prova Tra le nuvole: film

Tra le nuvole

Tra le nuvole
Titolo originale: Up in the Air
Produzione: Usa
Durata: 108
Genere: Commedia/Drammatico
Regia: Jason Reitman
Uscita: 2010-01-22
Attori principali: George Clooney, Vera Farmiga, Anna Kendrick, Jason Bateman, Danny McBride, Melanie Lynskey, James Anthony, Steve Eastin, Tamala Jones, Dave Engfer
Scheda di Opinioni
Vota il film:

- Voto: 0.0/10 (0 voti)

Commenti


Commenta il film!

Trama:
Ryan Bingham, è un 'tagliatore di teste' aziendale, viaggiatore professionista, abituato a vivere tra aeroporti, alberghi e automobili in affitto, portandosi dietro tutto ciò di cui ha bisogno in una valigia a rotelle. Tuttavia, alle soglie dell'ambito traguardo di 10 milioni di miglia, l'incontro con l'attraente Alex, il confronto con una giovane collega che deve istruire, e la chiamata di sua sorella porteranno scompiglio nella la sua ben organizzata esistenza di viaggiatore incallito, ponendolo per la prima volta di fronte a difficili interrogativi sul valore della stabilità degli affetti.
Recensione:
Tra le nuvole (Up in the Air) è il terzo lungometraggio diretto da Jason Reitman, il regista di "Juno" e di "Thank you for smoking". Dopo essere stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, il film viene presentato in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma 2009 dove ottiene consensi dalla critica ed accoglimento entusiasta da parte del pubblico. Jason Reitman, figlio d'arte, 31enne regista canadese, si è emancipato dall'ombra del padre - Ivan Reitman -che continua a sfornare pellicole sbancabotteghino adatte per tutte le famiglie (da Ghostbusters a La mia Super ex ragazza). Il suo è un cinema diverso e personale, che è passato dai successi di Thank You for Smoking e Juno. Up in the Air è tratto da un romanzo dello scrittore Walter Kirn, ma tra libro e film le differenze sono molte e sostanziali osserva il regista: "Il mio adattamento è molto diverso. Nel libro non ci sono molti personaggi che ho inserito nel film (ad esempio non ci sono né Alex né Natalie), non c'è la storia del discorso motivazionale dello zaino fatto da Ryan: si tratta solo della storia di un uomo che sogna e pensa di poter vivere da solo. Ma il mio film è una cosa diversa, l'ho fatto ben presente a Kirn: il libro parla di qualcuno che perde sé stesso, il mio film parla di qualcuno che trova qualcosa di importante." Il centro del film, per Reitman, pare essere simboleggiato dalle conferenze nelle quali il personaggio di Clooney espone la sua filosofia di una vita senza legami utilizzando la metafora di uno zaino pesantissimo perché pieno di tutte le cose e delle persone che ci zavorrano dal quale ci si deve liberare. "Non ricordo come mi è venuta in mente questa metafora," ha raccontato il regista, "cercavo solo di visualizzare l'idea dello svuotare una vita. La mia vita è volutamente piena di cose e persone, non la cambierei, ma a tutti noi capita di immaginare come sarebbe non avere più nulla e nessuno, essere liberi e partire: è una sensazione eccitante. E io volevo esplorare questa idea, nel film." I tre film girati da Reitman finora, appaiono molto diversi tra loro, ma una continuità tematica appare comunque evidente e rappresenta un po' l'identità del regista. I suoi film parlano sempre delle persone, delle loro relazioni, e rispecchiano l'idea di dover essere sempre open minded, di non dover fermarsi mai alle apparenze, di andare oltre la barriera di ciò che appare. Co-sceneggiato dallo stesso Reitman con Sheldon Turner, Up in the Air è un film gradevole e intelligente, che pur realizzato per il grande pubblico e per una distribuzione nelle multisale, non cade nelle solite trappole del buonismo tipico di un certo cinema Holliwoodiano (almeno non cosi' sfacciatamente), e non è un film che ricerca elementi di basso livello per colpire lo spettatore medio. Improntato a una regia classica, è anzitutto un film ben scritto, ben sceneggiato e ben recitato. Presenta una struttura narrativa che riesce ad avvincere e sfoggia dei dialoghi che spesso appaiono come dei divertenti e abrasivi duelli verbali. E' uno spaccato d' America ma è anche un'amara riflessione sull'importanza delle relazioni umane, necessarie per vivere, e a volte sopravvivere, alla giostra non sempre divertente della vita. Ma l'amarezza del tema viene spesso alleggerita da sequenze lievi e divertenti, ed il regista riesce a regalare anche la dolcezza ed il sorriso che il grande pubblico si aspetta da un film. Tutto questo però lo si deve in gran parte alla scelta del protagonista, George Clooney, un attore talmente popolare e pieno di consensi, per la sua simpatia, la sua semplicità nel porsi nei confronti del pubblico, e il suo impegno sociale, da farsi amare anche nel ruolo più odioso che oggi si possa immaginare: quello del tagliatore di teste? Senza quest'attore il film di Reitman non solo non avrebbe avuto lo stesso successo di pubblico, ma neppure forse lo stesso consenso da parte della critica.
Voto: 7,5
Stefania Muzio

Leggi i commenti Collabora con noi! Invia una recensione