prova The game - Nessuna regola: film

The game - Nessuna regola

The game - Nessuna regola
Titolo originale: The game
Produzione: Usa
Durata: 129
Genere: Thriller
Regia: David Fincher
Uscita: 1997-10-01
Attori principali: Michael Douglas, Sean Penn, Deborah Unger, James Rebhorn, Peter Donat, Carroll Baker, Anna Katerina, Armin Mueller-Stahl, Charles Martinet
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- Voto: 8.2/10 (37 voti)

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Trama:
Un ricco consulente finanziario, dalla vita piatta e ciclica, riceve in regalo dal fratello per il quarantottesimo compleanno l’iscrizione ad un club che garantisce ai suoi clienti di cambiare radicalmente la propria vita.
Si troverà senza quasi accorgersene in un vortice senza uscita che lo porterà alla disperazione..
Recensione:
David Fincher, con Fight Club e Seven, ci aveva già abituato alle sue originali sceneggiature capaci di incollare lo spettatore allo schermo. Si ripete magistralmente con The Game, una pellicola poco noir ma tanto thriller da tenerti sul filo sospeso.
Michael Douglas interpreta il classico uomo d’affari freddo e cinico, capace di perdere la propria moglie per la sua indole solitaria e immersa nella professione.
Il giorno del suo quarantottesimo compleanno, però, il fratello gli regala la possibilità di cambiare la sua monotona esistenza: lo sprona a far parte di un club promettendogli divertimento assicurato.
Dopo essersi iscritto più per curiosità che per la ricerca di emozioni, si trova costretto ad adattarsi a mille situazioni pericolose, come buttarsi dal secondo piano o avventurarsi con una pseudo sconosciuta - una cameriera licenziata per avergli sporcato la giacca da duemila dollari - per fuggire dalle persone che lo stanno cercando.
Il gioco seguiterà ad essere sempre più serio e realistico finché sia lo spettatore che lo stesso protagonista si dimenticheranno il principio di tutto: the game.
David Fincher si propone, come suo solito fare, di essere il portavoce di tematiche profonde e più che mai radicate nella società contemporanea.
Michael Douglas sta a the game come Edward Norton a Fight Club: entrambi sono stereotipi della società odierna, mostrano i segni dell’emancipazione e del disagio, vivono di lavoro e si riempiono di materialismi per colmare il vuoto interiore.
Egli infatti personifica il classico manager moderno, con la ventiquattro ore in mano e le scarpe da mille dollari (ciascuna, ndr). Il tipico individuo così ligio al dovere da dimenticarsi della famiglia e che, puntualmente, risulta divorziato; egli è l’uomo che vive per il potere, così enorme da risultare minuscolo in un palazzo tutto suo, nel quale vive da solo. E’ lo stereotipo perfetto di coloro i quali decidono di vivere per lavorare e non lavorare per vivere, che pensano ad accumulare ricchezze senza poi avere il tempo di spenderle e goderne.
Rappresenta tutte quelle persone sole che fanno del lavoro il fulcro della propria vita, a volte come semplice palliativo e altre per indole caratteriale.
Sean Penn, nel ruolo del fratello, è per l’appunto l’ultimo baluardo che tenta di dare una fine degna alla parabola dell’uomo che vive per il lavoro.
Grazie alla sua spinta riesce a far riportare nella retta via il fratello che andava sempre più asocializzandosi.
The Game in questo senso non è altro che una evoluzione interiore che porta il protagonista a rammentare i veri valori dell’esistenza. Non più le scarpe o la giacca - tant’è che si troverà povero e senza un soldo, costretto a chiedere l’elemosina per rientrare in patria - ma la famiglia, gli affetti, il saper vivere con gli altri.
Per arrivare a ciò, però, bisogna toccare il fondo, essere nudi fuori e vuoti dentro;
perché soltanto quando si realizza l’inizio della fine si cerca di recuperare il tempo perduto, valorizzando la propria vita.

PP
Voto: 8,0
Paola Priola

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