prova Manhunter: film

Manhunter

Manhunter
Titolo originale: Manhunter
Produzione: Usa
Durata:
Genere: Thriller
Regia: Michael Mann
Uscita: 0000-00-00
Attori principali: William Petersen, Kim Greist, Brian Cox, Joan Allen, Dennis Farina
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- Voto: 7.0/10 (4 voti)

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Recensione:
Nota: tratto dal romanzo di Thomas Harris "Red dragon"
Sicuramente tutti (o quasi) gli appassionati di cinema conoscono l’ormai arci-nota trilogia del folle dr. Hannibal Lecter, iniziata da Jonathan Demme nel lontano 1991 con "Il silenzio degli innocenti". Altrettanto sicuramente gli stessi sono convinti che la trilogia passi per "Hannibal "di Ridley Scott e finisca con il più recente "Red dragon"di Brett Ratner. Si sa che è sempre difficile smuovere una persona dalla propria convinzione, soprattutto se questa si è consolidata nel tempo, e certamente non sta a me cambiarla. Ma spesso si devono fare i conti con la realtà, quella realtà che, vuoi per disinformazione, vuoi per ignoranza, non si è voluto (o non si è potuto) verificare precedentemente. Questa “filosofia” vale anche per il cinema, soprattutto quando si ha a che fare con qualcosa che la massa considera un mito intoccabile e immutabile.

Esempi del genere se ne trovano centinaia a Hollywood. Prendiamo p.e. la serie di quel simpaticone di Freddy Krüger. Quanti sanno che il personaggio partorito da Wes Craven nel 1984 si rifà all’assassino di "sei donne per l’assassino"(1964) di Mario Bava? Stesso cappellaccio, stesso maglione a righe e stessi unghioni affilati. E che dire di quei "sequels "che con la storia originale non c’entrano proprio niente ("Halloween 3"(198due) di Tommy Lee Wallace, "Non aprite quella porta 3: Night killer"(1990) di Claudio Fragasso, o "Demoni 3: Black demons"(1990) di Umberto Lenzi)? La serie della "Casa"è l’esempio più eclatante, anche se in questo caso è colpa dei distributori italiani che hanno fatto il più grande casino della storia del cinema, mescolando la serie di Sam Raimi, quella di Sean S. Cunningham e varie produzioni italiane. Poi ci sono i "sequels"che in realtà sono "remakes":"Terminator due"(1991) di James Cameron e "La casa due"(1987) di Sam Raimi. Purtroppo per gli integralisti lecteriani, la loro serie preferita rientra in quest’ultimo caso: "Red dragon"è un "remake"bello e buono!

"Red dragon"è stato diffuso nei cinema di mezzo mondo come prequel del "Silenzio degli innocenti", cioè un episodio conclusivo che, secondo la logica cinematografica, dovrebbe spiegare com’è nata tutta la storia. Insomma, Hollywood ha fregato tutti! Be’, tutti tranne chi ha un minimo di cultura cinematografica.

"Red dragon"è in tutto e per tutto il rifacimento del semi-sconosciuto "Manhunter: Frammenti di un omicidio "(1986) di Michael Mann. "Manhunter"è tratto dal romanzo di Thomas Harris ("Red dragon"appunto) e narra la storia di un ex-agente dell’FBI (interpretato da William Petersen, già protagonista di "Vivere e morire a Los Angeles"(1985) di William Friedkin) che, dopo avere catturato il folle (e cannibale) dr. Hannibal Lecter (interpretato da Brian Cox), aiuta un collega in un caso difficile: trovare Dente di Fata, un maniaco omicida che stermina intere famiglie nelle notti di luna piena. Tutto sommato è un thriller abbastanza buono, stilizzato e elegante. La sceneggiatura, tra l’altro dello stesso regista, riesce a creare un clima di grande tensione dall’inizio alla fine, soprattutto per l’attenta analisi della psicologia dei personaggi.
Se qualcuno non ci crede, confronti i due film personalmente e vedrà. Ad esempio. la scena in cui lo psicopatico di "Red dragon"tortura e brucia un giornalista per poi spingerlo in strada su una sedia a rotelle, è identica a quella in cui Dente di Fata fa lo stesso in un parcheggio sotterraneo; gli elementi sono gli stessi: vittima torturata in fiamme e sedia a rotelle che corre come una Spider. E i pezzi di specchio negli occhi delle vittime? Anche questa “pratica” è uguale in tutto e per tutto a quella preferita da Dente di Fata. Poi ci sono altri dettagli, come la corrispondenza tra il dottore cannibale e Dragone Rosso avvolta nella carta igienica della cella di Lecter e i graffiti lasciati sugli alberi da cui i maniaci di entrambi i film spiano le loro prossime vittime. Inoltre ci sono le vite degli ex-detectives: Edward Norton riprende a indagare su richiesta di Harvey Keitel e William Petersen lo fa per aiutare un collega. Da notare che i due investigatori si ritirano dopo l’arresto del dr. Lecter. Aggiungete anche gli interrogativi, registrati su nastro, sui dettagli delle abitazioni delle vittime (porte, serrature, cani, gatti, etc.) da parte dei due detectives. Insomma, non c’è niente da dire: è un remake vero e proprio; altro che prequel! Possiamo considerarlo tale, solo se si esclude "Manhunter", cosa che personalmente non mi pare corretta, ma si sa come vanno le cose: è il mercato a dettare le regole. Forse se fossero stati Anthony Hopkins a interpretare il dr. Lecter e Jodie Foster o Julianne Moore il detective in "Manhunter", le cose sarebbero andate diversamente, chi lo sa.

NOTA: "Manhunter: Frammenti di un omicidio"(1986) di Michael Mann è trasmesso ogni tanto dalla TV. Lo si può trovare in qualche videoteca fornita tra i thrillers degli anni 80. Per quanto riguarda il settore DVD, non so se sia già stato riproposto in questo formato. Comunque chi cerca trova. (N. di r.: "Manhunter"è un buon "film"e sta tra quei thrillers polizieschi americani di metà anni 80 come "Corda tesa"(1984) di Richard Tuggle, "Maledetta estate"(1985) di Phillip Borsos,"Vivere e morire a Los Angeles"(1985) di William Friedkin e "Indagine a alto rischio"(1987) di James B. Harris).
Voto: 6,0
STEFAAN-OI

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