L'Attimo Fuggente

Voto medio: 8/10
Numero recensioni: 49

Recensioni

  • TINA 92 - Voto: 10/10

    Qst film ci strasmette il vero valore della libertà ke ogniuno di noi dovrebbe avere. Nella vita si devono inseguire i propri sogni, andare al di là dell'orizzonte.nn possiamo morire senza prima aver vissuto la nostra vita fino in fondo.Attraverso la poesia si può esprimere tutto ciò ke abbiamo dentro....meglio cogliere l'attimo ke pentirsi x tutta una vita di nn averlo fatto!!!

  • anonimo - Voto: 10/10

    stupendo

  • fortunati lorenzo - Voto: 10/10

    è il migliore film che abbia visto. il suicidio di neil mi fa pensare che ci sia qualcosa di sbagliato. ovviamente l'atteggiamento del padre e della società del tempo (e anche di oggi). ma keating avrebbe dovuto preparare neil e tutti i ragazzi alla sconfitta. neil avrebbe potuto risolvere le cose in molti altri modi. il suicidio è sempre sbagliato. chi accende il fuoco in un camino deve anche aprire la cappa e scaldarla. così keating doveva infondere una speranza nei suoi studenti, un punto fermo sul quale poggiare, qualsiasi cosa fosse accaduta. quella intera classe avrebbe potuto essere un punto sufficientemente fermo, sarebbe bastato parlarne.

  • monia 93 - Voto: 8/10

    oggi 15 aprile 2009 ho visto a scuola il film "l'attimo fuggente", perciò sono enrata a far parte di tutti coloro che l'hanno commentato. credo che questo film mi abbia fatto capire davvero che parole e idee possono cambiare il mondo...spero un giorno di riuscirci. premettendo che la scena del suicidio di quello studente di nome Nil (non so se è scritto così) è stata triste e abbastanza tremenda per il suo significato, ho capito che a volte i giudizi, le parole e l'insistenza dei genitori sui figli a dover fare delle scelte a favore loro e non dei figli,rendono la vita, in questo caso essendo una quindicenne parlo per quelli della mia stessa età,non più libera e non più in grado di essere chiamata vita...perchè quest ultima ha il significato in se stessa e si spiega nelle azioni di tutti i giorni e soprattutto nelle idee e nei sogni che ogni ragazzo vorrebbe avverare e mettere in pratica. nil di notte si alza, prende la pistola del padre e decide di farla finita solo perchè i suoi genitori non gli hanno permesso di inseguire il suo sogno...cioè di recitare...ecco...secondo voi un ragazzo, all'incirca della mia età, deluso e amareggiato per la severità del padre e del suo sogno irrealizzabile, quale libertà può avere nella sua vita?? i genitori, quelli però che non sono degni di essere chiamati tali, quelli non saggi, non comprensivi nei confonti, proprio, dei loro stessi figli danneggiano e terminano con le loro proibizioni la vita di giovani che possono cambiare il mondo in positivo! ciao

  • Giuseppe Madronte, Liceo Classico, Calta - Voto: 10/10

    IN QUELLA CAVERNA SCURA di Giuseppe Madronte, I D ”O capitano, mio Capitano”, ecco gli incliti versi di Walt Whitman, da cui trae ispirazione Weir. Il professor Jhon Keating diviene figura di spicco, modello ideale. La poesia, sembra dirci, “non e’ indispensabile, nè di grande utilità per l’uomo, ma, se usata con senso, può rivelarsi una fonte di ricchezza inestimabile per l’animo” (Parini). Per Keating è una molla capace di cambiare il mondo, è l’essenza stessa dell’uomo, pone interrogativi esistenziali attuali, insegna a cogliere ”L’attimo fuggente”. E’ significativo che, per gli studenti della Welton Accademy, il processo di sviluppo e di liberazione da certi stereotipi venga affidato proprio a questo genere letterario, tradizionalmente relegato tra i noiosi obblighi scolastici. Un componimento poetico non è la semplice trascrizione di uno spontaneismo dettato dall’emozione, bensì la rilettura soggettiva dell’artista; è ormai anacronistica, pertanto, la pretesa di propinare versi stantii da imparare passivamente a memoria o da interpretare “sulla linea delle ascisse e delle ordinate”. Il film esprime in modo efficace obiettivi fondamentali per la crescita umana e sociale. Bisogna rituffarsi nel mondo incontaminato dell’ispirazione immediata, soltanto attraverso questo canale i giovani impareranno a coniugare la voce della propria anima con le innovazioni tecnologiche, da cui sono costantemente abbagliati nell’era della multimedialità. Uscire dall’anonimato, essere sé stessi, emozionarsi di fronte all’amore di Catullo per Lesbia, a quello di Orazio per Leucònoe, a quello impetuoso e passionale di “Romeo e Giulietta”, oppure al dramma di ”Antonio e Cleopatra”, travolti dal desiderio carnale del quale sono stati vittime. Scoprire un “nuovo” Catullo, un “nuovo” Orazio, un “nuovo” Shakespeare, insomma, e, con loro, proseguire il glorioso cammino che trasforma il sentimento in arte. Quanti adolescenti, però, in questa società dissacrante di ogni valore, avranno il coraggio di rivelare ai loro coetanei questa predilezione culturale? Troveranno dei cultori disposti a rigenerare la ”Setta dei Poeti Estinti”? Come darle linfa vitale? Sogni, eppure, prima sui banchi dell’accademia e poi “In quella Caverna” illuminata da fioche luci, la poesia assume un ruolo imprescindibile … E’ realtà solo nel film? Domande senza risposta, eppure essa è la voce delle sensazioni più nascoste, “una bacchetta magica che fa svanire gli ostacoli” (Marcel Achard) … la poesia è tutto questo e molto di più.

