Voto medio: 70/10
Numero recensioni: 10

Recensioni

  • Gabriele - Voto: 5/10

    Annientare fisicamente e
    psicologicamente una persona non
    significa prestarle indifferenza. Sia
    chiaro. La lettura della società
    omertosa punto e basta non mi convince.
    Mi è sembrata centrale la
    contrapposizione tra 2 mondi: quello
    povero, rurale, formato da "brava"
    gente che lavora, ed un mondo per
    definizione malvagio, giustamente
    demonizzato e da cui star lontani. Alla
    fine DEI TITOLI DI CODA, non si è più
    certi di questo luogo comune. I minuti
    di fotografie che ritraggono povera
    gente in atteggiamenti in qualche modo
    violenti mi ha lasciato interdetto.
    Quale è il messaggio???
    Importante anche il concetto di
    autodeterminazione, mi spiego: se a
    Dogville lei si fosse fatta rispettare
    sin dall' inizio sarebbe successo tutto
    questo? Sicuramente no, la vittima e il
    carnefice a volte si abbracciano troppo
    stretti.

  • zaira - Voto: 3/10

    sono d'accordo con la recensione! film
    troppo lungo e noioso si poteva fare di
    meglio sia con la scenografia che con i
    dialoghi ottimo il contenuto

  • Resistance - Voto: 5/10

    Ritengo che il fulcro del film non sia
    la semplice ipocrisia sociale e la
    difficoltà nell'entrarne a far parte.
    Il messaggio è molto più sublime. Siamo
    noi a creare i nostri mostri. E' la
    società stessa che li crea, e noi, se
    accettiamo di farne parte, contribuiamo
    a tale processo di formazione. Chi si
    rifiuta di contribuire a tale subdola
    manipolazione (Tom), viene ghettizzato,
    etichettato come diverso, screditato.
    diviene vittima del controllo sociale. A
    questo punto è di fronte a un bivio:
    diventare come loro o
    soccombere.omologarsi alla massa o
    esserne inghiottito. E più individui si
    omologano, più mostri vengono a
    crearsi.Mostri che spesso finiranno per
    distruggere la società stessa che li ha
    creati. una critica sociale sublime e
    una riflessione eccellente sul controllo
    sociale.

  • Gabi - Voto: 9/10

    Sono assolutamente d'accordo con
    David...recensione ignobile,
    superficiale, incompleta

  • david - Voto: 9/10


    ignobile recensione,degna di chi manca
    di sensibilità artistica e soprattutto
    vitale.

  • stefania - Voto: 8/10

    penso non potrebbe esistere una città
    diversa da Dogville. si sà, la società è
    piena di immondizia e nessuna sembra
    volerla raccogliere, o peggio, nessuno
    sembra proprio vederla. la sottilezza
    del tema evidenzia in maniera profonda
    il significato del film. io sono rimasta
    stupita pocanzi la fine del film, ma
    riflettendoci bene, il significato del
    film era lampante. la gente vede, sente
    ma è come se questi due sense non li
    appartengano, perchè preferiscono
    continuare a far finta di
    niente...l'indifferenza è il problema
    di ogni realtà sociale. penso che il
    film sia una sottile critica
    all'ipocrisia della società. nonostante
    gli sforzi, i lavori e l'anima che
    metti per esserne parte, l'indifferenza
    è comunque più forte di ogni altra cosa.
    un film veramente profondo...forse
    troppo profondo per essere capito da
    tutti.

  • andrea - Voto: 9/10

    film surreale e molto riflessivo, film
    molto educativo

  • sharky - Voto: 6/10

    il finale a sorpresa è la cosa più
    "giusta" nel film. la vendetta finale
    non poteva essere l'inizio del film?
    questo giustificava il guardarlo! se il
    villaggioè una rappresentazione della
    mentalità chiusa umana, è azzeccato.
    altrimenti è una palla!

  • luciano - Voto: 8/10

    ATTENZIONE: SPOILER/FINALE
    ATTENZIONE: SPOILER/FINALE
    ATTENZIONE: SPOILER/FINALE
    ATTENZIONE: SPOILER/FINALE




    Una pecorella, che subisce senza
    reagire, ma che è in realtà un lupo ben
    più feroce di quanto ci saremmo
    aspettati...

  • Silvi - Voto: 7/10

    Per tutto il film non ho fatto altro che
    pensare a quanto stupido era stato il
    regista. Poi mi sono dovuto ricredere:
    da metà in poi si inizia a notare il
    crescendo Orwelliano, poi Grace scopre
    le sue carte. Chi è veramente Grace? Una
    nobile fanciulla tanto dolce e
    sottomessa? O una donna crudele che
    cerca di fuggire da se stessa
    rifugiandosi in mezzo a gente che
    credeva migliore? è questa
    l'interpretazione che molti hanno dato
    al film. E in parte è innegabile che sia
    così. Insomma, davvero notevole.