Trama e Recensione:
Una donna, Ro, vuole investigare sulla morte di un amico, avvolto nell'oscurità della rete. Si farà aiutare da un hacker, che le insegnerà a muoversi nell'anonimato.
Una giornalista d'assalto (Berry), indagando sulla morte di una conoscente, spia il capo di una società di New York, Harrison Hill (Bruce Willis), puntando sulla sua indole traditrice e donnaiola.
In suo aiuto il suo amico hacker, perversamente innamorato di lei, Miles (Giovanni Ribisi).
Perfect Stranger è ambientanto in una New York lussuosissima, fatta di sguardi maliziosi, belle donne e ambienti supertecnologici. Composto da un cast scelto, scade proprio nel suo punto di forza, ossia la trama. Infatti, nonostante il profilo psicologico dei personaggi sia complesso e pieno di sfaccettature, si dimostra incapace di creare la tensione propria del genere attraverso interazioni fra i personaggi alquanto banali e indizi disseminati ovunque.
James Foley ci lascia in un increscendo d'intensità fino ad arrivare all'inaspettato finale, lo stesso che ci rimanda al messaggio principale: cosa si è disposti a fare per mantenere i propri segreti? La tematica dell'apparenza è senz'altro affrontata dal regista, il quale ci lascia anche un abbozzo di riflessione sul mondo virtuale, in cui le persone creano una doppia vita, forti della propria anonimità.
Un thriller senza infamia né lode.