Fine di una storia,di una vita,di un
mondo.cioè morte.di cui si sente
l'odore per tutto il film.il microcosmo
aperto di una radio attraverso il quale
passano vite,persone,figure,prese da
Altman tutte insieme,come è solito
fare.Un altro film corale dei suoi.Un
altro film di musica e sulla
musica(country e folk).Ma stavolta senza
indignazione nè rabbia,nè
disperazione.Anzi quest'ultima forse un
po'.E' il suo ultimo film,e gli studi
di quella radio(che nella realtà
trasmette per davvero da più di
trent'anni nei paesi
anglosassoni,sempre in diretta,e ancora
oggi)si confondono con l'idea del suo
ultimo set,altro microcosmo complesso e
strapopolato : la scena in cui Kevin
Kline stappa una bottiglia e si
scusa,con qualcuno che noi non possiamo
vedere,per il tappo schizzato proprio
fuori dall'inquadratura è
significativa.Un veloce passaggio di
metacinema che sembra quasi un lapsus,ma
non lo è : in tutto il film aleggia,più
o meno sotterranea, quaesta emozione.si
chiude baracca,ci si fa un parcheggio
qui,al posto del teatro.si chiude un
epoca irripetibile nella mente di chi
l'ha vissuta.tutto questo attraversato
ed espresso da
ironia,umorismo,malinconia,cinismo,rasse
ganzione.tanti aspetti convivono,tanti
quasi quanto sono i personaggi.tutti
bravi a mio avviso gli attori.Mamma mia
quanto m'è calata la scrittura
seria.facciamo che ve lo vedete e bon.è
del 2005 mi pare,l ho visto un poco
prima di andare a vedere Volver di
Almodovar,ho trovato subito questi due
film complementari,anche se diversissimi
tra loro,è stato bello vederli così di
seguito : quindi vedetevi anche Volver
che è una cosa pazzesca.davvero.