prova Maniac: film

Maniac

Maniac
Titolo originale:
Produzione: Usa
Durata:
Genere:
Regia: William Lustig
Uscita: 0000-00-00
Attori principali: Joe Spinell, Caroline Munro, Kelly Piper, Tom Savini
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- Voto: 7.3/10 (9 voti)

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Trama:
Come dice il titolo, è la storia di un maniaco omicida che vive tra una realtà sanguinaria, quella delle sue gesta, e l’ossessionante ricordo della madre. Frank (interpretato da Joe Spinell) si aggira per un’allucinante metropoli sgozzando, strangolando e mutilando giovani donne per dare un “tocco di vita” ai manichini di cui si circonda. Tra monologhi claustrofobici e macabri delitti Frank arriva all’apoteosi del suo delirio di sangue in un finale degno dei migliori splatter, in cui si auto-immola sull’altare delle sue ossessioni. Ma la scena conclusiva, in cui Frank giace sul letto riverso in un lago di sangue, ci riporta al vecchio detto: non tutti gli incubi svaniscono all’alba …
Recensione:
Con "Maniac"William Lustig ci offre un incubo metropolitano d’impatto, un delirio sanguinario con una tensione costante dall’inizio alla fine del film. Su uno scenario che risente ancora di qualche residuo psichedelico della decade precedente, si estende una lucida follia, scandita da colpi di scena alla "Venerdì 13"(1980) di Sean Cunningham e atmosfere carpenteriane alla "Halloween"(1978) e "Fog "(1979). A rendere il tutto ancora più “truculento” la magnifica interpretazione di Joe Spinell nel ruolo dell’assassino e gli FX dell’insuperabile Tom Savini (che tra l’altro compare anche come attore). L’idea del maniaco che vive un rapporto feticista con i manichini, mi ricorda "All’improvviso uno sconosciuto"(1987) di Karen Arthur, un thriller in cui l’ossessione omicida del folle di turno è scatenata dalle pose provocanti dei manichini di una costumista. Maestoso l’incubo finale in cui Frank è smembrato dai manichini, incarnatisi nelle donne che ha ucciso. La scena ricorda il protagonista maschile di "Il corridoio della paura"(1963) di Samuel Füller, aggredito e violentato da delle donne psicotiche. Come in "Henry: Pioggia di sangue"(1986) di John McNaughton anche in "Maniac"la “giustizia” ha altro da fare, dato che la cinepresa è puntata solo sulle gesta del maniaco; ciò rende il tutto più terrificante e sconvolgente.

Rosso sangue s’inizia con una gola sgozzata e un tipo strangolato col filo di ferro, per poi procedere con uno strangolamento seguito da recisione di scalpo "ad hoc", una testa disintegrata da un fucile a canne mozze, una ragazza trafitta da un lungo coltellaccio, un’altra recisione di scalpo e per concludere una testa staccata a mano.
Voto: 6,0
STEFAAN-OI

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