prova La doppia ora: film

La doppia ora

La doppia ora
Titolo originale: La doppia ora
Produzione: Italia
Durata: 95'
Genere: Drammatico, Thriller
Regia: Giuseppe Capotondi
Uscita: 2010-09-20
Attori principali: Ksenia Rappoport, Filippo Timi, Antonia Truppo, Gaetano Bruno, Fausto Russo alesi, Lorenzo Gioielli, Lidia Vitale, Giampiero Iudica, Roberto Accornero
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Trama:
Sonia, una ragazza di origine slovena che lavora come cameriera in un hotel, e Guido, un ex poliziotto custode di una villa, si conoscono durante una seduta di 'speed date'.
L'attrazione è subito molto forte e i due iniziano a frequentarsi, ma quando la storia comincia a trasformarsi in qualcosa di importante Guido muore. Sonia entra così in un vortice di disperazione dove tutto è diverso da ciò che sembra e persino lei inizia a dubitare di se stessa.
Sonia, una ragazza di origine slovena che lavora come cameriera in un hotel, e Guido, un ex poliziotto custode di una villa, si conoscono durante una seduta di 'speed date'.
L'attrazione è subito molto forte e i due iniziano a frequentarsi, ma quando la storia comincia a trasformarsi in qualcosa di importante Guido muore. Sonia entra così in un vortice di disperazione dove tutto è diverso da ciò che sembra e persino lei inizia a dubitare di se stessa.
Recensione:
Due anime sole Sonia e Guido una notte si incontrano. Dopo pochi minuti sembrano nati per stare insieme. Ma il destino è impietoso, la violenza degli uomini in agguato: una rapina nella villa dove Guido lavora come custode, un colpo di pistola e per Sonia nulla sarà più come prima.. La sua vita deve continuare. Senza di lui. Però la morte sembra non essere la fine, ma soltanto l’inizio, soprattutto l’inizio di un viaggio tra le ombre del suo passato, di una battaglia contro il sospetto che lei, di quella morte, sia colpevole. L’inizio di un’impossibile seconda occasione. Perché Sonia rivede Guido. O così crede. È tornato per lei. O forse è solo il suo disperato aggrapparsi a una speranza che la spinge alle soglie della pazzia, in un mondo ostile dove nulla sembra avere più senso. Un film sull’amore, sul perdono sullo sfiorare le occasioni senza poterle vivere realmente. Giuseppe Capotondi, classe 1968, debutta nel mondo del cinema con questa pellicola che, nonostante mantenga salda l’identità italiana, ha il pregio di avere un forte respiro internazionale, per ambizione, spessore stilistico e recitazione di alto livello. Presentato in concorso alla 66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia 2009, è valso la Coppa Volpi alla sua protagonista Ksenia Rappoport (Sonia). In realtà in questa opera prima si intravede tutta la maestria di un regista solido, che sa quello che vuole e come realizzarlo, che misura ogni inquadratura, ogni espressione, ogni minimo dettaglio. Siamo infatti di fronte a una regia forte, personale e d’autore, nonostante il film sia un film di genere. Veniamo infatti a scoprire che Capotondi è già regista di numerosi videoclip e spot e lavora per l'agenzia americana Oil Factory e per la Factory Films nel Regno Unito. Inoltre, prima di lavorare per la Factory Films, realizza lavori per l'inglese Battlecruiser e per la francese Soixan7e Quin5e. Gli elementi di maggior pregio di questo film sono comunque la sceneggiatura (di Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo, già sceneggiatori di “La ragazza del lago”), con le sue sovrapposizioni metafisiche perfettamente incastonate e la cura nella delineazione dei personaggi. Questa fa sì che più che al mistero ci si appassioni a ciò che nasconde, ovvero alle psicologie di questi due personaggi, al loro rapporto con la solitudine, alla struggente malinconia di due esistenze solitarie, prigioniere, sia pure in modo molto diverso di meccanismi ineluttabili. Un film avvincente, di fortissimo impatto ma dove la storia è messa al servizio della psicologia dei personaggi e non i personaggi al servizio della storia, cosa che, per un film di questo genere, è davvero straordinaria e inconsueta.
Voto: 8,5
Stefania Muzio

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