prova Welcome: film

Welcome

Welcome
Titolo originale: Welcome
Produzione: Francia
Durata: 110'
Genere: Drammatico
Regia: Philippe Lioret
Uscita: 2009-12-11
Attori principali: Vincent Lindon, Firat Ayverdi, Audrey Dana, Derya Ayverdi, Thierry Godard, Selim Akgul, Firat Celik, Murat Subasi, Olivier Rabourdin
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- Voto: 6.0/10 (3 voti)

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Trama:
Il giovane iracheno Bilal attraversa l'Europa da clandestino nella speranza di raggiungere la sua ragazza da poco emigrata in Gran Bretagna. Arrivato nel nord della Francia, diventa amico di Simon, un istruttore di nuoto, con cui inizia ad allenarsi per un obiettivo apparentemente irrealizzabile: attraversare la Manica a nuoto per ritrovare il proprio amore.

Recensione:
Il regista francese Philippe Lioret, in un’ intervista rilasciata in occasione della presentazione del film Welcome ha affermato in modo lapidario che quel che accade oggi a Calais gli ricorda ciò che è accaduto in Francia durante l’occupazione tedesca: “aiutare un clandestino è come aver nascosto un ebreo nel ’43, si rischia il carcere”. Le sue parole hanno acceso le polemiche. Nel mirino, l’articolo L622/1 della legge sull’immigrazione che punisce con cinque anni di reclusione i cittadini francesi che aiutano i clandestini, come quelli della “giungla” di Calais. Sul banco degli imputati sono finite pure l'organizzazione umanitaria Emmaus fondata dall’abbé Pierre e una casalinga 59enne rea di aver ricaricato il cellulare di alcuni irregolari. Protagonisti di questa pellicola il 17enne clandestino curdo Bilal, che vorrebbe raggiungere l'amata Nina a Londra, e l'istruttore di nuoto Simon (uno straordinario Vincent Lindon) prostrato dalla fine del matrimonio. Sarà lui ad allenare Bilal per attraversare la Manica a nuoto: da Calais a Dover, 33 chilometri nel mare ghiacciato pieno di correnti, per raggiungere la terra promessa... Una regia forte per una pellicola raffinatissima, nonostante qualche nota naif è un film girato con onesto realismo dei sentimenti. Asciutto, essenziale, curato nei dialoghi, con una struttura narrativa ben costruita e una colonna sonora portante come una voce fuori campo, ha come protagonisti due attori straordinari che recitano con intensità struggente. Sguardi, primi piani, sequenze di straordinaria potenza…un film che esce dallo schermo, di grande spessore emotivo e dal contenuto molto complesso su cui è facile sputare sentenze spietate o buoniste, su cui è difficile trovare la via di mezzo, lo spazio per una riflessione che non sia sterile strumentalizzazione politica. E’ un "film per tutti", capace di colpire lo spettatore, di farlo riflettere sulla non accoglienza che riserviamo a nostri simili in stato di disperazione senza però nascondere, come fanno altre pellicole con il solito buonismo d'accatto, i lati oscuri degli stessi e ciò che la loro condizione li porta a fare. Purtroppo, come spesso capita, le strumentalizzazioni politiche in Francia sono state tante, da ogni parte, ed è triste. Quello del regista Lioret è solo un grido disperato, un monito. In realtà l'intenzione, chiarisce il regista, "non era affatto di paragonare la situazione dei migranti agli Ebrei dell’Olocausto, ma solo di dire: attenzione anche all'epoca le cose sono cominciate così". E anche se il film "è stato sfruttato dalla sinistra francese che ha colto l'occasione per lanciare un emendamento contro il crimine di solidarietà", il regista continua a non considerarsi "un uomo di sinistra", bensì un uomo, "un cineasta con una storia di grande impatto drammaturgico. Quella di un uomo di 50 anni che ne incontra uno di 17 e, nonostante abbiano un'età e una cultura molto diversa, si accorge di poter imparare molto da questo ragazzo, pronto ad attraversare a piedi mezzo mondo e la Manica a nuoto per raggiungere la donna che ama, mentre lui quando la moglie se ne è andata non è stato capace neppure di attraversare la strada per fermarla".... per fortuna aggiungo io, visto il tipo alquanto odioso, irritante dell’ex moglie nonostante le sue spinte alla solidarietà. Ed infatti se vogliamo trovare una nota stonata a questa pellicola la possiamo trovare proprio nel personaggio femminile, mal delineato "tagliato con l'accetta", fastidioso, inutile e retorico.
Voto: 8,5
Stefania Muzio

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