Trama e Recensione:
Rob deve partire per il Giappone e gli amici organizzano una festa a sorpresa. Durante i festeggiamenti, tra liti e delusioni amorose, Manhattan è attaccata da qualcosa di mostruoso, la Statua della Libertà viene decapitata e la gente corre terrorizzata per le strade.
Prodotto da J. J. Abrahams, creatore della fortunata serie televisiva "Lost", Cloverfield è una delle pellicole più interessanti degli ultimi tempi. Girato interamente con la telecamera a mano, il film ha il pregio di intrattenere lo spettatore fino alla fine (85 minuti in tutto) in un susseguirsi di eventi terrificanti che tolgono il fiato e iniettano allo spettatore una buona dose di ansia. Matt Reeves è al tempo stesso regista sia geniale che mediocre: le riprese amatoriali sembrano prive di direzione, il lungometraggio pare uno stolto lavoro da principiante o inesperto; oppure possono essere frutto di un ragionato progetto che preveda l'identificazione del pubblico nei protagonisti, rendendolo partecipe degli eventi narrati. I giovani interpreti danno tutti buona prova di recitazione, apparendo estremamente naturali, pronti a trasformarsi col mutarsi degli eventi, soggetti a un clima catastrofico che percuote anche la loro interiorità. La suspense acquista sempre maggiore intensità ed è questo l'elemento che dona al film una rara scorrevolezza e rende possibile la partecipazione emotiva dello spettatore alla vicenda. C'è da fare qualche critica a Reeves: la sua regia volutamente impersonale poteva alternare sequenze riprese a mano ad altre professionali così da evitare troppi "traballamenti" inutili e insistenti inquadrature sui piedi e sull'asfalto: non è un caso che il suo lavoro risulti delle volte nauseante o irritante. Cloverfield porta comunque sul grande schermo un innovativo genere cinematografico, in cui lo spettatore è allo stesso tempo osservatore e agente della narrazione e la cui unica preoccupazione, in questo caso, è che finisca tutto troppo presto.