prova Ex Drummer: film

Ex Drummer

Ex Drummer
Titolo originale: Ex Drummer
Produzione: Belgio
Durata: 104'
Genere: Commedia, Drammatico
Regia: Koen Mortier
Uscita: 2008-10-03
Attori principali: Dries Van Hegen, Norman Baert, Gunter Lamoot, Sam Louwyck, Fran?ois Beukelaers, Bernadette Damman, Joris Van Der Speeten
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- Voto: 4.5/10 (2 voti)

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Trama:
Tre ragazzi disabili e tossicodipendenti stanno cercando un batterista per la loro rock band, i The Feminists, per partecipare al pi๠grosso raduno di musica in città . Sembra fatto apposta per loro Dries, che però non ha alcuna invalidità  così si inventa di non saper suonare la batteria. Nonostante egli subisca il fascino del gruppo, metterà  spietatamente uno contro l'altro..
Recensione:
Dopo “Tideland – Il mondo capovolto” un'altra pellicola dalle sfumature psichedeliche torna a far parlare di sé, nonostante la mancata proiezione in diverse città a causa della censura. “Ex Drummer”, definito il Trainspotting del nuovo millennio, è il lavoro di Koen Mortier, presentato ampiamente alla II° edizione della Festa Internazionale del Cinema di Roma. L'obiettivo ambito dal regista è ben sintetizzato nella riflessione del protagonista Dries (Dries Van Hegen): “Voglio uscire dal mio mondo felice, calarmi nella profondità della stupidità umana, nella bruttezza dell’essere ottuso, sleale e falso. Comprendere la vita dei perdenti, sapendo di poter tornare indietro, indietro con te". Immergersi nella psiche dei giovani disadattati, in un abisso privo della luce della ragione, analizzando il male di vivere che infesta le loro azioni con disarmante indifferenza e crudo realismo. I protagonisti della vicenda, raccontati attraverso la lente clinica e cinica di Dries, sono tre ragazzi facenti parte di una rock band, i “The Feminists”, con la peculiarità di avere un handicap ciascuno: Koen, aitante skinhead dedito alla massacro del gentil sesso, è la voce del gruppo; alle chitarre Ivan, un tossico con famiglia e Jan, omosessuale con un braccio in paralisi permanente. Dries, scrittore famoso con una vita felice alle spalle, accetta di suonare la batteria per addentrarsi in quel microcosmo degradato tipico degli ambienti musicali più estremi e, più che una rock band, i “The Feminists” presentano sonorità proprie del punk hardcore. Inizialmente affascinato, Dries viene contaminato da un mondo di violenza e crudeltà, ove il codice dei valori etico-morali è rovesciato e tutto sembra andare “al contrario”: di forte impatto la scelta tecnica di Mortier di utilizzare inquadrature capovolte e all'indietro (un espediente già utilizzato in “Zero in condotta”, datato 1933) con l'intento di palesare più efficacemente l'ambiguità in cui vivono i protagonisti. Le scene di violenza, stupro e sesso non mancano e anzi, rappresentano lo snodo principale della pellicola che si avvia verso la disperazione e il dramma finale, coadiuvato dalla onnipresenza della musica, sovrastante anche i dialoghi per rendere al meglio l'atmosfera di caos e disordine. Mortier realizza e descrive uno spaccato paranoico e disturbante, dove la follia dei protagonisti è la normalità dei benpensanti e la nauseante dose di violenza coinvolge e sconvolge sin nel profondo.
Voto: 8
Paola Priola

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