prova La promessa dell'assassino: film

La promessa dell'assassino

La promessa dell'assassino
Titolo originale: Eastern Promises
Produzione: Usa/Gran Bretagna
Durata: 96
Genere: Drammatico/Thriller
Regia: David Cronenberg
Uscita: 2007-12-14
Attori principali: Naomi Watts, Viggo Mortensen, Vincent Cassel, Armin Mueller-Stahl, Raza Jaffrey, Radoslaw Kaim, Cristina Catalina, Alice Henley, Tamer Hassan, Gergo Danka, Olegar Fedoro
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- Voto: 8.5/10 (8 voti)

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Trama:
Nikolai (Viggo Mortensen) è un affiliato della più grande famiglia criminale di Londra, la sua esistenza sarà messa a rischio da Anna (Naomi Watts) che cercando di rimediare ad un errore scoprirà segreti della famiglia che Nikolai dovrà in qualche modo insabbiare, con l'aiuto dell'imprudente Kirill( Vincent Cassel) e del boss Seymour(Armin Mueller-Stahl)
Recensione:
L’ultimo capolavoro di David Cronenberg è un film appassionato e appassionante, poche pellicole ultimamente hanno saputo mescolare con maestria una trama avvincente e una sceneggiatura brillante, per non parlare della regia che spesso è elogiata in quanto conosciuta, senza avere reali meriti di fondo. Non è il caso di Eastern Promises, che ha ricevuto consensi a Toronto e in tutti i paesi in cui è stato presentato. In una Londra multirazziale e dal suo quartiere governato dalla mafia russa, si intrecciano le vite di un ristoratore, suo figlio e dell’autista con quella di un’ostetrica della middle class, che scoperto un diario fra gli effetti personali di una ragazza quattordicenne incinta, morta di parto, si mette alla ricerca di un indirizzo per trovare una famiglia alla bambina miracolosamente nata. Il vero personaggio principale, sebbene il boss Seymour(un fantastico Armin Mueller-Stahl) e il figlio Kirill facciano dignitosamente la loro parte, si rivela essere Nikolai, l’autista-becchino interpretato da Viggo Mortensen. Già è noto come l’attore si sia recato in Russia per imparare l’accento e la lingua, che viene usata molto spesso in molti modi durante lo svolgimento della trama, di sua iniziativa facendo preoccupare molto la troupe, il cast e lo stesso regista. Ciò che ha imparato è sotto gli occhi di tutti, la più credibile e importante esperienza della sua carriera che potrebbe portarlo tranquillamente alla notte degli Oscar e annoverarlo fra i possibili vincitori. Dopo aver già avuto a che fare con la violenza e con Cronenberg in “A History of Violence” Mortensen è riuscito perfettamente a immedesimarsi in un personaggio complesso e doppio, nella scrittura come negli atteggiamenti. Vincent Cassell porta Kirill ad un livello umano, sebbene sia la testa calda all’interno di una famiglia mafiosa, sottolinea il ruolo di figlio, quello sbagliato, quello senza speranza a causa dei suoi modi e dei suoi vizi ( se si vuole creare un parallelismo con il celebre Padrino, si può considerare il Sonny della famiglia), con poca logica e molto ego. Scomodo oppure originale, a seconda dei gusti, si rivela essere lo zio di Anna , Stepan. Vero centro dello humour nero proposto al meglio, attraverso il senso di protezione quasi soffocante verso i membri della sua famiglia, ma anche politicamente scorretto, tanto da pronunciare parole dure sull’aborto della nipote “ Le razze non vanno mai mischiate, è per quello che il tuo bambino è morto dentro di te”che fanno un po’ storcere il naso. D’altraparte chi può dire di avere familiari normali in tutto? Stepan è semplicemente sincero con se stesso anche se decisamente inopportuno. Tutti i film sulla mafia e sui crimini annessi sono circondati dall’aura di potere e di psicologia complessa all’interno della cerchia familiare. In questo caso il regista pone l’accento sulla veridicità e sulla carnalità, senza nascondere nulla volutamente allo spettatore, senza lasciarlo con domande prive di risposta, ma mostrando esattamente un mondo assurdamente crudo e pericoloso, fondato sull’omertà e sulla rivalità razziale, in cui la storia della gente “parla” attraverso l’inchiostro sulla pelle. “I russi senza tatuaggi non sono nulla” è la frase chiave che l’agente di Scotland Yard dice esaminando un cadavere, ed è anche un elemento principale che permette di capire meglio il momento in cui il film cambia direzione, per spiegare davvero l’identità dei suoi protagonisti. Quello che questo film non è. Si può dire che non è per chi ha bisogno di una versione blanda di una verità, non è per chi si aspetta le sparatorie tipiche dei film con questa tematica, i russi usano solo i coltelli, gli uncini o i rasoi, non è artificioso. Invece è brillante e misterioso, sceneggiato in maniera splendida e mai confuso, divertente e sorprendente, totalmente coinvolgente e ricordabile. Non si scorda facilmente un film del genere, il vecchio Cronenberg di "Crash" e "Videodrome" è tornato. E se la galanteria è ormai morta saprete che gusto aveva, scoprendo piano piano il rapporto tra Anna e Nikolai. E questo è cinema vero, senza troppi se e troppi ma, con il cuore e la testa.
Voto: 9
Ambra Zamuner

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