prova The Dreamers: film

The Dreamers

The Dreamers
Titolo originale: The Dreamers
Produzione: Italia/Francia/Gran Bretagna
Durata: 2h e 10'
Genere: Drammatico
Regia: Bernardo Bertolucci
Uscita: 2003-10-10
Attori principali: Michael Pitt, Louis Garrel, Eva Green
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Trama:
Parigi, 1968, Isabelle e suo fratello Theo incontrano il giovane americano Matthew alla Cinémathèque e lo invitano a stare con loro nella loro casa a Parigi. Dopo alcuni giorni iniziano giochi erotici sempre piì spinti e al limite del pudore…
Recensione:
Devo dire che questo film mi ha profondamente deluso. Le scene “erotiche” sono al limite della pornografia e se ormai siamo ben avvezzi a vedere seni e sederi in bella mostra anche in prima serata, qui si vede chiaramente l’amplesso, la vagina e il pene… Sebbene il film non sia dunque chiaramente destinato ad un pubblico giovane, potrebbe risultare interessante per uno piì maturo. Ma temo non raggiunga nemmeno questo scopo: Ha un contenuto profondo? Lancia messaggi non banali? Vi lascia qualcosa dentro? Secondo me no! C'è chi l'ha visto come un capolavoro, ma io temo che la stragrande maggioranza si sia alzata dalla poltrona lasciando il cinema.... Innanzitutto mi chiedo se era necessario usare un linguaggio così scurrile (al di sotto persino dei film di tinto brass) per esprimere un messaggio così poco significativo? Il film è ambientato durante le lotte del 68’ e vede come protagonisti un giovane americano e due gemelli (maschio e femmina) legati da una passione morbosa. I tre condividono l’amore per il cinema, un Cinema che fa da sfondo per tutta la durata del film. Quando i tre vanno a dormire sotto lo stesso tetto, iniziano giochi infantili ed erotici sempre piì spinti finché la ragazza ha un amplesso con Matthew. Da lì in poi il pudore viene abbandonato e i rapporti sessuali si spingono verso sperimentazioni al limite dell’indecenza e della perversione… Artisticamente potrà anche essere significativo (e non è detto), ma non mi sento proprio di consigliarvelo. Se siete abituati ai classici film attuali questo vi deluderà totalmente. Non vedetelo! Voto: 5,0



Un secondo parere? eccovi la recensione di kiky (http://www.k-sblog.it/sblog/)

Armonia.
Bertolucci riesce a miscelare in modo magistrale vita reale e cinema in un connubio profondo e mai banale.
I personaggi sono vivi e rapprentano esattamente lo stato d'animo confuso di un periodo di grande cambiamento come il '68. Ma non vi è solo la confusione politica (che in realtà i due personaggi ignorano per quasi tutto il film). Vi è soprattutto la confusione interiore dei due fratelli, bloccati nel piccolo nido sicuro di bambini, un nido che non vogliono abbandonare e che proteggerebbero anche a costo della loro vita, come dimostra Isa.
Vi è la confusione di Mattew, che non riesce mai a inserirsi del tutto nel rapporto morboso di Isa e Theo. C'è anche la componente genitoriale, che benchè sia in secondo piano, non è sottovalutata: genitori assenti, in senso affettivo e in senso fisico, genitori che lasciano assegni su assegni e che ridono delle idee dei loro figli.

Equilibrio.
Mattew si trova catapultato nel sogno di questi due bambini, nel loro mondo fantastico fatto di cinema, erotismo, alcool e nient'altro. Inizialmente diffidente, entra a far parte attivamente anche lui del sogno morboso di Theo e Isabelle. Ma non ci entra mai completamente: da un lato il fortissimo, quasi indissolubile legame dei due fratelli, da l'altro la divergenza di idee sulla vita, sul loro particolare modus vivendi, lo allontana sempre di piì, fino al distacco finale.
Bertolucci gioca a fare l'equilibrista: cinema, vita, sesso, alcool, sesso, politica, cinema, sesso, politica, vita. Non cade mai, riesce sempre a destreggiarsi egregiamente, senza scadere nel volgare o nel banale. Vi è certamente una nota voyeuristica nel film (che molti hanno criticato), ma questa è voluta, a mio avviso, per far capire allo spettatore il loro punto di vista, i loro giochi erotici e il loro modo di vedere la vita. Se fosse stato censurato, o Bertolucci avesse lasciato all'immaginazione dello spettatore le scene di nudo, il film non avrebbe avuto ragion d'essere, sarebbe stato incompleto. Fa tutto parte del loro sogno.

Leggerezza.
Il regista non vuole dare giudizi, non vuole fare alcuna condanna o istigazione: si limita a descrivere la dimensione onirica dei tre sognatori sospesi tra cinema e realtà.
Ciò viene rappresentato benissimo: dal loro modo di vivere (sempre nell'appartamento, quasi senza mangiare, facendo sesso e giochi erotici nella cucina o nello studio, chiacchierando nella vasca da bagno-bellisimo il gioco di specchi- ed usando il salotto come camera da notte) ai continui salti ai film d'epoca che i tre ragazzi riproducono in modo talmente fedele, che le loro sagome coincidono perfettamente con quelle dell'originale (a tal proposito, di grande effetto la scena di Isabelle che rappresenta la Venere di Milo).
Ma ogni sogno ha una sua fine. Il grido di Isabelle "La strada è entrata in camera!" segna la fine del loro sogno. Le urla dei manifestanti penetrano nel loro nido sicuro "Dans la rue! Dans la rue!" portandoli via con sè.

Un film di grande impatto, divertente, commovente e particolare, regia meravigliosa ed equilibrata, perfetta colonna sonora e attori, nonostante i temi trattati e le scene imbarazzanti, a dir poco eccellenti.

Voto: 5,0
Gik25

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