Il bravo attore Bill Murray si trova qui
ad abusare della sua espressione,
diciamo così, "riflessiva", tanto
riflessiva dal divenire...catatonica.
Sono andata a vedere il film senza
saperne assolutamente nulla, insieme a
tre amici dai gusti molto vari: ebbene,
siamo rimasti tutti a bocca aperta, a
film terminato(uno dei tre credeva
addirittura di essere solo al primo
tempo!) La storia appare appena
accennata, i sentimenti abbozzati, non
approfonditi. Non si capisce se
l'espressione impassibile,
malinconicamente immutabile del
protagonista, sia legata al pensiero
della virtuale paternità o se sia un
patrimonio personale del personaggio. Il
risultato, comunque, è una certa
distanza comunicativa, la sensazione di
qualcosa di irrisolto, che lo spettatore
non può fare a meno d'avvertire.