prova Uzumaki: film

Uzumaki

Uzumaki
Titolo originale: Uzumaki
Produzione:
Durata:
Genere: Horror
Regia: Higuchinsky
Uscita: 0000-00-00
Attori principali:
Scheda di Opinioni
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- Voto: 7.6/10 (63 voti)

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Trama:
Se c'è una cosa di cui si può rendere atto alla scialba versione americana di The Ring è di aver gettato finalmente un raggio di luce sul poco seguito cinema orientale. E' infatti notevole il successo non tanto del remake americano quanto degli originali, improvvisamente riscoperti tanto da creare un ?caso? che ha già  portato in Italia il Ring0, Ring2, The Spiral, The Eye e ancora ne arrivano e speriamo arriveranno...augurandoci che il successo di The Ring non sia un caso isolato ma la nascita di un interesse costante verso un cinema veramente stracolmo di inventiva ed idee, in opposizione ad un filone, quello horror, ma non solo lui, che langue sonni beati soprattutto negli USA?dove al massimo ci danno cloni di Nightmare e Venerdଠ13 (a proposito, basta per carità !).
Il cinema Giapponese, (per lo meno il filone che ci stanno propinando a gogo adesso) è pi๠bislacco, ragionato, è un crescendo costante che esaspera per lentezza progressiva, incuriosendo per l'evolversi solitamente assurdo, fatto di eventi spesso tenuti assieme da tutt?altro che la logica eppure mostruosamente intriganti proprio per la volontà  di uscire dai soliti confini.
Questo Uzumaki (vortice), la cui storia è tratta da un manga, rientra in pieno nella descrizione di poc?anzi, presentandoci una sceneggiatura assolutamente fantasiosa e sopra le righe, fin troppo piena di particolari per poter essere esplicata nei 90 minuti circa del film.
Centro della vicenda è la figura simbolica della spirale, che ossessiona gli abitanti di un villaggio, di cui la protagonista ci narrerà  la storia, in un vortice di pazzie e trovate geniali. Il film è idealmente diviso in 4 atti, separati in maniera non specifica nel tempo, aventi sempre per fulcro il piccolo villaggio che sempre pi๠velocemente si avvicina all?ipotetico centro della spirale, attraverso una incredibile sequela di eventi, la dove, si potrebbe dire, l?influenza è pi๠forte e gli effetti pi๠devastanti. E attarverso l?apparentemente normale routine quotidiana di una studentessa scopriamo, primi sintomi di una catastrofe, un alienato padre di famiglia che passa il suo tempo a filmare ed osservare tutto ciò che è spiraliforme (finendo poi per morire in una maniera assurda quanto originale?), per arrivare poi alla comparsa di spirali nel cielo, alla trasformazione di due allievi in uomini-lumaca e c?è dell?altro visto che ogni particolare personaggio subirà  un influsso della spirale, a suo modo.
E? un continuo girare in questo vortice e ad ogni passaggio le bizzarrie aumentano, i disastri si moltiplicano, le persone coinvolte si ritrovano ad un passo dall?assurdo, fino al tragico finale?che in realtà  è di nuovo un inizio?
Filmato nel perfetto stile orientale, lentamente, senza mai eccessivamente rendere satura la scena di inquadrature fulminanti da attacco epilettico, il film è veramente un gioiellino di originalità , di follia e divertimento in un certo senso, perchà© sfocia nell?improbabile ben pi๠di una volta. Ben presto ci si trova rapiti da una narrazione brillante, da personaggi assolutamente pazzeschi, talmente calati in un contesto creato appositamente per loro da sembrare plausibili!
Immagini stupende, visione coinvolgente, trama eccellente?imperdibile!
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Recensione:
Se c'è una cosa di cui si può rendere atto alla scialba versione americana di The Ring è di aver gettato finalmente un raggio di luce sul poco seguito cinema orientale. E' infatti notevole il successo non tanto del remake americano quanto degli originali, improvvisamente riscoperti tanto da creare un “caso” che ha già portato in Italia il Ring0, Ring2, The Spiral, The Eye e ancora ne arrivano e speriamo arriveranno...augurandoci che il successo di The Ring non sia un caso isolato ma la nascita di un interesse costante verso un cinema veramente stracolmo di inventiva ed idee, in opposizione ad un filone, quello horror, ma non solo lui, che langue sonni beati soprattutto negli USA…dove al massimo ci danno cloni di Nightmare e Venerdì 13 (a proposito, basta per carità!).
Il cinema Giapponese, (per lo meno il filone che ci stanno propinando a gogo adesso) è più bislacco, ragionato, è un crescendo costante che esaspera per lentezza progressiva, incuriosendo per l'evolversi solitamente assurdo, fatto di eventi spesso tenuti assieme da tutt’altro che la logica eppure mostruosamente intriganti proprio per la volontà di uscire dai soliti confini.
Questo Uzumaki (vortice), la cui storia è tratta da un manga, rientra in pieno nella descrizione di poc’anzi, presentandoci una sceneggiatura assolutamente fantasiosa e sopra le righe, fin troppo piena di particolari per poter essere esplicata nei 90 minuti circa del film.
Centro della vicenda è la figura simbolica della spirale, che ossessiona gli abitanti di un villaggio, di cui la protagonista ci narrerà la storia, in un vortice di pazzie e trovate geniali. Il film è idealmente diviso in 4 atti, separati in maniera non specifica nel tempo, aventi sempre per fulcro il piccolo villaggio che sempre più velocemente si avvicina all’ipotetico centro della spirale, attraverso una incredibile sequela di eventi, la dove, si potrebbe dire, l’influenza è più forte e gli effetti più devastanti. E attarverso l’apparentemente normale routine quotidiana di una studentessa scopriamo, primi sintomi di una catastrofe, un alienato padre di famiglia che passa il suo tempo a filmare ed osservare tutto ciò che è spiraliforme (finendo poi per morire in una maniera assurda quanto originale…), per arrivare poi alla comparsa di spirali nel cielo, alla trasformazione di due allievi in uomini-lumaca e c’è dell’altro visto che ogni particolare personaggio subirà un influsso della spirale, a suo modo.
E’ un continuo girare in questo vortice e ad ogni passaggio le bizzarrie aumentano, i disastri si moltiplicano, le persone coinvolte si ritrovano ad un passo dall’assurdo, fino al tragico finale…che in realtà è di nuovo un inizio…
Filmato nel perfetto stile orientale, lentamente, senza mai eccessivamente rendere satura la scena di inquadrature fulminanti da attacco epilettico, il film è veramente un gioiellino di originalità, di follia e divertimento in un certo senso, perché sfocia nell’improbabile ben più di una volta. Ben presto ci si trova rapiti da una narrazione brillante, da personaggi assolutamente pazzeschi, talmente calati in un contesto creato appositamente per loro da sembrare plausibili!
Immagini stupende, visione coinvolgente, trama eccellente…imperdibile!




Si ringrazia AlexVisani.comper la recensione
Voto: 8,5
DAVIDE "DE" MASPERO

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