prova The Orphanage: film

The Orphanage

The Orphanage
Titolo originale: The Orphanage
Produzione: U.S.A.
Durata: 100'
Genere: Horror
Regia: Juan Antonio Bayona
Uscita: 2009-11-14
Attori principali: Bel?n Rueda, Fernando Cayo, Geraldine Chaplin, Montserrat Carulla, Mabel Rivera, Andr?s Gertr?dix, Roger Pr?ncep, Edgar Vivar, Alejandro Campos, Oscar Guillermo Garret?n
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- Voto: 6.2/10 (11 voti)

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Trama:
Laura, insieme a suo marito, decide di riaprire il vecchio orfanotrofio che l'ha ospitata da piccola, per accogliere i bambini disabili. Il giorno dell'apertura del centro, suo figlio adottivo Simon, le dice che sta giocando con i suoi amici invisibili, ma.....
Recensione:
Con il sostegno alla produzione di Guillermo del Toro (“Il labirinto del fauno”) un esordiente di nome Antonio Bayona si cimenta in un horror, “El Orfanato” attingendo spunti e fantasia altrove per rendere possibile il delicato compito di trasformare l'idea in prodotto così com'è stato pensato. “El Orfanato”, girato interamente in un castello, focalizza la cinepresa su Laura (Belen Rueda), il marito Carlos (Fernando Cayo) e il figlio Simon (Roger Princep), costretti a far fronte a un terribile segreto che popola l'orfanotrofio dove Laura passò l'infanzia. La peculiarità di Bayona consiste nell'aver saputo miscelare al meglio gli ingredienti di diversi generi affini al tema dell'orrore: ritmi blandi tipici dell'horror anni 80, sequenze splatter distribuite saltuariamente nel plot, sedute spiritiche, apparizione e sparizione di fantasmi nonché gli amici “immaginari” del piccolo Simon, che ricordano il più vecchio “Il sesto senso”. E se alla sceneggiatura vi è un esordiente incolpevole della sua inesperienza (Sergio Sanchez) alla scenografia vi è Josep Rosell, coadiuvato da Oscar Faura nella fotografia che innalzano il valore di un prodotto, quello di Bayona, altrimenti da riporre negli scaffali dei blockbuster. Un commovente finale risalta l'amore delle madri per i propri figli, vero e proprio collante di una storia d'orrore i cui riconoscimenti sono valsi sette premi Goya.
Voto: 7,5
Paola Priola

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