Anche se questa attivit sportiva va sempre più diffondendosi in Italia, sia per la pubblicit che rare volte viene fatta dalla televisione o per quella dei suoi accaniti fan, sono sicuro che pochi di voi la conoscono. Il soft air o “guerra simulata” non molto noto a chi non lo pratica, ma iniziamo con lo spiegare di che si tratta. Nato in Giappone e da li diffusosi in Europa un attivit boschiva che si svolge con repliche di armi a fuoco e formazione di team antagonisti e lo svolgimento di obiettivi di vario genere. I partecipanti indossano ovviamente divise mimetiche, gilet tattici e altri accessori propri dei militari. Le repliche delle armi (ASG) sono elettriche, riprodotte nei minimi dettagli e sparano pallini di plastica del peso in genere di 0, 20 / 0,25 grammi con un energia inferiore ad 1 Joule. Nonostante queste “armi” siano considerate innocue dalle leggi italiane comunque obbligatorio indossare degli occhialini di protezione per gli occhi. Da non confondere con il paintball, forse più noto, praticato dagli Americani che usano armi (veramente assomigliano più a dei compressori) che sparano palle di vernice.
In pratica la modalit di gioco di base prevede la divisione del gruppo di partecipanti in due squadre, una di attacco e l’altra di difesa. Il gruppo di attacco sarà più numeroso perché in genere la difesa ha il vantaggio della posizione, dei ripari, ecc. Esistono comunque moltissime varianti di gioco(imboscate, scorta, ricognizione, ecc.) e anche tornei con la partecipazione di diversi club. Il soft air non va comunque considerato uno sport violento, praticato da maniaci delle azioni di guerra e dei gruppi speciali con conseguenti tentativi di raggiungere un realismo estremo. Al contrario il soft air un attivit per stare all’aria aperta in compagnia, per divertirsi e stringere nuove amicizie, per camminare nei boschi e scaricare lo stress accumulato durante la settimana (si gioca la domenica). Si potrebbe paragonare per molti versi all’escursionismo, meno alla caccia. Infatti la parte di scontro a fuoco nel soft air quella di minore importanza; il vero spirito di questa attivit sta nelle cene organizzate prima delle partite più importanti, nella preparazione con la formazione di squadre e elementi ognuno con uno specifico compito, nel movimento di pattuglia, nelle sensazioni che si provano a marciare sotto la pioggia (come nell’escursionismo) o a dormire in tenda.
In genere si soliti dividere il soft air in due categorie: leggero e impegnativo (hard). Il soft air leggero perfetto per i neofiti e si differenzia dall’ altro perché si giocano brevi partite (massimo 20 minuti) con scontri diretti e poca tattica, si rimanda in caso di pioggia battente o in caso di freddo intenso e non si gioca di notte. Il soft air impegnativo, adatto ai giocatori più appassionati, si svolge con attese logoranti di anche 5 ore senza vedere nessun movimento, pattugliamenti su vaste aree con elevata possibilit di non incontrare la squadra incursori, marce zavorrate sotto la pioggia intensa o con la neve fino alle ginocchia, partite in completa oscurit con l’uso di torce e visori notturni, bivacchi in tenda o in bivy bag. Nel soft air impegnativo si privilegia la tattica al posto della celerit e quindi non si va all’ assalto frontalmente ma in genere si divide la squadra in due gruppi per cercare di attaccare contemporaneamente in due punti diversi. Il soft air impegnativo ha inizio con la partecipazione ai tornei e non infrequente trovare anche jeep o addirittura elicotteri o gommoni da sbarco. Ai tornei di soft air si riuniscono vari club (anche dieci o pi) e si svolgono delle missioni con precise regole: in genere si stabiliscono i tempi massimi per conquistare un obiettivo, si fissano alcuni punti di passaggio (waypoint) e diverse altre cose a secondo del tipo di missione. La cosa più interessante dei tornei comunque la parte scenografia, infatti si costruisce una storia e poi si montano su tutti gli elementi, quindi finti esplosivi, casse di droga, postazioni antiaere, bunker, ecc.
Le prime armi da soft air erano le intramontabili pistole a molla alle quali non serviva praticamente nessun tipo di manutenzione, molto robuste e affidabili. Il difetto di queste armi consisteva nella limitata capacit del caricatore e nel loro funzionamento manuale (si doveva ricaricare a ogni colpo). Un grande passo avanti fu compiuto dalle pistole a gas, che eliminavano il problema del caricamento manuale rendendolo semi automatico ma avevano in difetto la tendenza ad incepparsi (almeno quelle di marche meno note). Oggi la “pistola semiautomatica” viene usata solo come arma di scorta (back up) mentre come arma primaria si usano i fucili elettrici. Questi sono alimentati da batterie al Ni-Cd e possono sparare in funzionamento automatico (a raffica), ovviamente non hanno la canna rigata ma sono dotate di un dispositivo Hop-up che consente di regolare in parte la traiettoria del pallino. Le armi sono fornite in genere con un caricatore piccolo (80 pallini) ma ne esistono di maggiorati da 300 o anche più pallini. Anche se le armi da soft air hanno una ottima precisione a 20 metri e discreta fino a 50 metri ci non consente tuttavia di mirare il classico colpo singolo da tacca come si usa con le armi a fuoco sia per la limitata velocità del pallino, sia per la traiettoria imprecisa, sia per la presenza di eventuali ostacoli, anche leggeri, davanti all’obiettivo; quindi preferibile sparare a raffica.
I club sono costituiti in genere da una quindicina di persone (ne esistono anche di più numerosi) e sono diffusi in tutta Italia. Per chi volesse provare questo sport le prime partite saranno gratuite o si dovr pagare l’affitto dell’arma (5-10 euro) a secondo del regolamento del club. La spesa iniziale per chi volesse diventare un socio effettivo sarebbe di € 50 all’anno tesseramento + assicurazione, € 150 fucile usato con accessori (batteria, caricabatteria, caricatore da 300 bb), € 50 tuta mimetica.
I primi club di soft air hanno dovuto combattere contro polizia, carabinieri, questura e guardia forestale e con la diffidenza della gente che li considerava dei patiti della guerra. Oggi la situazione diversa e c’ un ottimo rapporto con le forze dell’ordine per cui i club di soft air avvisano in anticipo chi di competenza e piantano dei cartelli dove si avverte che in quella zona in corso quel genere di attivit e di munirsi di occhiali protetivi.