Voto medio: 13/10
Numero recensioni: 2

Recensioni

  • Cristina - Voto: 9/10

    Caro Ivo, definirei patetico il tuo
    pensiero e non il film. Non è poi così
    irreale come credi. Non guardare il pelo
    nell'uovo (i bambini perfetti e
    stupidaggini del genere), entra
    nell'anima della persona e cerca di
    guardare ciò che c'è dietro. Io l'ho
    vissuto personalmente e ti assicuro che
    questo film è molto, molto realistico.
    Mi spiace che tu non abbia mai vissuto
    un grande amore. Un sentimento che ti
    prende l'anima. Nella tua vita manca un
    pezzo.
    Cristina

  • Ivo - Voto: 3/10

    Il film si presenta come la
    trasposizione cinematografica di un
    testo della Ferrante. Olga, quarantenne
    abbiente sposata e madre di due bambini,
    viene improvvisamente abbandonata dal
    marito. Da questo momento inizia una
    vera e propria "discesa negli inferi",
    dove l'abbandono viene vissuto dalla
    protagonista come un misto di sensi di
    colpa, inadeguatezza, irresponsabilità
    nei confronti della famiglia (compreso
    il cane), disperazione e "vuoto di
    senso".
    Nonostante la trama si presenti come un
    drammatico viaggio all'interno di se
    stessi, delle proprie convinzioni e
    sicurezze, del proprio passato e del
    proprio presente il film non riesce mai
    a superare veramente un senso patetico
    più che drammatico dei personaggi.
    Questi, infatti, sono sempre
    pericolosamente in bilico tra
    un'ostentata drammaticità e la gag
    facile, risultando il più delle volte
    delle "macchiette" deboli e surreali.
    Molti personaggi appaiono nel film senza
    che questo ne sveli il senso della loro
    presenza (basti pensare alla clocharde
    che gira nel parco e che sembra ogni
    volta voler essere un rimando simbolico
    a chissà che cosa). I personaggi
    principali sono poi una vera catastrofe.

    La Buy, senz'altro brava, non può
    reggere una sceneggiatura impastata e
    infarcita di continue barzellette
    moraleggianti (agghiaccianti le frasi
    fuori campo con "spiegazione dei
    sentimenti per deficenti presenti in
    sala"). A parte qualche scena più o
    meno piacevole risulta irritante con
    questa "mise" mesta, affranta,
    assolutamente irreale. Non convincente
    (né convinta). Zingaretti (povero) ha
    delle battute così cretine che qualsiasi
    attore di qualsiasi spessore dovendo
    proferire tale mole di idiozie ne
    rimarrebbe sepolto.
    Non convincono, poi, i bambini (sempre
    perfetti), la mamma di lei (una specie
    di fattucchiera che fa la promoter al
    video telefono della telecom), il povero
    Bregovich (timido e dimesso nella vita,
    geniale artista sul palco)...
    Insomma, a parer mio il film di Faenza
    sarebbe meglio non vederlo, se non altro
    perché non si può augurare a nessuno
    (neanche al proprio peggior nemico) di
    assistere al passaggio etereo del
    fantasma del cane amato su un palco dove
    sta rinascendo l'amore: TRASH!!!