Voto medio: 9/10
Numero recensioni: 2

Recensioni

  • Giula - Voto: 5/10

    Generalmente incomprensibile, farsesco,
    ironico e malinconico. La quasi
    sufficienza la conquista nel finale.

  • Leo Pellegrini - Voto: 3/10

    "I heart Huckabees" è un film
    completamente schizzato: l‘intento è di
    essere ironico, irriverente, spiazzante,
    oltraggioso, iconoclasta, imprevedibile,
    surreale… Ma è solo un gran pasticcio
    logorroico dove si discute continuamente
    di idealismo e concretezza,
    collettivismo e individualismo,
    altruismo ed egoismo, armonia e
    contrasto, unità e interconnessione,
    essenzialità e futilità, coscienza e
    realtà… I cultori de “Le profezie di
    Celestino”, dell’ “Avere o essere” di
    Fromm, dell’esistenzialismo sartriano,
    delle filosofie indo-tibetane avranno di
    che deliziarsi (o irritarsi?).
    Lo sceneggiatore e regista David O.
    Russell al suo quarto film ha voluto
    realizzare un’opera che fosse allo
    stesso tempo divertente e impegnata: tra
    una risata e l’altra lo spettatore
    dovrebbe interrogarsi su quale sia il
    significato della vita. Personalmente, a
    me il film non ha strappato una risata,
    mi ha annoiato e infastidito per la sua
    mancanza di ritmo e l’abbondanza di
    parole: certamente non mi ha indotto a
    pormi quesiti essenziali sulla mia
    esistenza e sul senso delle cose.

    Il cast è, come si dice, stellare.
    Dustin Hoffman, Isabelle Huppert, Naomi
    Watts, Mark Wahlberg, Jude Law, Lily
    Tomlin, Jason Schwartzman… Ognuno di
    loro è in grado di sostenere un film da
    solo, ma qui si elidono a vicenda e
    appaiono tutti sprecati.