prova Michael Clayton: film

Michael Clayton

Michael Clayton
Titolo originale: Michael Clayton
Produzione: Usa
Durata: 119
Genere: Thriller/Drammatico
Regia: Tony Gilroy
Uscita: 2007-09-01
Attori principali: George Clooney, Sydney Pollack, Tilda Swinton, Tom Wilkinson
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- Voto: 8.3/10 (7 voti)

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Trama:
Michael Clayton (George Clooney) è un avvocato speciale. Aggiusta le verità scomode per il suo studio, di fama mondiale, che sta attraversando un brutto periodo con una causa pericolosa. Quando il suo amico e collega Arthur Edens (Tom Wilkinson) si caccerà nei guai sarà chiesto a lui di rimediare in qualsiasi modo all’errore di quello che fino a quel momento era stato il miglior avvocato della città. Mentre Karen Crowder (Tilda Swinton) si preoccupa di come lo studio possa risentire del comportamento di Arthur, inquietanti retroscena faranno da sfondo alla vicenda che diventerà più intricata del previsto.

Recensione:
All’inizio fu George Clooney che, a parte la fiamma che ha acceso sul red carpet di Venezia, si è portato dietro in questo film il suo compagno di lavoro di sempre Steven Soderbergh (regista di tutti i capitoli Ocean’s nonché di Solaris e produttore di Intrigo a Berlino e Syriana) che ha dato una mano nella produzione insieme a Sidney Pollack che è anche attore in questo caso, recitando nel ruolo del capo di Michael Clayton, Marty Bach. La regia di Tony Gilroy al suo esordio,e va detto, è piuttosto malinconica e scura, tanto da catapultare quello che potrebbe essere un normalissimo thriller da pop corn in un’atmosfera tesa e palpabile. Michael Clayton è un personaggio complicato, non il classico avvocato senza scrupoli, ma chiaramente forgiato dalla vita e dai problemi di tutti i giorni, dall’assenteismo nei confronti del figlio (che come in molti altri casi supera il padre in sagacia) al vizio del gioco, ad un fratello che l’ha coperto di debiti e poi si è defilato. Anche l’avvocato ha le sue belle gatte da pelare dunque, supportato dalla splendida interpretazione di Tom Wilkinson nel ruolo di Arthur, un collega che si spoglia durante una testimonianza per protestare contro la condotta dello studio per cui lavora, degno di Peter Finch in “Quinto Potere” tanto da ricordarlo in più momenti, Clooney si trova perfettamente a suo agio anche in questa occasione e tolte le riviste patinate e i gossip accesi che poco c’entrano con il cinema, è l’ennesima prova di quanto gestisca i film da sala distratta in modo unico, senza che gli si ritorcano contro. Un thriller è sempre un thriller, non c’è da urlare al capolavoro, ma due ore e venti di spionaggio da foro, con la cattiveria innata di Tilda Swinson e il piacere di ritrovare mister Sidney Pollack sullo schermo cinematografico, salvano la sceneggiatura (che dovrebbe essere pane quotidiano di Gilroy, poichè nasce come scrittore dei vari capitoli dei “Bourne” di Matt Damon, e, infatti, si nota) che rispetto alla regia a volte si concede di tralasciare personaggi e farli cadere in un buco nero senza più riprendere le loro vicende. Come regista è decisamente una scoperta, tanto da coprire un po’ di strafalcioni. D’altraparte il film ci insegna che la verità può essere aggiustata.
Voto: 7
Ambra Zamuner

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