuto, e lo ha portato sul grande schermo senza ammiccare, senza cercare di compiacere il pubblico. Mi riferisco al fatto che a proposito di questo film si sono citati Pasolini, il Neorealismo, Germi, Volontè.....Siamo lontani anni luce dal coraggio narrativo che caratterizzava il neorealismo italiano, quello che ti portava sullo schermo la verità, senza tante facilonerie e superficialità narrative. In questo film, a mio avviso modesto seppur non brutto e seppur ben interpretato c’è solo qualche esile traccia di quello che avrebbe affrontato un regista “neorealista”. Quel che disturba comunque non è tanto la superficiale trattazione del soggetto ma è la solita sterile ricerca di autorialità, il voler commuovere e colpire a tutti i costi. Un critico italo francese ha detto che infastidisce il ripetitivo messaggio del "soffri-piangi-in silenzio-poi urla. Nessuno ti capisce. Canta Vasco-che così piaci a tutti” In questo film ciò che avvince, turba ed emoziona tanti spettatori (e molta critica) risulta insomma un po' superficiale e stereotipato, ma soprattutto non autenticamente sentito a livello autoriale, ma solo a livello interpretativo.. L'essere autore, graffiare l'anima può solo essere un dono, inutile cercare emozioni a tutti i costi (...cantare Vasco davanti a una bara... ) Dignitoso, direi anche bravo questo Elio Germano... ma esaltarne in modo entusiastico la recitazione mostra ignoranza o disinteresse verso i mostri sacri del nostro cinema. Mi riferisco alla critica ovviamente, quella che dovrebbe possedere competenza e memoria storica del cinema: non esiste memoria, cultura, consapevolezza in gran parte del pubblico ma questo è comprensibile se non sei un appassionato di cinema o sei un giovane spettatore, ma il fatto è che non esiste nemmeno (e questo è deprimente) in molti dei nostri critici, che parlano davvero a vanvera e risultano, con le loro contorte e barocche critiche cinematografiche, molto imbarazzanti sul panorama internazionale. L'italiano medio esce dalla sala cinematografica sollevato (il finale è creato infatti ad uso e consumo del pubblico in quanto davvero poco credibile) e convinto di aver avuto luce su un argomento davvero durissimo della nostra società, ma la realtà purtroppo è ben altra cosa..
Voto: 6,5
Stefania Muzio

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