Ciao, ho visto il film proprio ieri e
devo dire da convinto cinefilo e da
studente di comunicazione di aver
apprezzato decisamente questa
trasgressiva opera di Cronemberg.
Conoscevo già il regista canadese per "
La Mosca" e per "Videodrome", da me
studiato in un recente esame di
antropologia visuale. Beh! Che dire, ce
ne sarebbero di cose da dire. Imponente
prodotto culturale che esplora quelli
che sono i più profondi strati
dell'inconscio, alla ricerca degli
aspetti più immanenti e perversi della
natura umana. Una natura che arriva a
scontrarsi ma poi ad interconnettersi
con gli aspetti materialistici delle
nuove tecnologie, alla ricerca del
nuovo, del rinnovamento fisico,
spirituale, sessuale e forse anche
mistico; al fine di raggiungere un'
opera sincretica mutante e plasmata.
Materialismi uniti a spiritualità
eccentriche che esplicitano il senso
immane del peccato morale, della
perversione, dell'erotismo più
irrefrenabile, della spiccata ed
interminabile voglia di orgasmo. Il
piacere intenso unito al dolore, la
passione alla sofferenza più
inconcepibile; il tutto, in una sorta di
devastante sopraffazione da parte degli
istinti sulla razionalità morale.
Cronemberg riproduce ciò che era stato
fatto già da Kubrik con "Arancia
Meccanica". Dove finirà l'uomo?
Domanda eterna ed esistenziale. Diverrà
forse vittima dei più potenti, nonchè
devastanti aspetti del nuovo
tecnologico? Uno dei primi precursori
nonchè antesignano di questo nuovo
interrogativo, che pone l'uomo al
cospetto di una visione futuristica;
dove il ciò che ha creato potrebbe
dominarlo e distruggerlo. Ricordate le
mostruose frequenze di Videodrome che
generavano esseri vegetali senza più
dignità, privi di ogni forma di
indipendenza, vittime irrecuperabili del
male tecnologico assoluto. Metamorfosi
"kafkiane" che portano al punto di non
ritorno, che lascia spazio soltanto a
forme reiterate della drammaticità
esistenziale. Cronemberg esamina con
profonda genialità quelli che sono gli
aspetti più minuziosi della curiosità
umana, della volontà irrefrenabile di
ciò che non risulta essere normalità ma
che arriva ad esistere nella realtà
concreta. La scoperta del piacere
infinito, delle forme sacrileghe ed
inarrestabili dell'agire umano,
dell'Eros e del Thanatos; la riscoperta
del mito della gioventù bruciata di
"ieri". Qual'è il fine ultimo
dell'uomo sulla terra? Davvero si può
pensare che la massima realizzazione di
esso sia quella di fermarsi ad un metro
da un muro, guidando a 180 km/h? Oppure
fare sesso ininterrottamanete con
pratiche orgiastiche e sadomasochismi
fino alla follia e perdipiù dopo aver
provato l'adrenalina del poter morire?
Cronemberg ci fa porre questi
interrogativi di fronte ad una realtà
distorta, dove i legami sociali
risultano essere profondamente
superficiali ed asettici, quasi fittizi.
Automi alla ricerca del bisogno estremo
senza più razionalità, dovere, spinti
dall'insaziabile fame di trasgessione,
di rottura degli schemi, con inoltre la
possibilità paradossale di poter vivere
anche una storia d'amore. Bel film,
originale, provocante che esplora con
superbia e determinazione i meandri
dell'io più impensabile.