BDU (Battle Dress Uniform)La dotazione standard di ogni esercito di fanteria comprende l’uniforme da combattimento. Oggi quasi ogni nazione utilizza divise mimetiche. Per maggiori informazioni si consiglia di consultare l’articolo sul mimetismo.
Gilet Tattico
Al contrario della divisa, conosciuta da tutti, i Gilet Tattici sono poco noti. Sono disponibili in diversi modelli e colori ed esistono anche delle versioni civili (il cui prezzo oscilla tra i 40 e i 400€).
Prima della loro invenzione tutto l’equipaggiamento veniva inserito nei pesantissimi zaini, poi arrivarono gli spallacci e infine i Gilet Tattici (che consentono una migliore distribuzione del peso). Spesso durante uno scontro a fuoco lo zaino viene lasciato a terra (vicino a una torcia chimica se di notte) e ci si muove con un carico minore avendo al contempo a disposizione gli accessori principali (caricatori, granate e acqua).
Essenzialmente è un gilet, solitamente molto robusto, con un’apertura a cerniera nella parte anteriore, con un gran numero di tasche e una struttura particolare per esigenze militari (tasche sagomate per i caricatori, attacchi per i moschettoni, ecc). Il loro utilizzo è comodo anche per gli escursionisti e i cacciatori. In quanto permette di agganciarvi borracce e mantenere libere le tasche dei pantaloni.
Camelback/Borracce

Credo che tutti sappiano cosa sia una borraccia: un contenitore per liquidi (acqua o integratori) da un litro circa che può essere in plastica, alluminio o materiale thermos (vari strati isolanti). Meno noto è il sistema di idratazione Camelback (utili

zzato anche dai ciclisti) che consiste in una sacca da tre litri da portare in spalla con un tubo flessibile in gomma che permette di bere senza fermarsi e mantenendo le mani libere. Fra l’altro è indispensabile nel caso di zone a rischio chimico/biologico perché permette di bere anche con la maschera antigas integrale.
GinocchiereL’uso delle ginocchiere si è diffuso solo di recente. In zone boschive la loro utilità è enorme, e sono indispensabili negli sbarchi da elicottero. In ogni caso le ginocchia sono una delle parti più sensibili e dolorose, e non c’è quindi da stupirsi se si cerchi di proteggerle.
Oltre alle ginocchiere si sta diffondendo sempre più l’utilizzo dei proteggi gomiti per motivi analoghi.
È necessario prestare massima attenzione a non indossare ginocchiere troppo strette che potrebbero portare a dolori intensi e crampi.
ColtelloSebbene il coltello sia anche un’arma è forse più utilizzato come utensile. Forse l’unica cosa veramente indispensabile per sopravvivere in un bosco è proprio un coltello. Provate a chiedere a militari, escursionisti, speleologi o alpinisti. La loro risposta sarà univoca. I motivi? Sono talmente tanti che è inutile elencarli. Il problema è proprio una situazione imprevista!
Sempre consigliabile quindi un coltello multiuso o uno di quelli da sopravvivenza.
BussolaLa bussola non è altro che un ago magnetico libero di ruotare intorno a un asse di equilibrio. Il campo magnetico terrestre porta l’ago della bussola a indicare il nord magnetico. La sua utilità è indiscussa nei boschi anche per escursionisti esperti e per quelli dotati di gps. A volte infatti l

a copertura da parte degli alberi è così spessa che il segnali satellitari non possono essere captati.
Su alcune mappe militari è indicata la declinazione magnetica, cioè l’angolo di correzione per calcolare il nord geografico (quello che indica la bussola è il nord magnetico). L’errore sul territorio italiano è praticamente trascurabile, e aumenta avvicinandosi ai poli.
BinocoloEsistono numerosissime marche e modelli di binocoli. Un binocolo dà una visione migliore rispetto a un cannocchiale in quanto guardando con entrambi gli occhi, l’immagine appare tridimensionale e più definita. Tre sono le caratteristiche principali di un binocolo: ingrandimento, marca de

lle lenti e larghezza obiettivo. Più un binocolo ingrandisce e più l’immagine è scura e l’immagine traballerà (a meno che non ci si appoggi). Per questo motivo vengono sconsigliati ingrandimenti eccessivi. Solitamente i binocoli più potenti sono da 10x (x si legge “per” e significa ingrandimenti). Anche se esistono modelli da 30x e addirittura 50x, questi vengono sconsigliati a meno di casi particolari. La grandezza dell’obiettivo influisce sulla luminosità 50mm è ottimo, ma anche quelli 25mm danno una buona luminosità. Esistono anche da 60, 80 o 100mm ma si usano solo in marina e costano davvero tanto (costruire lenti di grandi dimensioni è difficilissimo).
La miglior marca di binocoli è sicuramente Zeiss, m

