Sparta e Onore Militare
Autore:
Gik25
Tipo:
Articolo
Tra le varie citt stato dell’antica Grecia, Sparta si fece notare in modo particolare, passando alla storia come uno dei più forti imperi di sempre. La storia dipinge i suoi guerrieri come protagonisti di battaglie e vittorie leggendarie, possibili solo grazie a una forte disciplina e a una struttura sociale particolarissima.
Sparta infatti anche l’emblema di governo militare. La societ e lo stato erano organizzati in modo tale da favorire l’arte della guerra sopra ogni cosa. Per gli spartani morire in guerra era considerato il massimo onore, la famiglia quasi non esisteva e tutti erano considerati uguali (e la legge garantiva che ci avvenisse in pratica).
Sia maschi che femmine venivano abbandonati nei boschi, e lasciati morire, se non erano fisicamente perfetti. I maschi venivano tolti alle famiglie poco dopo la nascita e allevati in caserma, dove ricevevano un’educazione rigidissima ai valori morali, soprattutto all’amor di patria e all’onore.
In caserma i pasti erano scarsi, e la disciplina ferrea oltre ogni immaginazione, per abituare i giovani soldati alla resistenza e all’ubbidienza.
Gli spartani si distinguevano in schiavi e iloti. Gli schiavi provenivano in parte da Messenia (una citt confinante) e in parte da altre citt stato greche. I cittadini di Sparta erano gli “Iloti”, il termine che tradotto letteralmente significa “gli eguali”, non avrebbe potuto essere più corretto: tutte le case erano uguali e cos tutti i redditi e tutti i terreni. L’idea che la gente non doveva avere motivi per invidiare il prossimo e questa idea era messa in pratica alla lettera, basti pensare che persino il Re e i calzolai avevano una casa identica. Erano vietati i commerci con l’estero e ogni altra fonte di ricchezza che non si fosse potuta controllare e dividere tra tutti.
Sparta era dunque in un certo qual senso molto vicina al Fascismo (per disciplina e idee) e al Comunismo (per l’idea di uguaglianza e altri ideali simili)
Il re godeva di poteri assoluti ma veniva cambiato ogni anno e processato al termine del suo mandato.
La fama di Sparta di avere un esercito forte ben nota ai pi, tuttavia forse in pochi sanno che tale fama veramente ben riposta. L’episodio storico che meglio documenta il valore militare e l’onore dei soldati spartani sicuramente quello del passo delle Termopili.
Le Termopili sono un passo montano della Tessaglia, una regione a della Grecia centro orientale. L’importanza tattica di questo valico era enorme: durante le guerre Persiane nel 480 a.c. numerose citt stato greco vi concentrarono le loro forze nel disperato tentativo di resistere all’attacco del re persiano Serse. Per tre giorni l’esercito Greco, sotto la guida del re spartano Leonida, resistette all’incredibile potenza dell’esercito persiano di gran lunga in soprannumero.
Il terzo giorno un traditore greco permise a Serse di aggirare l’esercito greco, passando per un valico segreto, e accerchiarlo su entrambi i lati. Leonida venuto a conoscenza della situazione non si arrese ma ordin al grosso dell’esercito di ritirarsi e rimase ad attendere l’arrivo di Serse da solo con trecento spartani.
Forse a prima vista non chiaro il motivo di tanta gloria nel racconto di questa vicenda che si concluse ovviamente con la morte di tutti i trecento spartani. La cosa diventa tuttavia leggendaria quando si analizzano i rapporti numerici di grandezza dei due eserciti. L’esercito greco era di qualche migliaio di unit, probabilmente tremila o quattromila. Quello guidato da Serse era qualcosa di immenso: sappiamo rinfacci che per ogni soldato greco c’erano 60 soldati persiani! Sappiamo inoltre, dalle testuali parole degli storici, che “gli arcieri persiani sono cos tanti che quando sparavano oscuravano il sole”. Quando a Leonida venne riferito rispose: “Meglio all’ombra combatteremo meglio!”. Se ora chiaro quanto indomito fosse l’onore e il coraggio di questi uomini, l’impresa che portarono a termine in quei giorni davvero qualcosa che non lascia sul loro valore.
