Funny Games

Funny Games
Voto: 7.00/10 Trama

George(Ulrich Muhe) e sua moglie Anna (Susanne Lothar) sono in viaggio con il loro figlioletto verso una casa sul lago, in cui trascorreranno la settimana. Arrivando sul luogo notano subito qualcosa di strano nei vicini, che ospitano due ragazzi, senza farci troppo caso. Presto capiranno che i due malsani ospiti hanno brutte intenzioni...

Recensione

di Ambra Zamuner

Film culto di fine anni '90, lo snobbato Funny Games di Haneke ha subito molti bistrattamenti, uno su tutti quello del proprio regista che ha deciso di girare un remake della pellicola per un pubblico Hollywoodiano. Il risultato dell'esperimento mi sfugge, certo è che la prima versione di questo film ha molti spunti interessanti da considerare. La storia non è per gli schizzinosi, né per i moralisti, è una storia di violenza senza spiegazione alcuna, che narra di due ragazzini che presi dalla noia borghese decidono di dilettarsi nel prendere famiglie in ostaggio per deflagrarle di ogni dignità. La domanda che viene rivolta dal protagonista, la prima davvero significativa nei dialoghi, è "Perché lo fate" la risposta raggelante di uno dei due carnefici punta a scioccare lo spettatore, che si aspetterebbe chissà quale trauma infantile o abuso sessuale. Invece non è proprio nulla di tutto questo, ma lo spettatore non è stupido poiché ha visto i film di Kubrick e sa che la violenza senza scopo esiste, solo pura malvagità e voglia di ammazzare il tempo, sadismo allo stato puro portato dietro cancelli bianchi di case sul lago apparentemente tranquille. La digressione su quanto lungo debba essere il film e il potere che i due maniaci hanno sulla realizzazione della pellicola stessa compresa l'essenza e il suo reale significato li pone un gradino sopra tutti coloro che si trovano di fronte alla storia, unici personaggi davvero onniscienti di quella realtà possono muoversi nello spazio come meglio credono riuscendo a gestire perfettamente le vite di tutti. Farcito di elementi cinematografici interessanti quali numerose riprese dall'altro, le voci fuoricampo,lunghe pause e la colonna sonora surreale, questo film sa come risvegliare dal torpore tanti critici delle sceneggiature noiose o monotone, con una grande prova di attori quali Ulrich Muhe (Le vite degli altri) e Susanne Lothar uniti nella lotta alla sopravvivenza, nel circolo vizioso senza fine della sofferenza inutile

Recensione 2

di Ambra Zamuner

Un film grandioso. L'ho potuto ammirare dopo averlo registrato in tarda notte su Rai1. La vita di una tranquilla famiglia austriaca composta da padre, madre e un figlio viene progressivamente sconvolta dall'arrivo di due orribili mostri, celatisi sotto le sembianze di due ragazzi apparentemente normali ( uno molto gentile nelle proprie espressioni, l'altro apparentemente timidissimo e impacciato ). Dopo che i due hanno facilmente modo di studiare il comportamento della famiglia e acquisiscono la sicurezza che nessuno nelle prossime ore andrà a trovarli, ha inizio un gioco...un gioco orribile e perverso. Dopo aver ucciso il cane della famiglia e dopo aver immobilizzato il padre, i due si liberano di ogni possibile pericolo e hanno la strada spianata per le loro intenzioni. E la follia si dipana progressivamente e inesorabilmente, senza alcuna via di uscita...ma in modo spesso lento, tranquillo...perchè l'intrattenimento impedisce l'uccisione immediata... Nonostante noi spettatori facciamo il tifo per la sfortunata famiglia ( ed è uno dei due psicopatici stessi a dircelo...) il fatidico \"happy end\" continua a non arrivare. Anzi, viene fissato un termine...le ore nove del mattino del giorno dopo...ora nella quale ogni componente della famiglia sarà morto. Obbligatorio definire un \"limite\" perchè, come nella durata di un film, spesso è necessario non \"sforare\"... Si intravede una piccola luce di salvezza quando il figlioletto riesce a scappare di casa ma... Sembra ormai fatta quando la donna riesce a impugnare un fucile e a far fuori uno dei due ma.... Questa volta a comandare i giochi sono proprio loro, i \"mostri\"...e decidono loro cosa farci vedere e decidono loro quale tipo di verità vogliono farci sapere. Questa volta il nostro telecomando non ha potere su di loro...questa volta non arriverà la cavalleria a salvarci...questa volta il Dio Plutonio non ci salverà... Ma d'altronde...è solo un film. E la finzione è vera quanto la realtà che ci mostra il film. Straordinari tutti gli interpreti. Pur con qualche lungaggine evitabile e qualche momento un po' \"teatrale\", ordinata e efficace la regia di Michael Haneke.



Si ringrazia AlexVisani.comper la recensione";