prova American History X: film

American History X

American History X
Titolo originale:
Produzione:
Durata:
Genere:
Regia: Tony Kaye
Uscita: 0000-00-00
Attori principali: Edward Norton, Edward Furlong, Jennifer Lien, Stacey Keach
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- Voto: 8.0/10 (1 voto)

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Trama:
E’ la storia di Derek Vinyard (Edward Norton), un giovane skinhead
neofascista appena uscito di prigione, e del fratello minore Danny (Edward
Furlong) che vuole seguirne le orme. Nel rapporto tra i 2 fratelli
interviene il prof. Swiney, un insegnante di colore che, avendo già
avuto Derek al liceo, comprende la situazione di Danny. Il prof. Swiney
dà un compito a Danny: scrivere una tesi sul fratello maggiore e sugli
eventi che lo hanno portato in carcere. Dai flash-backs affiora un Derek
violento e intollerante sia nelle parole che nei fatti. Una sera, dopo
un violento scontro con i suoi ex-camerati, Derek spiega a Danny cosa
l’ha fatto cambiare e cosa l’aveva spinto a diventare un “discepolo di
Cristo”, il gruppo neofascista di cui faceva parte. Il racconto di Derek
convince Danny e gli fa capire che sono stati l’odio e la rabbia a
mandarlo in prigione. Ma quando la serenità sembra tornare, ecco la
tragedia finale: la mattina dopo Danny è ucciso nei cessi della scuola
da un ragazzo di colore con cui aveva avuto un diverbio il giorno prima.
Il film si conclude con Derek che piange sul fratello morto e fa capire
come l’odio sia una palla al piede.


Recensione
American history X è una riflessione sull’odio e in questo
caso è in scena il razzismo. Kaye presenta la storia di un ragazzo,
orfano di padre e deluso dalle “ingiustizie” sociali, che canalizza la
rabbia verso il mondo nell’attività “politica” di un hate group,
dove crede di trovare forza e sicurezza. Il punto forte di American
history X
sono proprio i flash-backs, da cui lo spettatore può
apprendere le cause della sorte di Derek. Ripercorrendo i fatti che
hanno fatto incarcerare il fratello, Danny viaggia nei ricordi per
trovare la “radice del male”. Ma è proprio Derek che, rivelando la
violenza subita in carcere dai membri dell’Aryan Brotherhood, spiega
come l’odio verso tutto e tutti lo avesse accecato. Nella spiegazione di
quanto gli è successo, Derek non vuole dire al fratello cosa non fare o
fare; in quel momento l’unica cosa che conta per l’ex-skinhead è che
Danny capisca che prima o poi nella vita tutto si paga; e il finale
tragico lo conferma. American history X non è solo un’analisi del
fenomeno degli skinheads neofascisti, ma anche una condanna del
pregiudizio razziale, tematica molto discussa negli USA. Il film è reso
ancora più “poetico” da un’accurata fotografia e da una sceneggiatura
che esprime perfettamente il tema narrato.

Voto: 9,0


NOTA: La versione americana di American history X non termina con
un rilassante tramonto in riva al mare, ma con Derek che si rasa i
capelli e ri-diventa skinhead. Dato che questa scena è la prova di come
l’odio chiami l’odio, non capisco perché la censura italiana l’abbia
tolta. Forse perché era meglio presentare un Derek che “si dà alla
religione” anche se gli hanno appena ammazzato il fratello, piuttosto
che fare vedere la realtà?
Recensione:
Trama by PPLa vita è troppo breve per passarla sempre arrabbiati.
American History X narra di Derek, entrato in carcere per aver ucciso un ragazzo nero reo di aver tentato di rubargli la macchina, e di suo fratello Danny.
Derek è un naziskin leader di una organizzazione locale di giovani neonazisti dedita al vandalismo, manipolata dal proprietario di una casa editrice che pubblica libri propagandistici sul nazismo e sulla purezza della razza ariana.
Il film inizia con la scarcerazione di Derek il giorno in cui il fratello consegna al suo professore di storia il suo elaborato, un saggio sul Mein Kampf, dichiarando esplicitamente la sua propensione a seguire le orme del fratello maggiore.
L’esperienza del carcere ha però cambiato Derek, che si è fatto crescere i capelli e non ha più quell’aura di violenza attorno a sé. Preoccupato per il fratello, che sta perseguendo la sua strada, farà il possibile per tirarlo fuori dalla stessa organizzazione di cui era leader.
Allo stesso tempo, il professore di storia assegna a Danny il compito di riscrivere il saggio intitolandolo American History X, chiedendogli di incentrarlo sulla figura del fratello e su come essa abbia influenzato la sua vita.
Malgrado Derek cerchi di salvare il fratello dai suoi stessi errori, ormai sarà troppo tardi.
La versione incensurata termina con Derek che si rasa nuovamente i capelli, dimostrando che l’odio genera sempre odio.