La battaglia
Il primo giorno Serse tent di avanzare senza alcuna tattica, contando semplicemente sulla superiorit numerica. Solo a sera, dopo numerosi tentativi falliti decise di rimandare la battaglia al giorno seguente. Si contarono numerose perdite nell’esercito persiano, forse 5000 o pi, pochissime, al contrario, quelle subite dai greci.
Il giorno dopo Serse ordin alla sua guardia d’elite di andare in prima linea a combattere e minacci pene severe per chi si fosse ritirato e promise ricompense enormi in caso di vittoria.
Fu una strage! Ancora una volta i greci vinsero costringendo i persiani alla ritirata e a sospendere le ostilit gi nel primo pomeriggio. I morti tra le file persiane superarono quelli del giorno precedente.
Fu solo grazie al tradimento di un greco, che Serse pot prendere i greci alle spalle dopo averli aggirati attraverso un valico segreto. Avrebbe potuto tirare dritto senza combattere, ma voleva ripagare i suoi uomini demoralizzati da tante sconfitte mostrando che anche gli spartani erano in fin dei conti mortali.
Il terzo giorno strinse i greci tra due fronti. Ritirato il grosso dell’esercito, rimasero solo trecento uomini ad affrontarne più di 100.000! Perdippi i trecento spartani erano presi da due lati e dagli altri due avevano una montagna a picco e uno strapiombo. Leonida non si arrese!
Oltre ai trecento spartani, quel giorno morirono 20.000 persiani! La battaglia rese per sempre celebri il passo, Leonida e l’incredibile valore di quei soldati.
Fu proprio il sacrificio spartano condusse i greci a un’ancor più incredibile vittoria sui persiani. Tanto che se si considera anche che una fortissima tempesta aveva affondato oltre duecento navi persiane, ancor prima che sbarcassero in Grecia, l’intera vicenda sembra quasi mitologica.
Ma come si suol dire “la fortuna aiuta gli audaci” e pochi possono vantare maggior coraggio di quegli uomini…
Sparta infatti anche l’emblema di governo militare. La societ e lo stato erano organizzati in modo tale da favorire l’arte della guerra sopra ogni cosa. Per gli spartani morire in guerra era considerato il massimo onore, la famiglia quasi non esisteva e tutti erano considerati uguali (e la legge garantiva che ci avvenisse in pratica).
Sia maschi che femmine venivano abbandonati nei boschi, e lasciati morire, se non erano fisicamente perfetti. I maschi venivano tolti alle famiglie poco dopo la nascita e allevati in caserma, dove ricevevano un’educazione rigidissima ai valori morali, soprattutto all’amor di patria e all’onore.
In caserma i pasti erano scarsi, e la disciplina ferrea oltre ogni immaginazione, per abituare i giovani soldati alla resistenza e all’ubbidienza.
Gli spartani si distinguevano in schiavi e iloti. Gli schiavi provenivano in parte da Messenia (una citt confinante) e in parte da altre citt stato greche. I cittadini di Sparta erano gli “Iloti”, il termine che tradotto letteralmente significa “gli eguali”, non avrebbe potuto essere più corretto: tutte le case erano uguali e cos tutti i redditi e tutti i terreni. L’idea che la gente non doveva avere motivi per invidiare il prossimo e questa idea era messa in pratica alla lettera, basti pensare che persino il Re e i calzolai avevano una casa identica. Erano vietati i commerci con l’estero e ogni altra fonte di ricchezza che non si fosse potuta controllare e dividere tra tutti.
Sparta era dunque in un certo qual senso molto vicina al Fascismo (per disciplina e idee) e al Comunismo (per l’idea di uguaglianza e altri ideali simili)
Il re godeva di poteri assoluti ma veniva cambiato ogni anno e processato al termine del suo mandato.
