prova L'Ultimo Samurai: film

L'Ultimo Samurai

L'Ultimo Samurai
Titolo originale: The Last Samurai
Produzione: Usa
Durata: 144
Genere: Avventura/Azione
Regia: Edward Zwick
Uscita: 2004-01-09
Attori principali: Tom Cruise, Ken Watanabe, William Atherton, Billy Connolly, Darin Fujimori, Seizo Fukumoto.
Scheda di Opinioni
Vota il film:

- Voto: 7.0/10 (1 voto)

Commenti


Commenta il film!

Trama:
Nel 1876 l’imperatore giapponese Meiji recluta un abile comandante, Nathan Algren, veterano della guerra civile per addestrare le proprie truppe all’uso delle armi da fuoco. Nella lotta contro gli ultimi samurai Algren verrÓ catturato e risparmiato dal nemico, che lo istruirÓ sulle usanze e sul codice d’onore Samurai. Alla fine Algren si schiererÓ con il nuovo alleato…
Recensione:
Un film davvero bello, anche se un po' lungo e relativamente pesante, che tuttavia, sebbene non sia mai noioso, non raggiunge il livello di capolavori come "Braveheart" o "Il Patriota", ma Ŕ comunque molto profondo e valido. Tom Cruise recita molto bene la sua parte, mentre gli altri attori rivestono perlopi¨ ruoli secondari. Quasi tutto il film si basa infatti sul ruolo interpretato da Cruise e sulla sua personalitÓ.

Infatti il regista, Edward Zwick, riesce nel difficile compito di rendere il conflitto interiore che arde nel cuore del protagonista. Inoltre il film Ŕ scandito da un ritmo che non lo rende mai noioso. Il gusto del regista per la fedeltÓ Ŕ evidente nella ricerca di precisione nella ricostruzione del Giappone imperiale, nel mancato utilizzo degli effetti speciali al computer e nell’allenamento di diversi mesi richiesti a Tom Cruise per diventare abile nell’uso della spada.

Ma a conti fatti i veri protagonisti della storia sono l’onore e gli alti ideali per cui un uomo (d’altri tempi) Ŕ disposto a lottare. Insomma un mito che ancora oggi affascina e che riesce a tenerci incollati alla poltrona. Voto: 7,5





Un secondo parere? eccovi la recensione di kiky (http://www.k-sblog.it/sblog/)

Nel corso della vita tutti incontriamo alcuni film che, senza un motivo apparente e oggettivo, ci prendono completamente anema e core.
L'ultimo Samurai Ŕ entratoin modo del tutto inaspettato a far parte di questa piccola e irrazionale cerchia di film della mia vita.
Sono partita abbastanza prevenuta, ieri sera avevo un sonno incredibile e il fatto che il film durasse due ore e mezza non aiutava il mio umore globale.
E poi, l'inaspettato. Dopo i primi 10 minuti del patetico e alcoolizzato capitano Nathan Algren sono stata completamente risucchiata nel vivo del film. SarÓ stata la stanchezza? Il troppo studio? Lo stress pre-esame? Non lo sapr├▓ mai, per├▓, inaspettatamente Ŕ successo. E questo Ŕ l'importante.
AldilÓ della trama banale e abbastanza scontata (e giÓ vista) e dell'incredibile monoespressivitÓ facciale di Tom Cruise, il film Ŕ diretto magistralmente da Edward Zwick con ritmo e con un'ottima fotografia e ricostruzione storica. Un peccato per├▓ che non abbiano mantenuti i dialoghi originali, il doppiaggio di molti personaggi giapponesi ha fatto scappare pi¨ di qualche risata tra il pubblico. E peccato anche per alcune frasi fatte che avrei eliminato volentieri a colpi di katana.
Musiche bellissime. Grandissimo il personaggio di Katsumoto e ho trovato anche molto azzeccato il personaggio dell'imperatore: praticamente un ragazzino sperduto con addosso responsabilitÓ pi¨ grandi di lui e consiglieri atti a fare esclusivamente i loro interessi.
Ma cerchiamo di capire da dove arriva il mio eccessivo entusiasmo per questo film. Credo che una buona parte del merito vada agli interpreti giapponesi (come Ken Watanabe-Katsumoto) e all'atmosfera di armonia che circonda sempre la loro cultura e i loro ideali, cosý diversi dai nostri.
Il film vuole essere un'aspra critica alla civiltÓ americana e sopratutto alla natura dell'uomo. O meglio, dell'uomo occidentale cresciuto in una societÓ individualista come pu├▓ essere quella degli U.S.A. .
Il regista ha sottolineato la vigliaccheria, l'aviditÓ e l'egoismo che guidarono le guerre di conquista che hanno coperto di sangue il 1800.
L'uomo che uccide per aviditÓ, per avere pi¨ soldi e potere; l'uomo che uccide con egoismo, calpestando uomini donne e bambini con valori diversi dai suoi; l'uomo che uccide con vigliaccheria, colpendo il suo nemico a distanza, costruendo armi sempre pi¨ potenti e tecnologiche, senza neanche avere il coraggio di guardarlo negli occhi e cancellando l'unico significato paradossalmente sensato della guerra: l'onore e il coraggio.
Questo Ŕ l'uomo che emerge con prepotenza dalla pellicola. Il tema della 'disumanitÓ' dell'uomo Ŕ un tema che mi coinvolge sempre e in particolare ieri pomeriggio, prima di andare al cinema, discutevo appunto con mia madre sul tema dell'apprezzamento della realtÓ, di quanto sia difficile accettarla e farsela piacere con l'egoismo, l'ipocrisia e la cattiveria umana e con tutti gli orrori che ci sono stati e che sicuramente ci saranno. Ok, sono scesa un po' troppo nel filosofico e nello scetticismo acuto e forse sono andata anche pi¨ in lÓ di ci├▓ che il regista voleva mostrare.
Ma forse Ŕ proprio per questo che il film mi ha preso in modo particolare. PerchŔ ci ho visto (purtroppo) la realtÓ: il potere dell'arroganza e dell'egoismo dell'uomo che si impone, ormai da pi¨ di 5000 anni, sul lato 'umano' dell'uomo come una spirale discendente.


Leggi i commenti Collabora con noi! Invia una recensione