prova Sogno il Mondo il Venerd: film

Sogno il Mondo il Venerd

Sogno il Mondo il Venerd
Titolo originale: Sogno il Mondo il Venerd
Produzione: Italia
Durata: 90
Genere: Drammatico
Regia: Pasquale Marrazzo
Uscita: 2009-08-21
Attori principali: Anis Gharbi, Giovanni Brignola, Sebastiano Filocamo, Corinna Agustoni, Domenico Balsamo, Elena Callegari, Simone "Valentina" Mancini, Laura Ferrari
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Trama:
Milano. Karim è un ragazzo arabo che insieme ad un suo connazionale tenta una rapina, senza successo, per avere i soldi necessari a comprare un permesso di soggiorno. Fabio lavora in banca ma è assillato dai debiti di gioco e per questo si mette nei guai. Betty è una giovane trans che si ritrova, suo malgrado, coinvolta nei problemi di Fabio. Irene e Luigia, che vivono insieme, ben presto si trovano costrette a fare i conti con una serie di problematiche situazioni dovute ad un nuovo condomino, Gianni. Tutti, anche se sconosciuti l'un l'altro, presto si incontreranno e cominceranno ad interagire tra loro cercando, nel frattempo, di combattere contro il proprio destino.
Recensione:
Nel cinema, in quello indipendente almeno, che dovrebbe partire da un substrato autentico della mente e del cuore, cerco sempre di vedere il bicchere mezzo pieno. Tuttavia in questo film è davvero difficile trovare "il liquido" nel bicchiere! A volte si premiano le buone intenzioni ma in questo caso ci sono proprio solo quelle. In "Sogno Il Mondo Il Venerdì" non si tratta infatti di sopportare qualche falla nel racconto, qualche passaggio poco chiaro, qualche personaggio irrisolto con un interpretazione profana di qualche attore non professionista alla sua prima esperienza. In questo caso putroppo siamo su un registro ancora più mediocre. Quando ci troviamo di fronte a una recitazione (a parte quella dei ragazzi stranieri) spaventosamente accademica (per non usare brutte parole), quando i dialoghi sono sfilacciati, scollegati, quando i personaggi, i caratteri sono delle macchiette, quando la sceneggiatura è un tripudio di pezzi di scrittura scaraventati all'aria, cosa resta in un film? una regia originale? Si, non è in dubbio, ma se non è amalgamata al film che cos'è una regia originale? un montaggio serrato? ma quando la scrittura è un puzzle in cui mancano vari, troppi pezzi che cos'è un ritmo serrato in un film? ritmo serrato di cosa? Il ritmo dei personaggi perennemente urlanti e isterici? E poi che senso ha far cantare in inglese questi poveri derelitti della società? Non che l'inserimento di queste piccole pause canore sia giusto o sbagliato (il regista parla di libertà di sperimentazione e nessuno vuole fargliene una critica), ma quando le canzoni sono slegate dal contesto filmico e sono pure in inglese non si fa altro che ampliare la distanza emotiva tra il film e lo spettatore, distanza già ottenuta da un ritmo frenetico gratuito? Insomma, è un peccato cassare così il film di un regista che ha scritto (ne ho letto degli stralci su Internet) una cosi' bella tesi sugli angeli de " Il Cielo Sopra Berlino", un regista che si "auto produce" da sempre e che vive nella tipica precarietà dei cineasti indipendenti e che mi fa quindi molta simpatia. Però, davvero, qui senza volerlo si rasenta il grottesco, e si perde una buona occasione di utilizzare del buon materiale di partenza. Peccato, sarà per la prossima volta?
Voto: 5
Stefania Muzio

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