a esistono molte altre marche meno conosciute ma sempre eccellenti. I binocoli di marca scadente hanno una certa distorsione (minima), una minore nitidezza e mancano della possibilità di regolazione indipendente per i due occhi (utile ai miopi).
Ultimamente si vanno diffondendo anche i binocoli a fuoco fisso (non è necessario metterli a fuoco). A fronte di tanta praticità bisogna però sopportare un grave inconveniente: non possono essere usati dai miopi, a meno che non li usino attraverso gli occhiali… ma l’immagine peggiora notevolmente in questo caso.
MappeLa maggior parte delle mappe militari sono acquistabili anche dai normali cittadini. L’igm (istituto geografico militare) ha realizzato la cartografia di tutta l’Italia ed è possibile acquistare mappe con scala compresa tra 1:50.000 e 1:10.000. La scala indica il rapporto tra una misura sulla carta e una misura sulla realtà: ad esempio 1 cm in una scal

a 1:10.000 indica 100m. Il comune ha a disposizione mappe anche più dettagliate che sono anch’esse acquistabili dai cittadini.
Le mappe topografiche sono un elemento indispensabile per escursionisti e militari. Essa è una riproduzione piatta del territorio, dove sono segnate le diverse altitudini con delle linee chiuse dette isoipse. Sono segnati inoltre gli elementi geografici e artificiali del territorio (fiumi, laghi, boschi, alberi, strade, chiese, edifici, ponti, ferrovie, ecc.).
Nelle cartine militari sono sempre indicate le coordinate: latitudine e longitudine. Queste sono utilissime per coordinarsi con un gps o per segnalare un luogo via radio. Sebbene in alcuni casi sia possibile riconoscere la propria posizione dalla conformazione del territorio, l’uso di una bussola o di un gps faciliterà di molto l’utilizzo corretto della mappa.
GpsGps alias Global Positionig System, è un ricevitore satellitare che grazie a un ingente numero di satelliti geostazionari usa e ora anche europei è in grado di fornire con esattezza la propria posizione. Ovviamente il metodo usato è la trilaterazione motivo per cui sono necessari almeno i segnali di tre satelliti per ottenere la propria posizione, più un quarto per l’altitudine. Ovviamente più segnali si prendono, più l’accuratezza sarà maggiore. Normalmente si riescono a prendere anche 5 o 6 satelliti

