prova Il mio amico Eric: film

Il mio amico Eric

Il mio amico Eric
Titolo originale: Looking for Eric
Produzione: Regno Unito, Francia, Italia, Belgio
Durata: 116'
Genere: Commedia, Drammatico
Regia: Sito ufficiale:
Uscita: 2009-12-04
Attori principali: Steve Evets, Eric Cantona, Stephanie Bishop, Gerard Kearns, Stefan Gumbs, Lucy-Jo Hudson, Cole Williams, Matthew McNulty, Laura Ainsworth, Max Beesley, Kelly Bowland
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Trama:
Il postino inglese Eric Bishop è sempre più alla deriva. Sua moglie lo ha abbandonato lasciandogli in custodia i figli (che lei ha avuto da un precedente legame) ormai completamente fuori controllo e la casa è un disastro. Eric cerca conforto e aiuto dai suoi amici, ma loro non sono in grado di trovare una soluzione soprattutto per fargli riconquistare Lily, la donna che ha sempre amato. Ma c'è qualcuno che potrebbe aiutarlo con alcuni saggi insegnamenti: il suo idolo calcistico Eric Cantona...
Recensione:
Ken Loach firma una commedia che stempera il dramma sociale in un sano ottimismo. Cambia quindi registro, usando i toni per lui inusuali della commedia, con punte di amarezza molto smussate. Una commedia di maniera che forse tale vuole essere, senza la presunzione di raccontare chissà che cosa se non che c'e sempre una seconda possibilità, un'occasione di riscatto, che l'unione solidale fa la forza e cose di questo genere... Lascia un po’ perplessi la scelta del soggetto. Il film utilizza il calcio come metafora della vita, in un alternarsi di emozioni, dalla gioia all'amarezza, dalla delusione alla speranza. Ho provato la fastidiosa sensazione che il regista volesse più volte ammiccare allo spettatore, utilizzando uno sport amato dai più ma che adesso come adesso, visto ciò che vi sta dietro non meriterebbe una rappresentazione tanto positiva. Insomma, a dispetto di tanto entusiasmo dei critici, che quando sentono il nome di Loach vanno in brodo di giuggiole, si tratta di una parabola piuttosto comune, piuttosto battuta e vorrei aggiungere oggi come oggi anche anacronistica e poco credibile visto quello che il calcio è diventato). Bisogna sottolineare per esempio che più di una persona in Inghilterra, tra gli appartenenti alla classe sociale descritta nel film, ha fatto notare che il fatto che Cantona (tanto simpatico ma comunque miliardario e inserito in una vita di lussi e sprechi) nel finale saluti col pungo chiuso, non solo sia una contraddizione in termini ma anche un po' una presa in giro e quindi una forzatura di cattivo gusto nei confronti di chi crede ancora in certi valori e certi simboli e lavora duramente per arrivare a fine mese... Ma non stupisce più di tanto. Anche da noi, come credo quasi ovunque, almeno in Europa, l'amore per il calcio fa spesso dimenticare alle persone che i suoi protagonisti hanno guadagni che sono veri e propri schiaffi morali alla povertà, magari alla tua stessa povertà. Tuttavia c'è anche chi la passione il calcio non ce l'ha, ed ha quindi voluto esprimere un moto di biasimo per determinate scelte del regista. ..Toni esagerati forse, ma d’altra parte, a mio avviso anche comprensibili. Un altro film insomma dedicato alla classe lavoratrice operaia o precaria, come il precedente, ma molto meno sentito dei precedenti. Certo, è grazioso, gradevole, fa ridere, ha note di comicità davvero riuscite, ma uscita dal cinema la sensazione non è quella di aver assistito ad un film di Ken Loach. Il regista ha dedicato più di una pellicola alle classi sociali più deboli, ne ha raccontato le vicissitudini quotidiane, i problemi, le lotte. Lo ha fatto prendendone le difese, denunciando soprusi e ingiustizie. Ultimamente sembra farlo più per mestiere che non per reale vocazione. Un film comunque ben girato con la solita inconfondibile regia, sempre magistrale ma non invadente. Lo sguardo di Loach è quello di sempre, attento a descrivere i destini della gente comune. L’ ambientazione come sempre è perfetta così come la direzione magistrale di tutti gli attori. Questi sono secondo me gli elementi pregevoli della pellicola: regia, prove attoriali, cifra stilistica. Tutto il resto, anche se diverte, è alquanto discutibile.
Voto: 6,5
Stefania Muzio

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