The Call - Non rispondere

The Call - Non rispondere
Voto: 6,0/10

Trama

A seminare terrore e morte stavolta non è la fatidica telefonata con la vocina che minaccia ? ?sette giorni? ?, bensì un messaggio vocale registrato nella segreteria, nel quale la vittima predestinata può sentire il momento della propria morte che avverrà  di lì a due giorni. Che un film di Miike potesse approdare nei cinema italiani, credo ormai non ci sperasse più nessuno (nonostante su satellite da tempo circoli il magnifico ?Audition ? ). Semmai quello che fa un po' incazzare è che, mentre i nostri cugini d'oltralpe si possono tranquillamente gustare nelle sale la trilogia di ? Dead or Alive? , da noi per un evento del genere è stato scelto il minore tra i titoli minori, uno di quei film alimentari che il geniale regista giapponese realizza ogni anno per potersi poi permettere la realizzazione indisturbata di opere ben più sentite e personali. Che ? One missed call? sia un lavoro su commissione infatti è più che palese per chiunque: siamo sempre dalle solite parti, quelle degli innumerevoli cloni di ?Ringu ? (ma qui a un certo punto sovviene pure ?Dark Water ? ), con le telefonate iettatorie, le corse contro il tempo e le donne fantasma dai lunghi capelli neri. A differenza di un ? Phone? qualsiasi però c'è da aggiungere che Miike gira da Dio, sa come costruire la tensione e riesce pure a prendere per i fondelli mode (troppo) imperanti come quella dei telefonini e dei Reality Show. L'ammirazione che nutriamo per lui è totale, ma ciò nonostante non si può negare che la maggior parte del film sia minestra riscaldata, gia vista e pure un po' tirata per le lunghe. Come vedere Vissani cucinare ?Quattro salti in padella?.

Recensione

A seminare terrore e morte stavolta non è la fatidica telefonata con la vocina che minaccia “ …sette giorni… ”, bensì un messaggio vocale registrato nella segreteria, nel quale la vittima predestinata può sentire il momento della propria morte che avverrà di lì a due giorni. Che un film di Miike potesse approdare nei cinema italiani, credo ormai non ci sperasse più nessuno (nonostante su satellite da tempo circoli il magnifico “Audition ” ). Semmai quello che fa un po' incazzare è che, mentre i nostri cugini d'oltralpe si possono tranquillamente gustare nelle sale la trilogia di “ Dead or Alive” , da noi per un evento del genere è stato scelto il minore tra i titoli minori, uno di quei film alimentari che il geniale regista giapponese realizza ogni anno per potersi poi permettere la realizzazione indisturbata di opere ben più sentite e personali. Che “ One missed call” sia un lavoro su commissione infatti è più che palese per chiunque: siamo sempre dalle solite parti, quelle degli innumerevoli cloni di “Ringu ” (ma qui a un certo punto sovviene pure “Dark Water ” ), con le telefonate iettatorie, le corse contro il tempo e le donne fantasma dai lunghi capelli neri. A differenza di un “ Phone” qualsiasi però c'è da aggiungere che Miike gira da Dio, sa come costruire la tensione e riesce pure a prendere per i fondelli mode (troppo) imperanti come quella dei telefonini e dei Reality Show. L'ammirazione che nutriamo per lui è totale, ma ciò nonostante non si può negare che la maggior parte del film sia minestra riscaldata, gia vista e pure un po' tirata per le lunghe. Come vedere Vissani cucinare “Quattro salti in padella”.



Si ringrazia AlexVisani.comper la recensione