assieme, ma in luoghi molto coperti si fatica a raggiungere il numero minimo.
La precisione nei modelli militari arriva a pochi centimetri, in quelli civili scende a 5 m. La marca più nota al mondo di gps è certamente la Garmin. I gps di questa marca sono prodotti in versione cartografica o semplice. Quella cartografica fornisce una cartina della zona ed è di gran lunga preferibile anche se ovviamente costa circa 200€ in più dell’altro tipo. La maggior parte dei modelli sono retroilluminati e impermeabili fino a cinque metri di profondità.
Le informazioni fornite dai gps comprendono: la propria posizione (latitudine, longitudine), l’altezza a cui ci si trova (con una precisione di ca. 5-10m), la velocità istantanea e media, la posizione del nord (geografico), direzione di marcia, distanza dal waypoint, il tempo impiegato in marcia e molto altro.
L’errore casuale (selective availability) introdotto volontariamente sui gps civili dai militari usa (DOD) è stato recentemente rimosso.
Si ricordi che i gps non possono essere usati in ambienti chiusi e ai poli, in auto funzionano solo sotto un vetro o con antenna esterna. Si ricordi infine che l’uso del gps non sostituisce completamente la carta topografica.
SciarpaNon è in lana e non serve a proteggersi dal freddo. Viene usata ovunque anche, teoricamente, nei climi torridi, per proteggersi da punture di insetti e morsi di serpenti. Un morso al collo porta alla morte in un tempo assai breve. Può essere in tessuto o a rete.
ScarponiNe abbiamo già parlato in altri articoli, quindi ci limiteremo a ripetere che sono fatti all’interno in Goretex e all’esterno pelle pieno fiore (quelli militari), tela o altri tessuti (da trekking), la suola è in Vibran (antiscivolo) sono quindi traspiranti e idrorepellenti. Una nota marca di scarponi è la Jolly.
Guanti
I guanti possono essere in pelle, cotone, lana e diversi altri materiali. I migliori sono in Nomex (per climi miti o caldi) la loro peculiarità è quella di essere robusti e resistenti ai rovi e al contempo molto flessibili, lasciando intatta la sensibilità sulle dita.
I guanti in pelle tolgono troppa sensibilità, quelli in lana si inzuppano quando piove. In queste situazioni Goretex misto Nomex è l’unica alternativa accettabile.
I profani potrebbero obiettare che i guanti sono scomodi e poco utili. Nulla di più errato: in ambiente boschivo sono indispensabili sia per i rovi, sia per appoggiare la mano con sicurezza in zone non visibili. Ma l’utilità dei guanti è alta persino in ambiente urbano (pensate ad esempio alla discesa in corda doppia) ed evitano che la presa scivoli a causa delle mani sudate.
PonchoDurante un escursione anche breve è consigliabile portarsi dietro un poncho. Il poncho è una mantellina in materiale idrorepellente totalmente impermeabile che però non lascia traspirare la pelle. Anche se il problema è minore dato che è molto arieggiata essendo aperta sul davanti e sotto. Esistono ponchi leggeri e pesanti e i migliori hanno ganci che permettono di usarli come tende.
Il poncho è utilissimo sotto una pioggia fitta e battente, ma è molto scomodo in quanto impedisce alcuni movimenti. Il poncho non sostituisce la giacca in Goretex, ma la affianca in casi di pioggia forte e prolungata.
Giacca in GoretexSe la pioggia è sopportabile o se si stanno affrontando situazioni particolarmente impegnative, al poncho è da preferire la semplice giacca (e pantalone) in Goretex. Per intenderci se il poncho è molto usato, soprattutto in ambiente militare, come tutela contro un acquazzone imprevisto o per stare di sentinella sotto la pioggia, il costoso completo in Goretex è usato da militari, alpinisti, escursionisti non solo sotto la pioggia, ma anche in ambienti nevosi (dove diventa indispensabile)
Fiammiferi impermeabili e antiventoPossono essere bagnati e bruciare lo stesso, sono indispensabili in un kit di sopravvivenza. Se le cose iniziano ad andare veramente male, accendere un fuoco può essere utile per scaldarsi cucinare, fare segnali, far bollire l’acqua, ecc. Accenderlo senza accendino, magari usando legna umida è praticamente impossibile.
ZainoAvete mai provato a trasportare dai 20 ai 50 Kg in uno zaino? Noi si e vi assicuriamo che è qualcosa di veramente faticoso. Già con 30Kg vi sembrerà di essere arrivati al peso massimo che potete sopportare, e probabilmente è così: ci vuole un addestramento speciale per arrivare a trasportare pesi maggiori. I marines americani si esercitano marciando per 100km in tre giorni con uno zaino da 30kg, gli italiani con uno da 25kg. Voi NON provateci con pesi così ingenti, ma vi basteranno 10kg per una breve escursione per rendervi conto di quale fatica parliamo.
Detto questo credo sia chiaro per quale motivo uno zaino debba essere costruito secondo i migliori criteri di distribuzione del peso e comfort. La prima differenza tra gli zaini militari (o da alpinista) e quelli normali è che la schiena è staccata dallo zaino con lo scopo di evitare l’intensa sudorazione sulla schiena. Poi abbiamo l’altezza regolabile degli spallacci, la maggiore capienza, la predisposizione per trasportare attrezzi, sacchi a pelo, borracce e zainetti tattici (piccoli e sganciabili)
Sacco a peloSe l’escursione supera le 24 ore sarà necessario dotarsi di un sacco a pelo. Si tratta di un sacco con apertura laterale o centrale a cerniera che permette di dormire al caldo. Ne esistono diversi modelli che proteggono dal freddo anche fino a temperature estreme. Le marche più note sono: llbean, ferrino e altre.
Bivy-BagSe non si ha una tenda diviene indispensabile il bivy-bag è una minitenda all’interno della quale va inserito il sacco a pelo, meno ingombrante e pesante della tenda è anche più veloce da montare. È indispensabile in caso di pioggia perché permette di dormire asciutti.
TendaNe esistono innumerevoli modelli: da quelle monoposto fino a quelle per 8 persone. Si consiglia sempre di prendere il modello più capiente rispetto alle necessità attuali per evitare di stare eccessivamente stretti e di non aver posto per zaini e scarponi. Il peso di quelle a due posti, si aggira intorno ai 3 kg.
Occhiali protettiviSono usati in ambiente militare per operazioni desertiche, artiche e urbane. La marca leader nel settore è la Ess (eye safety system), in ambiente desertico sono indispensabili per proteggere dalla sabbia, in montagna contro il freddo, il vento e i raggi uv. In città sono usati dai reparti speciali durante le irruzioni.
Cappello
Il più usato in combattimento è il Jungle Hat, serve a spezzare la forma (ovale) della testa ed è anche leggermente impermeabile e quindi utile in caso di pioggia. In climi rigidi viene usato (quello imbottito) per difendersi dal freddo.
PassamontagnaNei climi freddi, o nel caso sia necessaria mantenere segreta l’identità degli agenti operativi, viene usato il passamontagna. Può essere in cotone, lana o seta, a seconda dello scopo.
Torcia elettrica
Una torcia elettrica professionale non è proprio a buon mercato ma è indispensabile per muoversi di notte. I militari e i professionisti usano Maglite e Surefire. Ciascuna ha caratteristiche peculiari in un senso o nell’altro che portano a preferire una o l’altra a seconda delle necessità. Tra i parametri da non sottovalutare sono la durata della batteria, la resistenza agli urti e l’impermeabilità. È opportuno portare sempre pile e lampadine di scorta e magari un Cyalume di emergenza.
Crema MimeticaUna cosa fondamentale nella mimetizzazione è coprire tutte le parti lasciate scoperte dalle divise. Faccia e mani rendono facilmente individuabile una persona, in quanto producono un contrasto netto con l’a

