Fucile Automatico AR 70/90
Autore:
John
Tipo:
Articolo
AR 70/90 - SC 70/90 - SCP 70/90
Il fucile standard in dotazione alla fanteria italiana il fucile d’assalto AR 70/90, di produzione Pietro Beretta. Esistono tre versioni differenti di questo fucile: AR 70/90, SC 70/90, SCP 70/90. L’SC (Special Carabine) differisce dall’ originale per la presenza del calcio ribaltabile ed in dotazione alle truppe speciali, l’SCP (Special Carabine Paratrooper) ha la canna più corta di ottanta millimetri, non dotato di bipede e ha il tromboncino ad innesto invece che a vite (quindi rapidamente rimovibile prima del lancio), in dotazione agli alpini paracadutisti. Il fucile Beretta AR 70/90 un arma individuale a tiro teso a recupero di gas, calibro 5,56 x 45 mm NATO (National Atlantic Treaty Organization). La sigla sta a significare Assault Rifle 1970/1990, rispettivamente l’anno in cui stato prodotto e l’anno in cui stato adottato dall’esercito italiano. La canna rigata a sei righe destrorse a passo elicoidale, per chi non lo sapesse la canna rigata conferisce una rotazione all’ogiva (o proietto, la parte del proiettile che parte in avanti) che imprime una maggiore stabilità al tiro, inoltre se la canna più lunga la gittata maggiore perché si crea un maggiore avvitamento dell’ogiva all’interno della canna stessa. Il serbatoio/caricatore può contenere un massimo di 30 colpi, più ovviamente quello in canna, si possono utilizzare anche caricatori serie Colt. Questo fucile ha una gittata massima di 2500 metri ma presenta un tiro utile di 450 metri. La velocità iniziale dell’ogiva (o proietto) di 940 m/s e la celerit di tiro di 680 colpi/minuto. Il peso dell’arma di 4,3 Kg. Al fucile può essere attaccata la baionetta-pugnale.
Il selettore di tiro si può impostare su sicura, colpo singolo, raffica limitata (controllata) da 3 colpi, raffica libera. presente inoltre un selettore sulla canna per condizioni di utilizzo ottime o pessime, se si usa in condizioni avverse con presenza di fango, sabbia, acqua, questo selettore agisce su un meccanismo interno dell’otturatore evitando in tal modo che il fucile si inceppi durante il funzionamento automatico.

Il manicotto (o poggiamano) realizzato in termoplastica in fibra di vetro in modo da alleggerire e non surriscaldare l’arma. Oltre alla tacca di mira tradizionale, che si può selezionare per tiro a 200 metri o a 400 metri, presente la mira al trizio.
L’AR 70/90 si può smontare completamente in meno di un minuto senza l’utilizzo di cacciaviti o attrezzi speciali. Questa caratteristica rende possibile una rapida risoluzione di problemi anche sul campo di battaglia. Per smontare questo fucile si svita prima di tutto il tromboncino spegnifiamma alla bocca della canna, si sgancia il bipede, si rimuove il manicotto (o poggia mano) esercitando una pressione verso l’esterno, a questo punto di deve rimuovere l’asta d’armamento e la molla di recupero gas, comprimendo la molla e compiendo una rotazione in senso antiorario, si spinge verso l’esterno il perno di bloccaggio situato nella parte posteriore del castello e si apre il fucile, accedendo cosi al meccanismo otturatore e percussore. Ulteriori smontaggi sono inutili e devono essere effettuati solo da tecnici specializzati.
Il fucile standard in dotazione alla fanteria italiana il fucile d’assalto AR 70/90, di produzione Pietro Beretta. Esistono tre versioni differenti di questo fucile: AR 70/90, SC 70/90, SCP 70/90. L’SC (Special Carabine) differisce dall’ originale per la presenza del calcio ribaltabile ed in dotazione alle truppe speciali, l’SCP (Special Carabine Paratrooper) ha la canna più corta di ottanta millimetri, non dotato di bipede e ha il tromboncino ad innesto invece che a vite (quindi rapidamente rimovibile prima del lancio), in dotazione agli alpini paracadutisti. Il fucile Beretta AR 70/90 un arma individuale a tiro teso a recupero di gas, calibro 5,56 x 45 mm NATO (National Atlantic Treaty Organization). La sigla sta a significare Assault Rifle 1970/1990, rispettivamente l’anno in cui stato prodotto e l’anno in cui stato adottato dall’esercito italiano. La canna rigata a sei righe destrorse a passo elicoidale, per chi non lo sapesse la canna rigata conferisce una rotazione all’ogiva (o proietto, la parte del proiettile che parte in avanti) che imprime una maggiore stabilità al tiro, inoltre se la canna più lunga la gittata maggiore perché si crea un maggiore avvitamento dell’ogiva all’interno della canna stessa. Il serbatoio/caricatore può contenere un massimo di 30 colpi, più ovviamente quello in canna, si possono utilizzare anche caricatori serie Colt. Questo fucile ha una gittata massima di 2500 metri ma presenta un tiro utile di 450 metri. La velocità iniziale dell’ogiva (o proietto) di 940 m/s e la celerit di tiro di 680 colpi/minuto. Il peso dell’arma di 4,3 Kg. Al fucile può essere attaccata la baionetta-pugnale.
Il selettore di tiro si può impostare su sicura, colpo singolo, raffica limitata (controllata) da 3 colpi, raffica libera. presente inoltre un selettore sulla canna per condizioni di utilizzo ottime o pessime, se si usa in condizioni avverse con presenza di fango, sabbia, acqua, questo selettore agisce su un meccanismo interno dell’otturatore evitando in tal modo che il fucile si inceppi durante il funzionamento automatico.

Il manicotto (o poggiamano) realizzato in termoplastica in fibra di vetro in modo da alleggerire e non surriscaldare l’arma. Oltre alla tacca di mira tradizionale, che si può selezionare per tiro a 200 metri o a 400 metri, presente la mira al trizio.
L’AR 70/90 si può smontare completamente in meno di un minuto senza l’utilizzo di cacciaviti o attrezzi speciali. Questa caratteristica rende possibile una rapida risoluzione di problemi anche sul campo di battaglia. Per smontare questo fucile si svita prima di tutto il tromboncino spegnifiamma alla bocca della canna, si sgancia il bipede, si rimuove il manicotto (o poggia mano) esercitando una pressione verso l’esterno, a questo punto di deve rimuovere l’asta d’armamento e la molla di recupero gas, comprimendo la molla e compiendo una rotazione in senso antiorario, si spinge verso l’esterno il perno di bloccaggio situato nella parte posteriore del castello e si apre il fucile, accedendo cosi al meccanismo otturatore e percussore. Ulteriori smontaggi sono inutili e devono essere effettuati solo da tecnici specializzati.