prova Black Snake Moan - recensione trama film

Black Snake Moan: trama e recensione

Black Snake Moan
Titolo originale: Black Snake Moan
Produzione: Usa
Durata: 116
Genere: Drammatico/Romantico
Regia: Craig Brewer
Uscita: 2007-06-27
Attori principali: Samuel L. Jackson, Christina Ricci, John Cothran Jr., Justin Timberlake, S. Epatha Merkerson, Clare Grant, Michael Raymond-James, John Pickle
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- Voto: 8.4/10 (17 voti)

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Trama:
La giovanissima Rae è una ragazza fin troppo libera e disinvolta e per questo considerata dalla gente del suo paese "facile". In realtà Rae ha dei disturbi del comportamento sessuale, con un desiderio bruciante che la divora e che deve soddisfare, il che la rende un vero e proprio bersaglio per ogni uomo e ragazzo del piccolo paese dove vive, nel sud degli Stati Uniti?
Recensione:
Tennessee Williams incontra l'exploitation in questo " Black snake moan " , che resuscita un genere che sembrava ormai estinto, il Southern Gothic. Paradossalmente il tutto risulta meno pulp di quanto potrebbe sembrare a prima vista ( la locandina del film farebbe sbavare il Tarantino di Grindhouse ), grazie alla misurata regia di Craig Brewer e alla perfetta alchimia che si instaura tra i due protagonisti, Samuel Jackson e Christina Ricci, trasformandosi in una classica storia di redenzione. In una piccola cittadina del Tennessee Christina Ricci, quella che gli americani chiamerebbero white trash, è Rae, una ragazza con seri disturbi del comportamento sessuale dovuti ad una violenza subita nell'infanzia, cosa tanto improbabile sul piano clinico quanto emotivamente coinvolgente per lo spettatore, mentre Samuel Jackson è Lazarus, un contadino appena lasciato dalla moglie, ex bluesman timorato di Dio. Quando il fidanzato di Rae ( un convincente Justin Timberlake ) parte per il servizio militare, la ragazza perde il suo unico punto di riferimento e si lascia andare ad una serie di eccessi. I due sono destinati ad incontrarsi una notte in cui Rae, picchiata e data per morta, viene abbandonata vicino alla casa di Lazarus il quale, per curare quella che considera una malattia, la incatena ad un termosifone. Arrivati a questo punto lo spettatore smaliziato inizia a temere il peggio, anche perché l'atmosfera, ben servita da una fotografia sgranata alla Death Proof, è sudaticcia e fangosa quanto basta e, per citare l'immortale Lynch di Wild at heart, " Più calda dell'asfalto della Georgia ". Invece il film sterza in maniera inaspettata, Lazarus assume un ruolo di padre vicario e ritrova proprio in Rae una ragione per vivere, mentre la ragazza, dopo un processo lungo e doloroso, forse riuscirà ad esorcizzare i propri demoni. Ottima la prova dei due protagonisti, ben assecondati da una regia non invasiva: Samuel Jackson torna finalmente a recitare dopo anni di imbarazzanti B-Movie e Christina Ricci offre una prova di rara sensibilità, disegnando un personaggio credibile e mai eccessivo, in un ruolo sempre sul filo del rasoio. Da antologia la scena in cui, durante una tempesta, Lazarus suona e canta "Snake Black Moan ", il blues che da il titolo al film, con Rae accovacciata sul tappeto. Terzo protagonista del film è infatti il Blues: il film è inframezzato da brevi registrazioni d'epoca del leggendario Bluesman Son House, che spiega che il blues non è solo musica, ma un qualcosa che ci parla di quello che succede durante l'incontro tra un uomo e una donna, la condivisione del dolore e delle ferite dell'anima.
Voto: 7,0
Nicola Picchi

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