mbiente circostante. Per le mani è possibile indossare guanti che sono fra l’altro molto consigliabili per diversi motivi. Per la faccia sarebbe possibile l’utilizzo di un passamontagna o di una rete mimetica. Purtroppo però queste possono risultare molto fastidiose (soprattutto in climi caldi). Per questo motivo è preferibile l’uso di creme mimetiche. Queste creme acquistabili da chiunque si presentano generalmente come tre tubetti di colori diversi (verde, nero e marrone). Oltre alle creme in tubetto da spalmare esistono anche in tubetto stick (una specie di pennarello a due colori) e in polvere (tipo fondotinta). Le creme vanno applicate sul viso, collo e orecchie in modo tale da formare “disegni” particolari: in genere si riempie la faccia con un primo strato di verde a cui vanno sovrapposte strisce oblique di marrone e nero. A seconda della vegetazione possono essere adottate alcune varianti, ma la copertura della faccia rimane totale e pesante. È importante infatti abbondare con lo strato di crema (soprattutto in climi caldi e umidi) affinché non venga a scomparire nelle zone più esposte. Ovviamente in ambiente urbano il verde è meno usato e spesso si usa esclusivamente il nero
Per togliere la crema dopo una missione si può utilizzare il sapone o le salviette da demakeup (quelle per togliere il trucco).
RicetrasmittenteTutti possono acquistare una ricetrasmittente capace di coprire una distanza compresa tra i due e i cinque km in campo aperto (lpd e pmr). In commercio esistono anche ricetrasmittenti nautiche decisamente

più potenti, ma il loro utilizzo è permesso solo in mare.
Le apparecchiature militari non hanno paragoni con quelle civili: sono ad alta frequenza, emettono un segnale più potente e criptato. Inoltre trasmettono in digitale. Ciò significa che l’audio è perfetto e non può essere intercettato da nessuno. Al contrario è facilissimo intercettare le trasmissioni di radio civili.
I militari usano anche ricetrasmittenti satellitari (satcom) ma in caso di cattivo tempo sono meno affidabili di quelle ad alta frequenza e non sono indicate per la comunicazione tra i membri del team, quanto piuttosto per fare rapporto o richiedere rinforzi alla base. Le comunicazioni ad alta frequenza comunque rimbalzano sulla ionosfera e possono arrivare a grandissima distanza.
Visore notturnoI visori notturni sono sempre più usati dai militari nelle operazioni notturne. Alcuni modelli vanno tenuti in mano, altri (quelli militari s

oprattutto) possono essere montati su un casco o su un fucile. Alcuni modelli sono impermeabili, quelli in dotazione ai seal permettono addirittura di andare sott’acqua. Per rendere immediato il puntamento, i visori militari sono sincronizzati col fucile in modo tale da mostrare dove si mira (senza dover guardare attraverso l’arma).
Sono presenti quattro generazioni: quelli più diffusi ed economici sono della prima generazione, la quarta generazione è ancora in fase sperimentale e per adesso rimane relegata all’ambiente militare.
I visori notturni prevedono due modalità di funzionamento: intensificazione dell’immagine (utilizzabile solo in presenza di luce almeno crepuscolare) e infrarossi (funzionano a distanza limitata e richiedono una fonte di illuminazione infrarossa).
Con i visori di prima generazione l’immagine è sfocata, granulosa e deformata ai lati. All’esterno sono utilizzabili solo con luce abbastanza intensa (luna piena), e comunque non oltre i 50m. Inoltre in presenza di luci “forti” l’immagine diventa quasi completamente bianca.
Al contrario i visori di terza generazione permettono di vedere chiaramente anche a diversi chilometri di distanza in condizione di luce molto minore.
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