  • Matilde Perriera - Voto: 10/10

    L’ATTIMO FUGGENTE, TODD ANDERSON HA VINTO di Matilde Perriera 129 minuti bastano a Peter Weir per sfidare, con “L’Attimo fuggente”, gli atavici conflitti giovani-scuola, insegnanti-alunni, genitori-figli. Robin Williams nell’energica interpretazione del Prof. Keating: “Sono salito sulla cattedra … dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse proprio quando crediamo di sapere qualcosa”. Spettacolare metafora contrastiva tra uccelli che prendono il volo, si librano nell’aria, invadono lo schermo e studenti soffocati dalla roboante sonorità della Welton Academy. Tradition, Honor, Discipline, Excellence, i ragazzi devono uniformarsi a regole imbalsamate, schemi costrittivi, libertà di pensiero soffocata, aspirazioni manipolate, futuro pianificato. 1959, ventata di aria fresca tra le fredde pareti, arriva il piano di studi appassionato e coinvolgente di John Keating: “chi ha avuto un professore come lui ne ha risentito l’influenza per tutta la vita, chi non l’ha avuto l’ha sempre sognato” (Tullio Kezich). Lo scontro: tradizione e passione, disciplina e leggerezza, onore e ironia, eccellenza e amore. Il nuovo docente contesta l’anacronistica metodologia del Prof. Prichard, fa strappare l’introduzione dei loro libri: la poesia, musica dell’anima, si effonde tramite i versi, mai analizzarla sul sistema delle ascisse e delle ordinate, bisogna “percepire il lieve bisbiglio dell'arte, succhiare tutto il midollo della vita”. L’ozioso passatempo di pochi “albatri” diviene forza propulsiva, fulcro per sviluppare lo spirito creativo, premessa per una più indovinata e fertile scelta di vita. Gli studenti imparano a godere di ogni attimo e ridanno linfa vitale alla ”Deat Poet Society”, tuttavia il vento delle ribellione soffia, sconvolge, distrugge chi ha tentato di spezzare le catene. Neil Perry, novello Puck, infatti, consolida la propria vocazione teatrale, ma Il Sogno di una notte di mezza estate provoca l’opposizione paterna, il suicidio, il licenziamento del “profeta”, l’inasprirsi dell’oppressione, l’elogio della delazione. Clamorosa sconfitta? Forse, eppure, mentre il sipario si cala sul professore che, a spalle curve, lascia le pareti asfittiche, quel "capitano, mio capitano" che dà voce al sentimento profondo di Todd, finora vittima impotente delle severe restrizioni e “incapsulato” dal nichilistico confronto con il fratello maggiore, rappresenta la vittoria morale sull'ipocrisia dell'ambiente, sull'assurdo oscurantismo dei valori e della sensibilità … e, con lui, uno dopo l’altro, tutti sui banchi, ormai consapevoli delle loro passioni più profonde, decisi a rivendicare la libertà dello spirito. I “magnifici sette” sono “cresciuti”, finalmente hanno recuperato il loro “io” … Come gli uccelli, pronti a spiccare il volo, a potenziare le loro ali …

  • anonimo - Voto: 9/10

    questo film mi è piaciuto molto perchè mi ha fatto riflettere sul valore della vita e mi ha lasciato un messaggio molto importante. ps:mi piacerebbe avere prof keating

  • ? - Voto: 8/10

    e carino indubbuamente .. . .ma nn vi pare che questo film sia un pò stranuccio ? l'ho trovato diverso dagli altri ma non so perchè . . .. . . voi lo sapete ???????rx

  • anonimo - Voto: 9/10

    ho appena visto a scuola questo film e mi è parso semplicemente fantastico, intenso, profondo e colmo di emozioni e sentimento . Magnifica l' interpretazione di R.williams. COLORO CHE GIUDICANO QUESTO FILM NIENTE DI SPECIALE, RIDICOLO O QUANTALTRO NON HANNO CAPITO PROPRIO NIENTE..... l' attimo fuggente ci insegna a cogliere l'attimo e quindi di non privarci di tutte le occasioni e le opportunità che la vita ci presenta(in particolar modo noi adolescenti ancora pieni di sogni e di speranze ). l'altro tema fondamentale è la poesia interpretata come fulcro necessario per far nascere e accrescere il nostro lato di creatività ..... .....by anonimo disperato !!!!!!!!!!!

  • GIAMPIERO - Voto: 10/10

    Chi dice che è noioso e brutto non ha capito una mazza.Rispetto sempre l'opinione altrui ma questo film è un capolavoro!!L'avrò visto 6-7 volte ed ogni volte mi trasmette delle emozioni profondissime e mi commuove.Un messaggio profondo,vero e ancora attuale sul significato della vita.Da far vedere a tutti i professori e genitori che ancora oggi nel 2008 e sono tanti vogliono gestire e condurre la vita dei figli e studenti secondo regole standardizzate per tutti invece di aiutare ad esprimere al massimo ogni nostra singola individualità!! IL PIU' BEL FILM CHE ABBIA MAI VISTO SENZA ALCUN DUBBIO!

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