prova Dogville: film

Dogville

Dogville
Titolo originale: Dogville
Produzione: Francia, Danimarca, Norvegia, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia
Durata: 2h e 15'
Genere: Drammatico
Regia: Lars von Trier
Uscita: 2003-11-07
Attori principali: Nicole Kidman, Chloe Sevigny, Jean-Marc Barr, Lauren Bacall, Paul Bettany, Patricia Clarkson, Harriet Andersson
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- Voto: 7.8/10 (29 voti)

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Trama:
Una ragazza, Grace, scappa da un gruppo di gangster e trova asilo in una piccola e sperduta cittadina di montagna dove l'apparente facciata di cordialità degli abitanti nasconde un egoismo e una cattiveria degna dei peggiori esemplari della razza umana. Per gratitudine verso i cittadini prima, e per ricatto poi, si troverà a lavorare e ad essere umiliata e stuprata.
Recensione:
Un film orwelliano con un messaggio interessante e un finale imprevedibile, ma al contempo realizzato piuttosto maluccio. Il film è troppo lungo e inizia a essere decente solo a partire dal secondo tempo in poi, dove tuttavia presenta parecchie sequenza irreali.

Dogville è un film noioso e abbastanza mal diretto che vorrebbe essere originale e in controtendenza ma ci riesce solo in parte. Girato con un budget irrisorio (o almeno così sembra a giudicare dalle pessime scenografie) e basato su dialoghi piuttosto banali, è tuttavia insolito e potrebbe piacere a un certo tipo di spettatori anche grazie a una trama e a un messaggio molto particolari.

Le scenografie sono decisamente uniche, nel senso che è il primo film in cui si vede qualcosa di simile, ma questa frase non deve suonare come un elogio del film: le facciate delle case sono solo abbozzate, spesso lo sfondo è addirittura assente (completamente nero) e sono visibili solo pochi elementi (una panchina, una parte di un edificio, ecc.).

Parte del film è narrato in terza persona con una voce in sottofondo che espone il suo commento agli avvenimenti. E quando non è il narratore a proporre la sua visione delle cose è uno degli abitanti di Dogville. In ogni caso questa critica del regista al perbenismo e all'ipocrisia della società odierna trasmette uno spunto di riflessione meno interessante di quel che il regista sembra pensare (soprattutto nella prima parte). Il ritmo lento e pesante sembra voler sottolineare un'autorevolezza che in realtà non esiste e il risultato è quello di un film tutt'altro che commerciale, nel senso che al regista sembra non interessare il girare un film adeguato ai gusti del pubblico.

Il film migliora nella seconda parte, ma non abbastanza da farne consigliare la visione. La storia diventa più interessante e diventa chiara la connotazione orwelliana del tutto, ma in fin dei conti rimane un film noioso. Fa eccezione il finale che è veramente bello, imprevedibile, pieno di colpi di scena e piacevole da vedere e che è incredibilmente distante dal resto del film. Una vera manna per chi ha seguito il resto del film con insofferenza.

Insomma, un film discreto che sarebbe stato molto bello se combinato con scenografie normali, dialoghi più curati e soprattutto se fosse stato decisamente più breve: due ore abbondanti sono decisamente troppe per il messaggio che il regista voleva trasmettere. Da vedere, ma non senza una giusta dose di pazienza!
Voto: 7,5
Gik25

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