prova Sad Vacation: film

Sad Vacation

Sad Vacation
Titolo originale: Sad Vacation
Produzione: Giappone
Durata: 136
Genere: Drammatico
Regia: Shinji Aoyama
Uscita: 2007-09-01
Attori principali: Tadanobu Asano, Aoi Miyazaki, J? Odagiri, Ken Mitsuishi, Yuka Itaya, Eri Ishida, Katsuo Nakamura, Maho Toyota
Scheda di Opinioni
Vota il film:

- Voto: 7.0/10 (4 voti)

Commenti


Commenta il film!

Trama:
Kenji si guadagna da vivere facendo l’autista per avventori ubriachi di locali e per proprietari di ditte di trasporti poco legali. Un giorno riaccompagnando Mamiya a casa, scopre che è a capo di una ditta che reinserisce i carcerati e i vecchi indigenti nel mondo del lavoro. Tornando spesso nel medesimo luogo Kenji si accorge che la moglie di Mamiya è Chiyoko, sua madre, che lo abbandonò quando era ancora piccola, causando il suicidio del suo compagno. Nel frattempo Kenji si prende cura della sorella di un suo amico carcerato e di un piccolo immigrato cinese cui si è affezionato. Scoprendo la vita che si svolge nella ditta di Mamiya, il protagonista pensa a come riaffrontare il passato e come vendicarsi della sofferenza patita, causata dalla madre e dalla sua incapacità di affrontare i problemi.

Recensione:
Passato ingiustamente in sordina al Festival Del Cinema di Venezia, dove ha aperto la sezione Orizzonti, questo Sad Vacation è una retrospettiva sulla famiglia, in tutte le sue sfumature. C’è da dire che quest’anno al Festival molte pellicole hanno fatto riferimento al nucleo familiare in molti modi, l’idea di Shinji era sceneggiare un libro e trarne una storia di accettazione e compromessi di rancore e calma. In particolare la filosofia Giapponese dell’accettazione è molto diversa da quella occidentale, il rispetto che si sviluppa per i genitori e per le scelte che fanno è caratterizzato da un’insolita approvazione, mentre la figura maschile della coppia (il marito o il compagno) risulta essere quasi sottomesso al volere della donna. Per questo motivo la figura di Chiyoko spicca tra le altre, una madre disperata ma risoluta, sofferente ma piena di orgoglio, tanto da non suscitare in Kenji quella voglia di riappacificazione che ci si aspetterebbe. Il nuovo figlio di Chiyoko, Yusuke, soffre particolarmente il ruolo di Kenji nella loro famiglia allargata e cerca in tutti i modi di procurare problemi in attesa che qualcuno si accorga di lui. Le immagini statiche e simboliche, soprattutto affidate a chi non può esprimersi a parole (la sorella del carcerato) e dopo tutte le difficoltà affrontate sa ancora sognare, ci ricordano come deve essere la vita, come va assaporata e vissuta, perfino dopo che insospettabili demoni ci mostrano il loro volto terrificante occludendo i già pochi spiragli di speranza. Sad Vacation non è un film giusto, non è un film facile tantomeno riassuntivo e scorrevole, ma non c’è modo di evitare di seguirlo, ogni azione precede un colpo di scena a cui non si è abituati e, tenendo presente il paese di provenienza del regista e che la voglia di raccontare si traduce spesso in un tempo dilatato di proiezione, c’è da notare un’enorme cura dei dettagli. A fine visione nessuna storia, di nessun membro della famiglia, è stata tralasciata e i personaggi seguono il proprio destino con una storia singola che ha una conclusione, qualsiasi sia. Questa è la particolarità dei registi orientali, niente è mai lasciato al caso o introdotto senza che ci sia una ragione. Ottima la fotografia di Masaki Tamura, collega di lunga data del regista, che sa come dipingere la sofferenza e l’attesa, la violenza, i ricordi e la straordinaria forza che è necessaria per sapersi occupare di qualcuno.
Voto: 7
Ambra Zamuner

Leggi i commenti Collabora con noi! Invia una recensione