prova Un matrimonio all'inglese: film

Un matrimonio all'inglese

Un matrimonio all'inglese
Titolo originale: Easy Virtue
Produzione: Regno Unito
Durata: 95
Genere: Commedia/Romantico
Regia: Stephan Elliott
Uscita: 2009-01-09
Attori principali: Jessica Biel, Colin Firth, Kristin Scott Thomas, Ben Barnes, Kimberley Nixon, Katherine Parkinson, Kris Marshall, Christian Brassington, Charlotte Riley, Jim McManus
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Trama:
John Witthaker, giovane inglese, durante un viaggio in America s'innamora dell'affascinante, Larita, pilotessa e vedova che sposa all'insaputa dei genitori. Trasferitisi in Inghilterra per incontrare i parenti di lui, l'accoglienza della madre sarà tutt'altro che calorosa.
Recensione:
Di "Matrimonio all'inglese" si ricordano più la sontuosità scenografica e l'eleganza della Biel che la storia. Se da un lato troviamo l'eterno conflitto tra suocera e nuora, dall'altra con un humor molto british si scaglia la denuncia contro le classi agiate inglesi, la cristallizzazione in cui stagnano e l'ossessione per le convenzioni che il proprio ceto impone. La "guerra" si estende ai pregiudizi e trova la "bandiera bianca" nella fuga e nel distacco. E la visione diventa di accentuata disillusione nell'immobilità e nell'immodificabilità delle circostanze: dopo lo sconvolgimento subito dalla famiglia Witthaker con l'arrivo di Larita, la situazione è destinata a ricomporsi esattamente (ad eccezioni di lievi modifiche) com'era in principio, al contrario di quanto sembra. La denuncia si attua con sorrisi sadici, battute pungenti ed ironia graffiante. Esilarante in poche sequenze, simpatico in alcune e fiacco in altre ancora, il film di Elliot è piacevole da seguire ma non sfrutta appieno le possibilità umoristiche offerte dalla trama su un piatto d'argento. La bellezza delle campagne inglesi ( fotografate da Martin Kenzie) e le più o meno armoniose musiche di Marius de Vries ( "Romeo Juliet", "Moulin Rouge" ) colmano in parte i "vuoti" della sceneggiatura, scritta dallo stesso Elliot. Brava J. Biel che regge bene il confronto con K. Scott Thomas. Colin Firth non delude. Tratto dalla stessa pièce teatrale di Noel Coward di cui A. Hitchcock firmò la trasposizione cinematografica muta nel 1927 ("Fragile virtù"). Assolutamente consigliato a chi ama il "british".
Voto: 6,5
Riccardo Balzano

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