prova Black Sheep: film

Black Sheep

Black Sheep
Titolo originale: Black Sheep
Produzione: Nuova Zelanda
Durata: 87'
Genere: Commedia, Horror
Regia: Jonathan King
Uscita: 2008-09-19
Attori principali: Danielle Mason, Peter Feeney, Nathan Meister, Matthew Chamberlain, Tammy Davis, Oliver Driver, Glenis Levestam, Jono Manks, Kevin McTurk
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- Voto: 6.2/10 (6 voti)

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Trama:
Henry Oldfield torna dopo 15 nel paese natale in campagna. Terrorizzato dalle pecore a causa di un trauma subito da piccolo, cede la sua parte della fattoria al fratello, Angus, che porta avanti alcuni esperimenti genetici su una mandria. Due ambientalisti ed animalisti , Experience e Grant, indagano sugli orribili studi che Oldifield e i colleghi portano avanti e, per incastrarli, rubano del materiale dal laboratorio, ovvero un agnellino che, durante la loro fuga, aggredirà Grant, morsicandolo. Gli effetti sono inaspettati: il ragazzo prende lentamente le sembianze di un ovino e diventa molto violento. La stessa sorte toccherà a tutti coloro che verranno aggrediti e alle pecore che diverranno spietate.
Recensione:
Jonathan King, neozelandese, firma al suo esordio un horror splatter dai risvolti umoristici e dalle situazioni improbabili. Lo fa con inconfutabile ma in parte latente abilità, scrivendo anche la sceneggiatura, abbastanza confusa e non convincente quanto la regia. E' la fiacchezza della narrazione ad evitare la riuscita del film, la mancanza di una comicità esilarante che vada ad aggiungersi all'umorismo del contorno: vedere le pecore all'attacco può far sorridere ma lo spasso finisce lì, non una battuta convincente, nè una sequenza particolamente divertente. Troviamo riferimenti soprattutto a due delle più grandi opere della cinematografia orrorifica, "L'alba dei morti viventi" di Romero e "Gli uccelli" di Hitchcock. La "semi-parodia" però non funziona. Già Edgar Wright nel 2004 aveva sperimentato qualcosa del genere con "L'alba dei morti dementi", incalzante e spassoso, grazie all'equilibrata miscela di humor e azione. Qui i "valori" sono sfalsati, a tratti ci si annoia, a tratti si incurvano un pò le labbra e più volte si è disgustati. Anche l'utilizzo dei personaggi non è corretto e la loro caratterizzazione appena sfumata: Experience, fissata con la filosofia orientale, risulta tutt'altro che simpatica (ed è doppiata anche male); i due fratelli non sembrano legati da alcun vincolo familiare, e appaiono come due nemici che si disprezzano. Nulla da ridire sulla fotografia di Richard Bluck e sulle musiche di Victoria Kelly, perfette. Lodevole anche il trucco per l'eccellente realizzazione delle disgustose creature. Non bastano però corpi straziati e viscere divorate da ovini per coinvolgere ed accontentare il pubblico; andava tutto sfruttato in modo migliore, con maggiore ironia (a volte sembra che King prenda tutto troppo sul serio) e magari più originali trovate visive e artifici registici. Ci si poteva sbizzarrire insomma, ma si è preferito mantenere la calma.
Voto: 6
Riccardo Balzano

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