prova La ragazza del lago - recensione trama film

La ragazza del lago: trama e recensione

La ragazza del lago
Titolo originale: La ragazza del lago
Produzione: Italia
Durata: 109
Genere: Thriller/Drammatico
Regia: Andrea Molaioli
Uscita: 2007-09-18
Attori principali: Valeria Golino, Toni Servillo, Anna Bonaiuto, Fabrizio Gifuni, Heidi Caldart, Fausto Maria Sciarappa, Omero Antonutti
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- Voto: 7.3/10 (16 voti)

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Trama:
In una tranquilla e sonnolenta cittadina una bambina rinviene per caso, sulle rive di un lago il corpo di una ragazza.
Il commissario Sanzio(Toni Servillo) è chiamato ad indagare sul caso.
L'omicidio sembra non sconvolgere molto la vita ovattata degli abitanti del paese. Le indagini portano al fermo di un giovane che frequentava la ragazza, alcune prove rinvenute in seguito sembrano inchiodarlo.
Ma dopo l'arresto alcune verità verranno a galla e, come frammenti di un rompicapo Sanzio ricostruirà avvenimenti e situazioni che porteranno alla soluzione del caso.
Recensione:
In un periodo in cui il cinema sembra troppo urlato questo film fa capolino ricordandoci che ogni tanto una storia quasi bisbigliata può lasciare attoniti per la sua forza comunicatrice. I film di genere sono ormai una rarità nel panorama cinematografico italiano. Negli anni '70 i nostri gialli erano considerati veri e propri prodotti da esportazione, così come i polizieschi. Certo, forse la dose di violenza eccessiva, ne facevano prodotti troppo commerciali. Le sceneggiature mancavano di approfondimento e storie cominciavano ad assomigliarsi così come accade quasi fisiologicamente quando un filone riscuote successo. Però opere come "Quattro mosche di velluto grigio" di Dario Argento e piccoli film come "Una farfalla dalle ali insanguinate" di Duccio Tessari rimangono esempi eclatanti di quel periodo. Il regista Andrea Molaioli, utilizza il genere, il giallo per intenderci, ma non il thriller che ha altre connotazioni, e lo spoglia di tutti quei fronzoli che oggi forse snaturano molti soggetti cinematografici. E non lo fa solo a livello di scrittura, ma anche asciugando la recitazione e intervenendo sul montaggio e sui movimenti della macchina da presa. Tutto è al servizio della storia, niente virtuosismi che avrebbero appesantito inutilmente l'anima intimista e minimalista del libro da cui è tratto il film. Servillo (il commissario Sanzio) punta su una recitazione essenziale, incentrata su piccoli gesti, silenzi e dove serve vigorose intemperanze. Ci regala così il ritratto di un uomo stanco, ma mai in completa balia degli eventi che lo circondano. Incredibilmente determinato, che raccoglie pazientemente piccoli frammenti di un puzzle di cui cerca il senso mentre la malattia divora la memoria della moglie frantumandone i ricordi. Tessere le lodi del cast o di alcuni attori sarebbe un errore, lo sforzo di ogni singolo è indirizzato al quadro d'insieme, nessuna figura ne emerge, ma per propria volontà non certo per mancanza di bravura. Anche un personaggio come Mario, affetto da disturbi mentali, poteva spingere ad una interpretazione sopra le righe, istrionica, ma così non è stato a testimonianza del concetto di gioco di squadra che si percepisce da questa pellicola. La macchina da presa ci immerge in questa sonnolenta realtà, i suoni della natura si dividono la scena con l'ottima e mai è fuori luogo colonna sonora. L'obiettivo indugia su scorci paesaggistici che ci incantano anche quando la superficie di questa apparente tranquillità vien increspata dal ritrovamento del cadavere. Il regista ci accompagna tra personaggi e dialoghi cogliendo pause e sguardi, mai invadente, come un osservatore timido ma attento. E noi spettatori veniamo rapiti da questa storia dai toni rarefatti, la cui natura di romanzo giallo diventa una scusa per raccontare luoghi e personaggi che ci appaiono così vicini e per una volta tangibili nella loro umanità. Unica pecca, se così la possiamo chiamare, è che forse in un'epoca dominata dai mass-media come in quella in cui viviamo, un delitto come quello del film avrebbe attirato la morbosa attenzione di stampa e televisione trasformando un luogo del genere in un circo mediatico. Ma ciò non toglie nulla alla genuinità di un'opera che per chi non avesse potuto goderne la visione nelle sale dovrebbe assolutamente riscoprire in dvd.
Voto: 7
Pietro Ferraro

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