Il vecchio, ma saggio Joe Tanto (Silvester Stallone) torna alle corse della Champ car dopo un brutto incidente, per aiutare il giovane pilota Jimmy Bly (Kip Pardue) nella corsa alla vittoria, contro il suo acerrimo nemico Beau Brandenburg (Til Schweiger) .
Il famoso detto recita “donne e motori, gioie e dolori”, ma in questo caso sono gli uomini e le auto da corsa a provocare indebolimenti e senza la componente allegra.
La poca credibilità della storia e dei personaggi (tanta attenzione alla bellezza esteriore non è esattamente una componente determinante di piloti a livello medio-alto), la scrittura banale e ridondante e la classica storia d’amore impossibile trascinata per quasi due ore potrebbero essere già ragioni valide per candidare il film ad un Razzie award (premio per il peggior prodotto cinematografico dell’anno), se poi consideriamo che anche tutti gli interpreti, tra cui un Silvester Stallone da dimenticare, già in declino dopo una serie di film imbarazzanti e dimenticabili, compresa la dolce Estella Warren (che interpreta il ruolo di Sophia, la donna contesa fra due piloti) e la sceneggiatura hanno ricevuto la stessa nomination non c’è molto altro da dire. Ennesima prova poco lusinghiera del regista Renny Harlin che ha provato con poco successo a trasferire l’azione concentrata dei video musicali, e degli horror di poco conto, in un lungometraggio. Certo è che non si sa a cosa o chi incolpare per una pellicola come questa, c’è l’imbarazzo della scelta.
Amori, inimicizie ed effetti speciali nel mondo delle corse