Recensione by PP American History X è un film che parla di razzismo, di ideali, di ostilità. E’ una storia che insegna a non fare agli altri ciò che non si vorrebbe venisse fatto a noi.
E’ la vicenda di tanti giovani arrabbiati pieni di paura e di dubbi che vengono sfogati attraverso la violenza.
E’ la storia infinita della divisione di razza, di patria e di intolleranza; è una dei tanti avvenimenti che aleggiano attorno al simbolo nazista, spesso tatuato sul petto proprio come in Derek. E’ la storia di ragazzi che vivono secondo le regole inculcate loro, giuste o sbagliate che siano.
Il problema del razzismo è più attuale che mai e nonostante oggi il mondo si vergogni dell’Olocausto, il nazismo è vivo e non cesserà di esistere come ogni ideale politico nato morto per poi diventare eterno.
Perciò, ogniqualvolta un regista decida di affrontare tematiche simili con gli occhi di una cinepresa, merita una menzione particolare. Sovente però una pellicola cinematografica è per lo spettatore come l’olio sull’acqua: passa senza lasciare traccia, resta a galla senza mescolarsi con essa.
Non è il caso di American History X: è una pellicola che scorre parallelamente alle riflessioni e alle reazioni che provocano immagini forti, è un coltello nella carne tenera. E’ una storia viva che ci racconta di ideali sbagliati che portano all’autodistruzione, di come ci facciano crescere portandoci a distinguere esclusivamente il bianco dal nero, perdendo le sfumature più importanti.
Racconta di ragazzi abbandonati a se stessi, svuotati dagli affetti e riempiti di odio per sopperire alle incertezze che la vita ha loro offerto.
E osservando i titoli di coda, con una sorta di spasmodico tumulto interiore, non si può fare altro che chiedersi.. ciò in cui ho creduto ha migliorato la mia vita?

PP

Commento by Gik25
Credo che Stephaan-OI abbia già detto quanto ci fosse da dire, quindi mi limiterò ad aggiungere un commento brevissimo e indirizzato a chi non ha ancora visto il film in questione perché lo ritiene solo noiosa retorica.

American History X non è un film straordinario (nel senso di fuori dall’ordinario), ma è comunque un capolavoro, un capolavoro sottovalutato da molti. Molti lo ritengono un film pesante, per via della sua morale, della lezione di vita che vuole comunicarci. Ma non è così. La morale c’è e il messaggio fa riflettere, ma è profondo e commovente, e ogni persona dovrebbe vederlo, indipendentemente dalle sue convinzioni e dalle sue ideologie. Il messaggio del film è più profondo e più universale di quello che appare. Non è un film sull’antisemitismo o sul razzismo è un film sull’odio. Un argomento universale che va oltre i confini razziali e di questo secolo.
“American History X” è una riflessione amara ma composta e realista, sulla durezza della vita, sugli errori di un giovane e sugli sbagli di un’intera società. Sulla testardaggine di chi è troppo giovane per capire come va il mondo e sulle sue conseguenze.

La frase finale del film è emblematica “L’odio è una palla al piede: la vita è troppo breve per passarla sempre arrabbiati, non ne vale la pena.”

Bravissimo, anzi impareggiabile, Edward Norton in un film che è tra le massime espressione della sua bravura.

Da vedere!

Voto: 9,0
STEFAAN-OI

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