prova Green Zone: film

Green Zone

Green Zone
Titolo originale: Green Zone
Produzione: U.S.A., Francia, Spagna, Regno Unito
Durata: 116
Genere: Drammatico, Guerra
Regia: Sito ufficiale:
Uscita: 2010-04-09
Attori principali: Matt Damon, Jason Isaacs, Brendan Gleeson, Greg Kinnear, Amy Ryan, Said Faraj, Michael O'Neill, Khalid Abdalla, Yigal Naor, Antoni Corone, Raad Rawi
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- Voto: 9.3/10 (4 voti)

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Trama:
È il 2003, il primo maresciallo luogotenente Roy Miller e la sua squadra di ispettori ricevono dai loro comandanti l'incarico di scovare nel deserto dell‘Iraq i depositi dove si suppone siano custodite armi di distruzione di massa. Preso nell'intrigo delle operazioni di altri agenti segreti, Miller deve portare avanti il suo compito, muovendosi tra spie dell'intelligence corrotte sotto copertura e nascoste sul suolo straniero, alla ricerca di risposte che porteranno all'annientamento di un regime renitente o all'intensificazione dello stato di guerra in una regione politicamente instabile. Scoprirà che, tra tutte, l'arma più difficile da trovare è la verità.
Recensione:
Fino a quando le ragioni del cuore si sposavano con la necessità di una nazione in cerca di risposte, il cinema di Paul Greengrass era un arma efficace e non retorica per documentare la situazione contingente. Poi, con l’affievolirsi delle spinte emotive e idealiste, e l'aumentare delle spinte “del portafoglio” il regista sembra aver perso le capacità inquisitorie e giornalistiche, oppure semplicemente pensa inconsciamente di averle ancora.. Green Zone, partendo da un presupposto di verità, la ricerca delle armi di distruzione di massa all’indomani della conquista di Baghdad, si sforza di conciliare l’estetica e le dinamiche del cinema bellico di ultima generazione con le istanze del cinema d’inchiesta. Il tentativo risulta completamente fallito non solo per via delle immagini, che neanche per un momento riescono a realizzare le intenzioni, ma anche per il fatto che, organizzato sulle barricate di un confronto che oppone buoni e cattivi, tecnologia ed umanesimo, ragion di stato ed integrità morale, il film accumula situazioni e punti di vista assolutamente stereotipati e retorici. Ed è proprio la ricerca di equilibrio, unita alla volontà di dare spazio a tutte le parti in causa, americani ed iracheni, giornalisti e politicanti, ad annullare l’emotività di un opera che vorrebbe essere spregiudicata ed è invece di maniera. Green Zone arriva alla sua conclusione con una resa dei conti piena di inseguimenti e polvere da sparo, consegnando allo spettatore un finale di rara banalità, con l’eroe che, dopo essersi sporcato le mani, prende le distanze dal misfatto allontanandosi verso la nuova frontiera, sequenza ricorrente in molto cinema americano, ma qui totalmente inappropriata per il tipo di retorica che la contraddistingue. A peggiorare la situazione poi gioca un ruolo fondamentale l'interpretazione di Matt Demon, che mantiene inalterata l’espressione del volto qualsiasi cosa gli capiti intorno. Siamo insomma, a dispetto di tanto clamore, di fronte all'ennesimo blockbuster che ha la pretesa di porsi come film di denuncia, ma che, nel modo in cui tenta di farlo, diventa persino di dubbio gusto.
Voto: 5,5
Stefania Muzio

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