Voto medio: 11/10
Numero recensioni: 1

Recensioni

  • Leo Pellegrini - Voto: 10/10

    Cosa ci ha voluto trasmettere il regista
    coreano con questo film surreale e
    paradossale? Mostrarci l’innocenza
    nascosta nei cuori dei suoi personaggi?
    Analizzare i giovani di oggi, così
    affamati di esperienze? Illustrare
    l’incontro-scontro tra pedofilia e amore
    paterno, tra sesso e senso di colpa?
    Affermare che la nostra è un’epoca in
    cui non abbiamo bisogno di uno scopo
    preciso per vivere, che nella realtà in
    cui ci troviamo non ci sono né un motivo
    né un tempo per voltarsi a capire quando
    le cose hanno cominciato ad andare male?
    Sottolineare il divario tra le diverse
    generazioni, la loro incomunicabilità?
    Raccontare semplicemente una storia
    d’amore e di violenza? Probabilmente
    tutto questo e altro ancora. L’elenco,
    come sempre nei film di Kim Ki-duk,
    potrebbe continuare e ogni spettatore
    vedrà nel film cose diversissime
    (vojeurismo, dolore e disperazione,
    meditazione, perversione
    piccolo-borghese, dissoluzione dei
    rapporti umani…), cose da accettare o
    rifiutare: restando però sempre
    affascinato da quanto vede e da quanto
    uno dei migliori registi oggi in
    circolazione gli fa percepire.