prova L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford: film

L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford

L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford
Titolo originale: The assassination of Jesse James
Produzione: Usa
Durata: 155
Genere: Western/Drammatico
Regia: Andrew Dominik
Uscita: 2007-12-01
Attori principali: Brad Pitt, Casey Affleck, Sam Shepard, Sam Rockwell, Garret Dillahunt, Mary-Louise Parker, Barbara Kozicki,
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Trama:
America 1880: l'ultimo anno di vita del leggendario bandito Jesse James, ricercato in dieci stati, per alcuni un eroe, per altri uno spietato bandito.
Conoscenza del suo futuro carnefice, il codardo Robert Ford, che porrà fine alle gesta e alla vita del bandito più famoso della storia americana ed entrerà nella storia con meritato disonore.
Il vecchio West narrato con tutta la crudezza e l'epica di un romanzo d'altri tempi.
Recensione:
Il western è un genere che viene dato continuamente per finito, ma periodicamente spuntano delle ottime pellicole che smentiscono queste teorie dimostrando che i buoni film funzionano ed emozionano a prescindere da una forzata collocazione. Clint Eastwood aveva rilanciato il genere ammantando il mito della frontiera di una vena cupa e crepuscolare con "Gli spietati", rileggendo il genere, così come aveva fatto Kevin Kostner con il suo atipico ed intimista "Balla coi lupi". Il mito del vecchio west torna nuovamente a farsi sentire con il vigoroso e "Quel treno per Yuma" e con il più narrato ed intenso "L'assassinio di Jessie James". La genesi di questo progetto è stata estremamente travagliata, dopo alcuni problemi produttivi che lo hanno tenuto in naftalina per più di un anno, e il regista Andrew Dominik ha dovuto tagliare notevolmente le originali tre ore per renderlo più fruibile. Si può dire che la versione finale non ne risente affatto. La storia che il film affronta è quella del bandito Jessie James e della sua banda che terrorizzò l'America assaltando e rapinando treni e banche usando metodi estremamente violenti e uccidendo chiunque si frapponesse tra lui è l'ambito bottino. Questa figura che fa ormai parte della storia americana è stata più volte rimaneggiata, romanzata all'estremo, prima tratteggiando l'immagine di una sorta di Robin Hood in lotta contro il sistema, poi diventando un carismatico e improbabile eroi di fumetti e romanzi fino a perdersi dopo la sua morte nell'immaginario collettivo affamato di miti. Il film tratto da un racconto, narra l'ultimo anno di vita del bandito Jessie James, anno in cui incontra quello che si rivelerà essere il suo carnefice Robert Ford. L'approccio narrativo del regista non si discosta mai dai toni cupi di un melodramma d'altri tempi, omaggiando forse più Peckinpah che Eastwood, scavando nelle personalità e nella morale dei personaggi azzeccandone caratteri ed interpreti. Brad Pitt ormai un fuoriclasse dona al suo personaggio una intima sofferenza che traspare coinvolgendoci in ogni singolo primo piano, La stanchezza di un uomo che a soli trentaquattro anni accoglie la morte senza resistergli, come una sorta di liberazione da un mito che lo aveva sovrastato insieme alla malattia che lentamente ne minava il corpo. Ma la vera rivelazione è l'incredibile Casey Affleck che con una recitazione contenuta, fatta di piccoli nervosismi e sfuggenti sguardi delimita anima e cuore di un perdente privo di personalità, deriso e continuamente fuori posto che sviluppa questa sorta di invidiosa venerazione verso Jessie James, che cogliendone la palese vigliaccheria lo provoca in continuazione collaborando ad accrescere un odio che sfocerà in tradimento. Affascinati dall'evocativa colonna sonora di Nick Cave e Warren Ellis che accompagna lo stanco fuorilegge attraverso suggestivi paesaggi verso l'inevitabile fine, comunque avvenuta con o senza l'intervento del codardo Robert Ford che da questa storia ricaverà un disonorevole posto nella leggenda perennemente all'ombra del suo odiato/amato eroe. Certo se proprio si vogliono trovare lati negativi in un'opera ben riuscita, possiamo solo dire che a qualcuno forse non piacerà la scelta del regista di un ritmo narrativo per nulla sostenuto, la narrazione a volte rallenta così tanto da fermarsi, ma è solo per sottolineare momenti ed emozioni che ci aiutano ad entrare in un mondo in costante sincronia con la natura che lo circonda, quindi ci sentiamo in dovere di difendere tali scelte consapevoli che a molti non piaceranno.
Voto: 8
Pietro Ferraro

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