La fama di Sparta di avere un esercito forte ben nota ai pi, tuttavia forse in pochi sanno che tale fama veramente ben riposta. L’episodio storico che meglio documenta il valore militare e l’onore dei soldati spartani sicuramente quello del passo delle Termopili.
Le Termopili sono un passo montano della Tessaglia, una regione a della Grecia centro orientale. L’importanza tattica di questo valico era enorme: durante le guerre Persiane nel 480 a.c. numerose citt stato greco vi concentrarono le loro forze nel disperato tentativo di resistere all’attacco del re persiano Serse. Per tre giorni l’esercito Greco, sotto la guida del re spartano Leonida, resistette all’incredibile potenza dell’esercito persiano di gran lunga in soprannumero.
Il terzo giorno un traditore greco permise a Serse di aggirare l’esercito greco, passando per un valico segreto, e accerchiarlo su entrambi i lati. Leonida venuto a conoscenza della situazione non si arrese ma ordin al grosso dell’esercito di ritirarsi e rimase ad attendere l’arrivo di Serse da solo con trecento spartani.
Forse a prima vista non chiaro il motivo di tanta gloria nel racconto di questa vicenda che si concluse ovviamente con la morte di tutti i trecento spartani. La cosa diventa tuttavia leggendaria quando si analizzano i rapporti numerici di grandezza dei due eserciti. L’esercito greco era di qualche migliaio di unit, probabilmente tremila o quattromila. Quello guidato da Serse era qualcosa di immenso: sappiamo rinfacci che per ogni soldato greco c’erano 60 soldati persiani! Sappiamo inoltre, dalle testuali parole degli storici, che “gli arcieri persiani sono cos tanti che quando sparavano oscuravano il sole”. Quando a Leonida venne riferito rispose: “Meglio all’ombra combatteremo meglio!”. Se ora chiaro quanto indomito fosse l’onore e il coraggio di questi uomini, l’impresa che portarono a termine in quei giorni davvero qualcosa che non lascia sul loro valore.
La battaglia
Il primo giorno Serse tent di avanzare senza alcuna tattica, contando semplicemente sulla superiorit numerica. Solo a sera, dopo numerosi tentativi falliti decise di rimandare la battaglia al giorno seguente. Si contarono numerose perdite nell’esercito persiano, forse 5000 o pi, pochissime, al contrario, quelle subite dai greci.
Il giorno dopo Serse ordin alla sua guardia d’elite di andare in prima linea a combattere e minacci pene severe per chi si fosse ritirato e promise ricompense enormi in caso di vittoria.
Fu una strage! Ancora una volta i greci vinsero costringendo i persiani alla ritirata e a sospendere le ostilit gi nel primo pomeriggio. I morti tra le file persiane superarono quelli del giorno precedente.
Fu solo grazie al tradimento di un greco, che Serse pot prendere i greci alle spalle dopo averli aggirati attraverso un valico segreto. Avrebbe potuto tirare dritto senza combattere, ma voleva ripagare i suoi uomini demoralizzati da tante sconfitte mostrando che anche gli spartani erano in fin dei conti mortali.
Il terzo giorno strinse i greci tra due fronti. Ritirato il grosso dell’esercito, rimasero solo trecento uomini ad affrontarne più di 100.000! Perdippi i trecento spartani erano presi da due lati e dagli altri due avevano una montagna a picco e uno strapiombo. Leonida non si arrese!
Oltre ai trecento spartani, quel giorno morirono 20.000 persiani! La battaglia rese per sempre celebri il passo, Leonida e l’incredibile valore di quei soldati.
Fu proprio il sacrificio spartano condusse i greci a un’ancor più incredibile vittoria sui persiani. Tanto che se si considera anche che una fortissima tempesta aveva affondato oltre duecento navi persiane, ancor prima che sbarcassero in Grecia, l’intera vicenda sembra quasi mitologica.
Ma come si suol dire “la fortuna aiuta gli audaci” e pochi possono vantare maggior coraggio di quegli uomini…