prova Sunset Boulevard - recensione trama film

Sunset Boulevard: trama e recensione

Sunset Boulevard
Titolo originale: Sunset Blvd.
Produzione: Usa
Durata: 110
Genere: Drammatico/Noir
Regia: Billy Wilder
Uscita: 1951-03-29
Attori principali: William Holden, Gloria Swanson, Eric von Stroheim, Nancy Olson
Scheda di Opinioni
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- Voto: 9.5/10 (2 voti)

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Trama:
Joe Gillis(William Holden) è uno sceneggiatore cinematografico e un romanziere fallito, il giorno in cui nasconde la sua macchina dai creditori scopre una villa, abitata da un'attrice di film muto di nome Norma Desmond (Gloria Swanson)che si è ritirata a vita solitaria. L'uomo verrà invitato a trascorrere la notte a casa della diva...
Recensione:
Billy Wilder è conosciuto per le sue commedie di successo, ma con questa pellicola ha donato al mondo del cinema una sua cruda e triste visione sull’aura illusoria che circonda Hollywood. La struttura è quella classica di un film noir, c’è un narratore che di solito è il protagonista, che decide di raccontare la sua storia, intervenendo di tanto in tanto per spiegare alcuni punti. Tipica del genere è anche la figura dello scrittore Joe Gillis che nasce come scrittore di romanzi, ma vedendo infranto il suo sogno si ritrova a scrivere sceneggiature con poca possibilità di carriera. Il personaggio più riuscito e su cui va posto l’accento è quello interpretato da Gloria Swanson, in modo divino, la femme fatale Gloria Desmond, musa dei film muti dei primi anni ’30 ora disoccupata, poichè con l’avvento del sonoro tutte le attrici e gli attori che lavoravano nell’industria con la sola abilità espressiva sono stati rimpiazzati. La sua casa, set quasi unico di tutto il film, è un trionfo di vecchio stile hollywoodiano: le vesti, i drappeggi, il vecchio maggiordomo (nonchè sorprendentemente ex marito dell’attrice) tutto è perfettamente mantenuto in vita dalla speranza della donna di tornare di fronte alla camera. Per questo motivo chiederà udienza a Cecil De Mille (che interpreta se stesso), suo vecchio amico e produttore nonchè ormai magnate dei film sonori. Molti attori di film muti fanno dei cammeo per rappresentare una classe ormai desueta, come Buster Keaton,Anna Nilsson e Hedda Hopper. Il simbolismo è la chiave di interpretazione quando si parla di film di questo calibro che trattano un tema scottante come il costante riciclo degli attori. Il senso di fallimento, di apatia, la continua voglia di attenzione che prova un attore o un’attrice che ha vissuto sotto la continua luce dei riflettori non riesce a spegnersi ad un urlo di fine ripresa. La fragilità che viene attribuita a Gloria Desmond, il suo sentirsi persa se non considerata e il suo estremo bisogno di un pubblico, anche per motivi che trascendono il suo talento nella recitazione, sono talmente forti da averla congelata nel suo mondo patinato, fatto di uomini che crollano di fronte al suo fascino (perchè la bellezza ad ogni costo e la paura della vecchiaia sono argomenti eterni, che non passeranno mai di moda fra le celebrità) e di luci scintillanti. La scena in cui l’occhio di bue la illumina e tutti la circondano riconoscendola è particolarmente significativa, proprio perchè nel momento in cui il riflettore viene spento tutte le persone che secondi prima le erano intorno spariscono, come se avessero di meglio da fare. L’ambizione che porta milioni di giovani a Los Angeles per inseguire i sogni di gloria è un pericolo che Wilder cerca di esplicare mostrando cosa si rischia di perdere vendendo l’animo per un pugno di applausi. Riscoprendo il senso evocativo di un film illuminante ci si immerge nell’epoca d’oro delle vere dive, ci si rende conto che non tutto quello che luccica è sempre prezioso e che la sovraesposizione forzata e l’attaccamento morboso non sono altro che motivi di rovina.
Voto: 10
Ambra Zamuner

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