prova Una soluzione razionale: film

Una soluzione razionale

Una soluzione razionale
Titolo originale: Una soluzione razionale
Produzione: Det enda rationella
Durata: 104'
Genere: Drammatico
Regia: Jorgen Bergmark
Uscita: 2009-09-09
Attori principali: Pernilla August, Rolf Lassg?rd, Stina Ekblad, Magnus Roosmann, Claes Ljungmark
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- Voto: 9.0/10 (1 voto)

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Trama:
Erland Fjellgren, sposato, predicatore nella chiesa locale, viene sopraffatto da una passione impetuosa per la moglie del suo migliore amico. Incapace di accettarlo ma anche incapace di resistere alla passione, riunisce tutti intorno a un tavolo e prova a risolvere razionalmente la situazione, proponendo di andare a vivere tutti sotto lo stesso tetto. La nuova forzata ma “razionale” convivenza darà a luogo a dinamiche e reazioni diverse in ognuno dei componenti.
Recensione:
Erland, un uomo che lavora e vive in una piccola cittadina svedese conduce insieme alla moglie dei seminari di discussione sui problemi matrimoniali, nella locale chiesa pentecostale. E' colui che dovrebbe dare l'esempio di come l'amore coniugale debba essere alimentato e allenato come "un muscolo" per sopravvivere all'usura del tempo e alle tentazioni esterne. Eppure, accade che Erland venga colpito fortemente nella sua razionalità, nel suo autocontrollo, quando, conosciuta la moglie del suo miglior amico, viene sopraffatto da un desiderio e da una passione incontrollabili. La sua mente razionale ed asservita alle regole non gli fa accettare il lato istintuale del proprio essere, e per cercare di trovare una via che possa a suo avviso salvare il suo matrimonio e quello dei suoi amici, propone (impone) una soluzione momentanea grottesca, soluzione che prevede anche la compensazione della sua parte primordiale, istintuale. La soluzione consiste nel convivere tutti insieme, in una sorta di comune retta da ferree regole, per il periodo limitato di tempo in cui la passione extraconiugale si esaurisca. Il convincimento di Erland, che vivere la relazione extraconiugale, condividendola in qualche modo anche con i rispettivi coniugi, smorzi pian piano la passione, è forte ed è tale da essere subita anche dalla moglie che vuole credere, che si impone di credere, che tutto si aggiusterà, come quando ci si risveglia da un incubo. La “soluzione razionale” tuttavia dura poco e scatena reazioni individuali forti, inquietanti e a volte inaspettate. Il gruppo si sfalda, l’elemento più fragile, Sven Erik, provoca con le sue reazioni emotive incontrollate, la rottura di questo equilibrio forzato. Alla fine, ognuno prende la strada che forse, sembra voler dire il regista, avrebbe dovuto prendere fin dall’inizio, secondo la natura delle cose. Eppure “Una soluzione razionale”, che pone il quesito se il prevalere della natura istintuale sulla cultura sia ineluttabile, mette anche in scena tutta la forza dei suoi personaggi. Il regista in un’intervista chiarisce, infatti, che, nonostante tutto, da un lato sposa il tentativo di Erland e Karin di salvare i propri matrimoni, in quanto entrambi pensano che con l’onestà e la franchezza si possano risolvere tutti i problemi. Infatti, nonostante la storia non si concluda con l’happy end, i personaggi hanno comunque lottato per l’amore, e per cercare in tutti modi di rispettare gli impegni presi con i propri compagni di vita. Certo, lo fanno nel modo sbagliato, spinti da un uomo sconfitto dalle proprie emozioni, ma comunque ci provano, non vengono meno al valore della verità. Bergmark afferma anche che “non tutto viene quindi per nuocere, e che forse anche i percorsi più astrusi proposti dalla mente umana a volte portano a nuova vita”. Sicuramente la vita di Sven sarà migliore, May riacquisterà una nuova coscienza di se e crescerà… Una soluzione Razionale è un film dalla tematica complessa che fa sentire pesantemente gli echi di Bergman, senza nasconderlo, non solo nei contenuti, quanto anche nella messa in scena degli stessi e per la scelta di una cifra stilistica molto mirata. D'altra parte il regista stesso afferma che è inevitabile: se sei Svedese, non puoi non essere mentalmente influenzato da questo grande maestro del cinema. “Bergman, dice il regista, in qualche modo fa parte della nostra cultura e del nostro modo di analizzare i grandi temi esistenziali. L'introspezione è da noi dominante e porta a volte a inquietanti direzioni, ma soprattutto alla verità, e proprio per questo è importante”. Ad ogni modo l'esordiente Bergmark dà anche un'impronta personale al suo film, arricchendolo di nuovi registri narrativi. La pellicola è psicologica, introspettiva, ma segue un andamento, nella seconda parte, avvincente, in vertiginosa salita nella rappresentazione del gioco al massacro e delle inquietanti reazioni all'insostenibile situazione, da parte di alcuni protagonisti, primi fra tutti Sven Erik, un uomo con una psicologia già duramente provata nel passato ed una fragilità che alla fine diventa anche un po' la sua forza e la molla di rottura di un equilibrio fasullo. Un film asciutto, con interpretazioni impeccabili, dai dialoghi essenziali ma esaurienti, senza una sbavatura di troppo, senza autocompiacimenti e senza giudizio. Un esordio maturo e piuttosto riuscito, che spero preluda a una nuova onda cinematografica svedese sulle tematiche esistenziali.
Voto: 8,5
Stefania Muzio

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